Il volume di Marco Greco e Domenico Saponaro, adottato dal DSM ASL1 L’Aquila nel Metodo Music Hospital, unisce memoria e musicoterapia
di Antonio Portolano
Un libro può curare. Non solo raccontare, emozionare, tramandare memoria. Può diventare strumento di terapia. È quanto accade a Radio Brindisi on Air, il volume scritto da Marco Greco e Domenico Saponaro, edito da Brundisium.net nel 2023, che ricostruisce la storia delle radio libere brindisine. Il libro, arricchito dalla prefazione di Antonio Celeste e dalla postfazione di Mino Taveri, è stato ufficialmente adottato dal Dipartimento di Salute Mentale ASL1 L’Aquila come supporto all’attività terapeutico-riabilitativa di gruppo.

La selezione è avvenuta all’interno del Metodo Music Hospital, sviluppato presso il Centro Diurno Psichiatrico dell’Aquila, e si inserisce nel più ampio programma di musicoterapia destinato a pazienti psichiatrici. Non si tratta di una semplice scelta simbolica, ma di un riconoscimento del valore terapeutico della memoria collettiva e della forza della musica.
La storia di Radio Brindisi on Air
Il volume firmato da Greco e Saponaro è un viaggio nel tempo. Racconta la nascita, lo sviluppo e l’impatto sociale delle radio libere a Brindisi, fenomeno che dagli anni Settanta ha rivoluzionato il modo di comunicare in Italia. Non solo musica e intrattenimento: quelle onde trasportavano idee, speranze, sogni di cambiamento.
Frutto di una meticolosa attività di ricerca tra documenti e testimonianze, il libro restituisce con rigore e passione il clima culturale di un’epoca che ha segnato profondamente la vita delle comunità locali. Brindisi diventa così esempio emblematico di come la creatività giovanile abbia contribuito a scrivere pagine decisive della storia sociale italiana, con la radio come cassa di risonanza per la libertà di espressione.

Perché adottare un libro in musicoterapia?
Abbiamo chiesto al dottor Stefano Ventruto, Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica e Psicosociale, con formazione in Scienze Motorie Psicomotricità, nonché Musicoterapeuta presso il Dipartimento di Salute Mentale ASL1 L’Aquila, di spiegare le ragioni di questa scelta.
Ventruto svolge attività di musicoterapia in quattro unità operative del DSM: SPUDC (Servizio Psichiatrico Universitario di Diagnosi e Cura), CDP (Centro Diurno Psichiatrico), CSM – Aula “Botte” ASL1 e SRP1 (Strutture Residenziali Psichiatriche Post Acuzie L’Aquila).
«L’adozione del libro Radio Brindisi on Air – spiega Ventruto – risponde a un principio scientifico preciso: la percezione multisensoriale. In musicoterapia non contano soltanto le canzoni, i suoni, il ritmo. Anche forme, colori, libri, racconti stimolano fantasia, memoria, emozioni. I volumi esposti nel setting diventano strumenti di dialogo, di creatività, di riflessione. Parlare di musica attraverso un libro che ricostruisce la storia delle radio significa moltiplicare gli stimoli, aprire spazi di condivisione e di piacere. E il piacere è la forma più autentica di benessere».

Il Metodo Music Hospital – La canzone d’autore come terapia
Dottor Ventruto ci racconta più nel dettaglio la filosofia del metodo Music Hospital?
«L’Attività Terapeutico Riabilitativa di Musicoterapia di gruppo – Metodo Music Hospital – La Canzone d’Autore in Musicoterapia – ha anche obiettivi di tipo terapeutico. Puntiamo alla riduzione dello stress, al miglioramento dell’emotività e dell’umore, alla stimolazione delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti. È una vera strategia di coping, cioè un modo per fronteggiare lo stress. Per terapeutico intendiamo conseguire un giovamento, un beneficio, un benessere. Tutti questi concetti coincidono con la parola piacere, che considero il fine principale e ultimo dell’esistenza di ogni essere vivente e di ogni essere umano. Il piacere non arriva soltanto dall’ascolto della musica o delle canzoni. Deriva anche da altri stimoli. La scienza ci insegna che percepiamo il mondo con i cinque sensi e che valutiamo le esperienze come piacevoli o spiacevoli. Ciò vale sia per il mondo esterno sia per quello interno, immaginato e sempre associato alle emozioni. Per questo, nel setting terapeutico, oltre alla musica inseriamo anche altri elementi. Le forme e i colori, per esempio. Oppure i libri. Se scelti e collocati con gusto, creano un ambiente accogliente, solare e funzionale. Già entrando nella stanza il paziente percepisce un’atmosfera positiva, che predispone all’attività riabilitativa. I libri hanno un valore particolare. Visti e percepiti con la vista, stimolano ragionamento, fantasia, creatività e memoria. Mi offrono spunti per introdurre argomenti specifici e rendono più concreto il discorso che propongo durante la seduta. La lettura, la scrittura e l’ascolto di un racconto diventano così risorse fondamentali. Aiutano a generare emozioni piacevoli e, nello stesso tempo, a prevenire o gestire lo stress».

L’elogio di Vasco Rossi e l’eco nazionale
Il metodo Music Hospital e l’adozione del libro brindisino hanno attirato l’attenzione di un gigante della musica italiana: Vasco Rossi.
Il rocker ha voluto rendere omaggio al lavoro degli specialisti aquilani e degli autori con un post sui suoi canali social, scrivendo: «La musica mi ha salvato la vita». Un messaggio che ha fatto il giro d’Italia e che ha dato grande visibilità all’iniziativa.
«L’attenzione di Vasco Rossi è stata una gratificazione immensa» dichiara Ventruto. «Per i pazienti e per l’équipe sanitaria ha rappresentato una conferma autorevole e potente. Un incoraggiamento a continuare sulla strada della musicoterapia, sapendo che l’arte e la musica possono davvero fare la differenza nella vita delle persone».

Lo studio, pubblicato su Rivista di Psichiatria, ha confermato con dati scientifici l’efficacia del metodo nella riduzione dello stress e nel miglioramento della condizione emotiva e relazionale dei pazienti. Un risultato che ha dato ulteriore forza al riconoscimento mediatico.
Un libro che diventa cura
La portata simbolica di Radio Brindisi on Air va oltre le pagine stampate. La storia delle radio libere, che in città come Brindisi hanno rappresentato uno strumento di aggregazione e libertà, diventa oggi una risorsa clinica. È la dimostrazione che cultura, arte e scienza possono intrecciarsi generando percorsi innovativi di riabilitazione.

Gli stessi autori, Greco e Saponaro, esprimono la loro gratitudine con parole piene di emozione: «Siamo profondamente onorati che il nostro lavoro sia stato riconosciuto e utilizzato in un contesto così importante. Sapere che il libro possa contribuire, anche in minima parte, al benessere di persone fragili è per noi il più grande privilegio».
Un libro nato per custodire la memoria culturale di una città si è trasformato in strumento di cura. Un patrimonio che, partendo da Brindisi, oggi parla a tutta l’Italia, ricordandoci che la musica e le parole non solo raccontano la vita: possono salvarla.




