Accordo tra Asl Brindisi e Clinical Center of Montenegro per cooperazione su innovazione, formazione e mobilità sanitaria internazionale
di Antonio Portolano
Sviluppare una cooperazione strutturata in ambito sanitario puntando su formazione, ricerca e innovazione per rafforzare la qualità dei servizi e lo scambio di competenze tra i due sistemi sanitari. È questo l’obiettivo dell’accordo sottoscritto tra Asl Brindisi e Clinical Center of Montenegro.
Il contesto economico della sanità internazionale
L’intesa si inserisce in un quadro di crescente integrazione tra sistemi sanitari europei e dell’area mediterranea. Il settore sanitario rappresenta una componente rilevante dell’economia pubblica, con una spesa che nei Paesi europei oscilla tra il 9% e il 12% del PIL, e si trova oggi ad affrontare sfide legate all’invecchiamento della popolazione, alla carenza di personale qualificato e alla crescente domanda di prestazioni ad alta complessità.
In questo scenario, la cooperazione sanitaria internazionale si configura come uno strumento strategico per migliorare l’efficienza dei sistemi sanitari, accelerare l’innovazione tecnologica e favorire la circolazione delle competenze. La Puglia, negli ultimi anni, ha avviato un percorso di rafforzamento del proprio sistema sanitario regionale, investendo in digitalizzazione, infrastrutture ospedaliere e ricerca clinica, con l’obiettivo di consolidare il proprio ruolo nel Mezzogiorno e nel Mediterraneo.
Le istituzioni e gli attori coinvolti
Il protocollo di cooperazione è stato sottoscritto da Maurizio De Nuccio, direttore generale di Asl Brindisi, e da Marina Jakšić, responsabile del Clinical Center of Montenegro, con il supporto del Consolato Onorario del Montenegro in Puglia.
Alla firma ha partecipato anche Antonio Felice Uricchio, presidente dell’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), che offrirà collaborazione scientifica e istituzionale allo sviluppo delle attività previste dall’accordo.
Un ruolo di raccordo istituzionale è stato svolto da Franco Giuliano, console onorario del Montenegro in Puglia, che ha promosso il dialogo tra i due sistemi sanitari, rafforzando le relazioni tra Italia e Montenegro.

Ambiti operativi e specializzazioni
L’accordo prevede una collaborazione articolata su più livelli strategici nel settore sanitario. Tra gli ambiti principali figurano lo scambio di competenze clinico-organizzative, la realizzazione di programmi di formazione sanitaria e aggiornamento professionale, lo sviluppo di progetti di ricerca scientifica e l’attivazione di programmi di mobilità internazionale per medici e operatori sanitari.
Sono inoltre previsti workshop, eventi scientifici e iniziative congiunte a carattere internazionale. Particolare attenzione sarà rivolta a settori ad alta specializzazione, tra cui trapiantologia, diagnostica avanzata, radiologia, oncologia, pediatria, chirurgia vascolare e discipline mediche interne.
Le prime attività operative partiranno già dal mese di aprile e interesseranno in particolare la radiologia, ambito strategico anche per l’integrazione di tecnologie digitali avanzate e sistemi di intelligenza artificiale applicata alla diagnosi.
Impatto economico e ricadute sul territorio
Dal punto di vista economico, l’accordo rappresenta un investimento immateriale ad alto valore aggiunto per il sistema sanitario della Puglia e per la provincia di Brindisi. Il rafforzamento delle competenze professionali e l’accesso a reti internazionali di ricerca possono contribuire ad aumentare la qualità dell’offerta sanitaria e la capacità attrattiva del territorio.
Per il sistema sanitario territoriale, l’iniziativa può tradursi in un miglioramento della competitività, con effetti indiretti anche su filiere connesse come la formazione universitaria, la ricerca biomedica, il settore biomedicale e i servizi sanitari avanzati.
La cooperazione internazionale può inoltre favorire lo sviluppo di flussi di mobilità sanitaria, sia in entrata sia in uscita, contribuendo a una maggiore integrazione del mercato sanitario europeo e mediterraneo.
Analisi strategica e posizionamento
L’accordo rappresenta una scelta strategica per Asl Brindisi, che punta a consolidare il proprio posizionamento come attore rilevante nella cooperazione sanitaria internazionale nel Sud Italia. L’apertura a partnership con istituzioni estere consente di accedere a nuove competenze, condividere modelli organizzativi e sviluppare progettualità innovative nel settore sanitario.
Dal lato del Montenegro, la collaborazione con una realtà sanitaria italiana permette di accelerare i processi di aggiornamento professionale e di miglioramento dei servizi sanitari, in linea con gli standard europei.
Maurizio De Nuccio ha sottolineato: «Questo accordo rappresenta una straordinaria opportunità di crescita per la nostra azienda e per l’intero sistema sanitario territoriale. Investire nella cooperazione internazionale significa migliorare la qualità dell’assistenza, valorizzare le competenze dei nostri professionisti e aprire nuove prospettive di innovazione e ricerca».
Il ruolo della diplomazia sanitaria
Il coinvolgimento del Consolato Onorario del Montenegro in Puglia evidenzia il ruolo crescente della diplomazia sanitaria come leva di cooperazione economica e istituzionale tra territori. In un contesto globale caratterizzato da interdipendenze sempre più marcate, la sanità rappresenta un ambito strategico anche per il rafforzamento delle relazioni internazionali tra Paesi.
Franco Giuliano ha evidenziato: «La collaborazione avviata con protocollo sottoscritto oggi, potrebbe considerarsi forse il primo in ambito sanitario tra una azienda locale e un Ministero straniero. e rappresenta un importante avvio nei rapporti non solo in campo medico-scientifico tra la Puglia e i Paesi del Mediterraneo».
Scenari futuri
Nel medio periodo, l’accordo tra Asl Brindisi e Clinical Center of Montenegro potrà evolvere in una piattaforma stabile di cooperazione sanitaria internazionale, con l’estensione delle attività ad ulteriori ambiti clinici e il coinvolgimento di università, centri di ricerca e imprese del settore biomedicale.
L’integrazione tra formazione sanitaria, ricerca scientifica e pratica clinica rappresenta uno degli assi portanti dei sistemi sanitari avanzati e costituisce un fattore determinante per la sostenibilità economica e l’innovazione del settore.
Per la Puglia, l’intesa rafforza una strategia di apertura internazionale che mira a costruire un ecosistema sanitario competitivo, capace di attrarre competenze, investimenti e progetti su scala europea e mediterranea.




