Concerto rock a tastiera a Brindisi: allievi e maestri di Futuro Musica rileggono la storia del rock tra pianoforti, Hammond e synth
di Antonio Portolano
Cos’è Rockin’ Piano e perché conta oggi
Rockin’ Piano. Viaggio nel rock a tastiera è un concerto musicale e narrativo che racconta la storia del rock dal punto di vista delle tastiere. È in programma mercoledì 11 febbraio alle ore 20.30, nel foyer del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, ed è il primo appuntamento della rassegna Verdi in Rock 2026.
L’idea alla base del progetto è chiara: ricordare che il rock non nasce solo dalle corde, ma prende spesso forma da una tastiera. Pianoforti, organi Hammond, sintetizzatori e strumenti elettronici diventano la chiave di lettura per attraversare epoche, linguaggi e trasformazioni di un genere che ha costruito la propria identità anche grazie a questi strumenti.
Il concerto è realizzato dagli allievi e dai maestri della scuola di musica Futuro Musica ed è pensato come uno spettacolo in cui esecuzione e racconto procedono insieme, dando forma a un percorso coerente e consapevole.
Un progetto formativo che incontra il teatro
“Rockin’ Piano” è anzitutto un progetto corale. I giovani musicisti di Futuro Musica, affiancati dai loro maestri – Primo Michele e Pietro Maggio, Fabio Masi, Andrea De Nuzzo e Tonino Spluga – diventano protagonisti di un percorso che porta la dimensione dello studio sulla scena teatrale. Pianoforti, Hammond, synth e tastiere elettroniche disegnano architetture sonore capaci di tenere insieme energia e introspezione.
Accanto alla musica, un narratore accompagna il pubblico lungo il viaggio, intrecciando contesto storico, ascolto e memoria e rafforzando la coerenza narrativa dello spettacolo.
«Questo progetto nasce per portare i ragazzi fuori dalla zona protetta – ha detto il maestro Primo Michele Maggio -. Qui la tastiera è una presa di posizione. Ogni brano chiede di scegliere, di esporsi, di reggere il peso di una storia che viene prima di loro. Il foyer del Verdi diventa il luogo in cui la musica smette di essere corretta e comincia a essere necessaria. Conta cosa fare di un modello, conta dove stare dentro quel suono. È lì che avviene il passaggio più importante: quando smetti di suonare per dimostrare e inizi a suonare per abitare la musica sapendo che ogni nota dice anche chi sei e come scegli di stare sulla scena».

La storia del rock vista dal lato delle tastiere
Il concerto si sviluppa come un attraversamento delle grandi stagioni del rock, mettendo in luce il contributo delle tastiere nelle sue continue trasformazioni. Dalle architetture complesse del rock progressivo e psichedelico britannico, alla forza dell’hard rock degli anni Settanta dominato dal timbro inconfondibile dell’organo Hammond; dalle contaminazioni pop-rock e new wave degli anni Ottanta fino alle atmosfere più sospese dell’alternative rock e ai passaggi epici dal respiro cinematografico.
Il repertorio propone riletture e omaggi che attraversano mondi diversi – Survivor, Patti Smith, Shania Twain, Cranberries, Evanescence, Nirvana, Beatles, Pink Floyd, Doors, Deep Purple, Emerson, Lake & Palmer, Santana – facendo emergere il ruolo strutturale delle tastiere in ciascuna di queste esperienze. In questo percorso, il pianoforte diventa spazio di racconto, il synth apre scenari sonori e visioni, l’Hammond restituisce peso e tensione, mentre le tastiere elettroniche ampliano il vocabolario ritmico ed espressivo.
Tra impatto, costruzione e consapevolezza
Nel corso dello spettacolo le tastiere cambiano continuamente funzione e linguaggio. Il percorso alterna slanci e pause, forza e misura, mostrando come il rock sia fatto tanto di impatto quanto di costruzione, tanto di volume quanto di scelte sottili. È in questa alternanza che “Rockin’ Piano” restituisce un’immagine complessa e stratificata del genere, diventando anche un racconto sul fare musica oggi, sul rapporto tra studio e scena, tra apprendimento e interpretazione, tra tradizione e possibilità di riscrittura.
Il finale riporta il racconto alle origini del rock, quando tutto nasceva da un’urgenza primaria di esprimersi. Un ritorno al punto di partenza che ha il sapore della consapevolezza: ricordare che, al di là delle trasformazioni, delle mode e delle stratificazioni, il rock continua a vivere ogni volta che qualcuno si siede davanti a una tastiera e decide di dire qualcosa del proprio tempo.
Informazioni utili per il pubblico
I biglietti, posto unico al costo di 10 euro, sono disponibili online su rebrand.ly/RockinPiano e al botteghino del teatro, aperto dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 17.30 alle 19.30; il giorno del concerto dalle 11 alle 13 e dalle 19 alle 20.30.
Info: 0831 562 554 – botteghino@nuovoteatroverdi.com




