Il nuovo progetto di Dino SuperDee Gemmano unisce groove analogico, sax live e cultura club tra Brindisi e Chicago
di Antonio Portolano
Il ritorno alla purezza della house
Cassa dritta. Groove che pulsa. Linee essenziali che respirano.
È da qui che riparte la house. È da qui che riparte Dino SuperDee Gemmano.
Con Pure House Music, il produttore brindisino firma un lavoro che non rincorre il presente ma lo attraversa, riportando al centro l’elemento più autentico della musica house: il ritmo come linguaggio universale. Il progetto nasce in Italia, tra Brindisi e la scena elettronica nazionale, ma guarda dritto a Chicago, alla sua origine, alla sua verità sonora.
In un’epoca dominata da produzioni ipercompresse e digitalizzate, questo lavoro si distingue per una scelta precisa: togliere, asciugare, restituire spazio al groove. Ed è proprio in questa sottrazione che risiede la sua forza.
Il contesto: la house tra evoluzione e identità
La house music, nata a Chicago nei primi anni ’80, è oggi uno dei linguaggi più globali della musica contemporanea. Ma questa diffusione ha comportato anche una progressiva trasformazione del suono: più stratificato, più ibrido, spesso distante dalle sue radici.
La Chicago house old school rappresenta invece un punto fermo: ritmo in quattro quarti, drum machine, basso pulsante e una costruzione musicale pensata per il dancefloor. Un suono diretto, fisico, costruito per essere vissuto prima ancora che analizzato.
È in questo scenario che si inserisce Pure House Music (Soulgem Records): un progetto che non guarda indietro per nostalgia, ma per recuperare un’identità sonora precisa e riportarla nel presente.

Le collaborazioni: suono reale e cultura club
Il cuore del progetto è anche nelle sue collaborazioni, scelte con coerenza e visione.
Accanto a Dino SuperDee Gemmano troviamo Daniel Sax, sassofonista palermitano, il cui intervento rappresenta un elemento distintivo. Il suo sax non è un semplice abbellimento, ma una presenza viva, capace di dialogare con il groove e di aggiungere profondità emotiva al brano.
A completare il quadro c’è Simon J, figura storica della scena musicale di Brindisi. DJ, speaker radiofonico e protagonista della cultura club locale, porta nel progetto un bagaglio di esperienza che rafforza la coerenza artistica e il legame con la tradizione.
Tre percorsi diversi, una direzione comune: riportare la house alla sua essenza.
Chicago House old school: la matrice del groove
Per comprendere davvero Pure House Music è necessario tornare alle origini. Chicago, primi anni ’80: club underground, comunità afroamericane e latine, DJ che costruiscono un nuovo linguaggio sonoro.
La house nasce come evoluzione della disco, ma diventa rapidamente qualcosa di diverso: più minimale, più ipnotica, più libera. Il groove diventa il centro di tutto.
L’estetica old school si fonda su pochi elementi:
- ritmo costante e coinvolgente
- strutture ripetitive ma dinamiche
- uso creativo di strumenti elettronici
- centralità del DJ come narratore musicale
È questa grammatica che Dino SuperDee Gemmano recupera, evitando sovrastrutture e riportando il suono a una dimensione più diretta e autentica.
Gli artisti: percorsi che si incontrano
Il percorso di Dino SuperDee Gemmano si sviluppa da anni tra produzioni house, radio e collaborazioni internazionali. Il suo stile si distingue per un equilibrio tra eleganza sonora e radici soul, con una costante attenzione alla qualità del groove.
Un esempio significativo è il precedente progetto A New Day, realizzato con la cantante americana Miss Kelli, in cui emergeva una forte componente soulful e un messaggio di rinascita . Un lavoro che già anticipava la volontà di coniugare tradizione e contemporaneità.
Daniel Sax porta invece una sensibilità musicale che affonda nel jazz e nel soul. Il suo contributo introduce una dimensione organica, capace di umanizzare il suono elettronico.
Simon J, infine, rappresenta un punto di riferimento per la scena brindisina. La sua esperienza attraversa club, radio e eventi, contribuendo a costruire una cultura musicale radicata nel territorio.
Il suono: quando il groove diventa esperienza
Ciò che rende Pure House Music un progetto rilevante è la sua costruzione sonora. Il groove è centrale, ma non è mai statico: evolve, respira, si muove.
Il sax di Daniel Sax si inserisce in questo flusso come elemento narrativo. Non interrompe il ritmo, lo amplifica. Non sovrasta la struttura, la completa.
Il risultato è una traccia che funziona su più livelli:
- sul dancefloor, dove il ritmo guida il corpo
- nell’ascolto, dove emergono dettagli e sfumature
- nella percezione, dove il suono acquista profondità
In un panorama dominato da produzioni standardizzate, questa combinazione restituisce autenticità e carattere.
Impatto: una risposta alla standardizzazione sonora
Pure House Music si inserisce in una tendenza sempre più evidente: il ritorno a produzioni essenziali, meno costruite, più vere.
Per artisti, DJ e produttori, questo tipo di approccio rappresenta una possibilità concreta: riscoprire il valore del groove, della musicalità, dell’identità sonora. Per il pubblico, invece, significa ritrovare un’esperienza più diretta, meno filtrata.
Il progetto di Dino SuperDee Gemmano dimostra che la house può ancora essere uno spazio di ricerca, non solo di consumo.
Prospettive: tra radici e nuove direzioni
Guardando al futuro, la house music sembra destinata a evolversi lungo due direttrici: da un lato la contaminazione, dall’altro il recupero delle origini.
Progetti come Pure House Music indicano che queste due strade non sono necessariamente in contrasto. È possibile innovare senza perdere identità, costruire nuovi linguaggi partendo da basi solide.
La sfida sarà mantenere questo equilibrio.
Un ascolto che va oltre il ritmo
Ci sono tracce che riempiono lo spazio. E altre che lo definiscono.
Pure House Music appartiene alla seconda categoria.
Non cerca effetti, non cerca scorciatoie. Costruisce, passo dopo passo, un’esperienza che si rivela nel tempo, tra dettagli, vibrazioni e richiami profondi alla cultura house.
È in quel momento, quando il groove prende il sopravvento e il sax trova il suo spazio, che si comprende davvero cosa significa tornare all’essenza.




