L’accordo tra Fondazione Italia-Vietnam e Consorzio Nautico di Puglia apre nuove prospettive per nautica, blue economy, export e innovazione
di Antonio Portolano
BRINDISI – La nuova rotta dell’internazionalizzazione pugliese passa da Brindisi e guarda al Vietnam. Non soltanto diplomazia economica, ma la costruzione di un asse strategico tra due territori che condividono una forte vocazione marittima e una crescente attenzione verso innovazione, sostenibilità e sviluppo industriale.
La firma del protocollo d’intesa tra Fondazione Italia-Vietnam e Consorzio Nautico di Puglia, avvenuta nell’ambito della tavola rotonda «Italia-Vietnam, connettere regioni e creare connessioni» promossa dallo SNIM – Salone Nautico di Puglia, rappresenta infatti il primo passo concreto di un percorso che punta a trasformare i rapporti istituzionali in collaborazioni economiche, investimenti, scambi tecnologici e nuove opportunità per le imprese.
L’iniziativa, ospitata nella Sala Gino Strada di Palazzo Nervegna a Brindisi, ha riunito rappresentanti delle istituzioni italiane e vietnamite, associazioni di categoria, imprese, università, centri di ricerca e mondo produttivo attorno a un obiettivo preciso: costruire connessioni stabili tra la Puglia e uno dei Paesi più dinamici del Sud-Est asiatico.
Non è un caso che il Vietnam guardi oggi con interesse crescente alla regione pugliese. Con oltre 100 milioni di abitanti, una crescita del PIL del 7,8% nel primo trimestre del 2026 e uno dei più ambiziosi programmi di modernizzazione infrastrutturale dell’area Asia-Pacifico, il Paese si propone come un mercato strategico per le aziende italiane. Allo stesso tempo, la Puglia può mettere sul tavolo competenze consolidate nella blue economy, nella cantieristica nautica, nell’agroalimentare, nell’aerospazio, nella logistica, nelle energie rinnovabili, nell’intelligenza artificiale e nell’innovazione tecnologica.
La vera novità emersa dall’incontro di Brindisi è proprio questa: il dialogo tra Italia e Vietnam non si svilupperà soltanto attraverso i tradizionali canali diplomatici nazionali, ma anche tramite una collaborazione diretta tra territori, imprese, università, centri di ricerca e sistemi produttivi locali. Una visione che trova nello SNIM un possibile catalizzatore e che potrebbe trasformare Brindisi in uno dei principali punti di riferimento italiani per le relazioni economiche con il Sud-Est asiatico.

Il protocollo che apre la rotta tra Puglia e Vietnam
La sottoscrizione dell’accordo tra Fondazione Italia-Vietnam e Consorzio Nautico di Puglia costituisce il primo risultato concreto di un percorso di relazioni costruito negli ultimi anni attorno allo SNIM – Salone Nautico di Puglia.
L’intesa punta a favorire collaborazioni economiche e industriali tra imprese pugliesi e vietnamite, promuovendo scambi commerciali, trasferimento di competenze, missioni imprenditoriali, attività di networking, collaborazioni tecnologiche e futuri investimenti reciproci.
Al centro del protocollo ci sono la nautica e l’economia del mare, ma il raggio d’azione si estende anche all’agroalimentare, all’innovazione tecnologica, alla ricerca applicata, all’aerospazio, alla logistica, alle energie rinnovabili e alle tecnologie per la sostenibilità ambientale.
L’obiettivo dichiarato è creare un collegamento stabile tra il sistema produttivo pugliese e una delle economie più dinamiche dell’Asia, valorizzando le opportunità offerte dall’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Vietnam e dalla crescente domanda vietnamita di tecnologie, know-how e prodotti ad alto valore aggiunto.
Perché il Vietnam rappresenta una grande opportunità per le imprese pugliesi
Il Vietnam è oggi una delle economie più interessanti dell’intero continente asiatico. Negli ultimi anni ha saputo attrarre investimenti internazionali, sviluppare il proprio sistema industriale e rafforzare il proprio ruolo negli scambi commerciali globali.
La crescita economica registrata nel primo trimestre del 2026, pari al 7,8%, conferma un trend di sviluppo che continua a collocare il Paese tra i mercati più dinamici della regione.
Accanto ai numeri, pesa la dimensione strategica. Hanoi sta investendo in infrastrutture, trasporti, porti, innovazione, digitalizzazione e tecnologie avanzate, aprendo spazi significativi per aziende estere interessate a partecipare ai processi di modernizzazione del Paese.
Per la Puglia questo significa poter dialogare con un mercato in espansione che guarda con interesse alle competenze italiane nella nautica, nella logistica, nell’agroalimentare, nelle energie rinnovabili, nell’aerospazio e nelle tecnologie per la sostenibilità.

Nautica e blue economy al centro della collaborazione
Il mare rappresenta il primo e più naturale punto di contatto tra Vietnam e Puglia.
Da una parte il Vietnam dispone di oltre 3.200 chilometri di costa e sta investendo nello sviluppo della cantieristica, del turismo nautico e delle infrastrutture portuali. Dall’altra la Puglia può contare su una filiera consolidata della nautica da diporto, su competenze specialistiche nella cantieristica e su un ecosistema imprenditoriale che ha fatto della blue economy uno degli assi strategici del proprio sviluppo.
Proprio per questo la nautica è stata individuata come settore prioritario della collaborazione.
La prospettiva non riguarda soltanto la vendita di prodotti o servizi, ma anche lo sviluppo di progetti comuni, lo scambio di competenze e la costruzione di partnership industriali capaci di generare valore su entrambi i territori.
Brindisi candidata a ponte tra Mediterraneo e Sud-Est asiatico
La scelta di Brindisi come sede dell’incontro non è stata casuale.
La città, storicamente proiettata verso il Mediterraneo e i mercati internazionali, punta a rafforzare il proprio ruolo nelle relazioni economiche tra Europa e Asia. La presenza delle istituzioni locali, delle associazioni di categoria e delle principali realtà produttive del territorio testimonia la volontà di costruire un percorso condiviso e duraturo.
In questa prospettiva lo SNIM – Salone Nautico di Puglia amplia ulteriormente la propria funzione. Non soltanto manifestazione fieristica dedicata alla nautica, ma piattaforma permanente di relazioni economiche, industriali e istituzionali capace di attrarre opportunità internazionali e generare nuove occasioni di crescita per il territorio.
L’incontro di Brindisi segna quindi l’inizio di una fase nuova. La sfida sarà trasformare il dialogo avviato tra Puglia e Vietnam in accordi operativi, investimenti, missioni imprenditoriali e collaborazioni concrete. È su questo terreno che si misurerà il successo della rotta asiatica aperta dallo SNIM.

L’Ambasciatrice: «Trasformare la fiducia politica in partnership concrete»
Se la firma del protocollo tra Fondazione Italia-Vietnam e Consorzio Nautico di Puglia rappresenta il risultato più tangibile della giornata, il quadro strategico che ne giustifica la portata è stato tracciato da Phuong Anh Nguyen, Ambasciatrice della Repubblica Socialista del Vietnam in Italia.
Nel suo intervento, l’Ambasciatrice ha collocato l’incontro di Brindisi all’interno di una fase particolarmente favorevole delle relazioni bilaterali tra Roma e Hanoi, rafforzate dalla recente visita ufficiale in Italia di Tran Thanh Man, Presidente dell’Assemblea Nazionale del Vietnam.
«A seguito della visita ufficiale in Italia di Sua Eccellenza Tran Thanh Man, Presidente dell’Assemblea Nazionale del Vietnam, nell’aprile di quest’anno, il partenariato strategico Vietnam-Italia ha acquisito un rinnovato slancio politico».
Un rapporto che si fonda già su basi economiche solide.
«Con un fatturato commerciale bilaterale che ha raggiunto quasi 8 miliardi di dollari, l’Italia rimane il terzo partner commerciale del Vietnam nell’Unione Europea».
Ma il messaggio centrale lanciato dall’Ambasciatrice va oltre i numeri.
«La nostra missione condivisa è tradurre la forte fiducia politica e il potenziale economico in iniziative regionali concrete, partnership commerciali pratiche e cooperazione industriale a lungo termine».
È questa, in fondo, la chiave di lettura dell’incontro organizzato dallo SNIM – Salone Nautico di Puglia: trasformare le relazioni diplomatiche in opportunità operative per imprese, territori e sistemi produttivi.

Un Vietnam che cresce e guarda oltre la manifattura
Nel suo intervento, Phuong Anh Nguyen ha descritto un Paese impegnato in una trasformazione economica senza precedenti.
«Il Vietnam sta entrando in una nuova era di sviluppo guidata dai principi di politica estera di indipendenza, autosufficienza, pace, amicizia, cooperazione, diversificazione e multilateralizzazione».
Per anni considerato una delle principali piattaforme manifatturiere dell’Asia, il Vietnam punta oggi a compiere un salto di qualità.
«Allo stesso tempo, il nostro Paese sta attraversando una profonda trasformazione economica, andando oltre il suo ruolo di base manifatturiera per diventare un hub regionale per l’innovazione, le industrie avanzate, la logistica e la produzione ad alto valore aggiunto».
I numeri confermano questa evoluzione.
«Nel primo trimestre del 2026, nonostante le incertezze economiche globali, il PIL del Vietnam è cresciuto del 7,8% su base annua, dimostrando la resilienza, il dinamismo e l’attrattiva a lungo termine della nostra economia».
Una crescita che rende il Paese uno dei mercati più interessanti dell’intera area Asia-Pacifico e che spiega l’interesse mostrato nei confronti del sistema produttivo pugliese.
Intelligenza artificiale, aerospazio e tecnologie strategiche
L’Ambasciatrice ha inoltre illustrato le direttrici sulle quali il Vietnam intende costruire il proprio sviluppo nei prossimi anni.
«Per sostenere la prossima fase di sviluppo, il Governo ha adottato una strategia nazionale per le tecnologie strategiche, concentrandosi su dieci gruppi tecnologici prioritari, tra cui intelligenza artificiale, semiconduttori, biotecnologie, robotica, aerospazio, cybersecurity e tecnologie avanzate per i trasporti».
Un passaggio che assume un significato particolare anche per la Puglia.
L’incontro di Brindisi ha infatti coinvolto realtà attive nei settori della ricerca applicata, dell’innovazione industriale e dell’aerospazio, ambiti che il Vietnam considera oggi strategici per il proprio futuro.
«La crescita futura del Vietnam sarà trainata non solo dalle dimensioni del mercato, ma anche dalla qualità istituzionale, dall’innovazione tecnologica, dalla trasformazione verde e da un impegno costante nell’accompagnare le imprese straniere secondo il principio di benefici armonizzati e rischi condivisi».

Perché Hanoi guarda alla Puglia
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento ha riguardato il ruolo che la Puglia potrebbe svolgere all’interno di questa strategia di sviluppo.
Per l’Ambasciatrice esistono infatti forti complementarità tra le priorità economiche vietnamite e le specializzazioni produttive pugliesi.
«Vediamo forti complementarità e sinergie naturali tra le priorità di sviluppo del Vietnam e i punti di forza della Regione Puglia».
L’elenco dei settori citati è ampio e coincide in larga parte con i comparti che oggi trainano la crescita del territorio regionale.
«La Puglia è ampiamente riconosciuta come una delle regioni leader in Italia nel settore delle energie rinnovabili e ha sviluppato notevoli competenze nei settori aerospaziale, manifatturiero avanzato, innovazione agroalimentare, logistica ed economia blu. Questi punti di forza si allineano perfettamente alle priorità del Vietnam in materia di modernizzazione industriale e sviluppo sostenibile».
L’Ambasciatrice ha poi indicato con chiarezza la direzione della futura cooperazione.
«La vera frontiera della nostra futura cooperazione risiede nella transizione verde, digitale e marittima».
Un’affermazione che colloca la blue economy, la logistica portuale, le energie rinnovabili e l’innovazione tecnologica al centro delle future relazioni tra Vietnam e Puglia.
Porti, ferrovie e logistica: il Vietnam apre nuove opportunità alle imprese pugliesi
La modernizzazione infrastrutturale rappresenta uno dei capitoli più rilevanti del programma economico vietnamita.
«Vorrei condividere con voi che il Vietnam sta attualmente attuando uno dei programmi di modernizzazione infrastrutturale più ambiziosi dell’area Asia-Pacifico».
Per spiegare la dimensione del cambiamento in corso, l’Ambasciatrice ha citato uno dei progetti più significativi.
«La città di Ho Chi Minh prevede di sviluppare nei prossimi dieci anni una rete ferroviaria urbana di circa 1.000 chilometri».
Parallelamente è in corso un vasto piano di sviluppo e ammodernamento del sistema portuale nazionale.
«Inoltre, la città di Ho Chi Minh sta dando priorità alla modernizzazione e all’espansione del sistema portuale».
Secondo l’Ambasciatrice, questi investimenti aprono spazi significativi per le imprese italiane e pugliesi.
«Questi due programmi offriranno importanti opportunità alle aziende italiane e pugliesi specializzate nei sistemi di trasporto, nell’ingegneria, nella logistica e nelle soluzioni urbane intelligenti».
«Le partnership del futuro nasceranno dai territori»
Più ancora dei dati economici, il messaggio politico più forte lanciato durante la tavola rotonda riguarda il metodo con cui Vietnam e Italia intendono costruire la cooperazione dei prossimi anni.
Per Phuong Anh Nguyen il futuro delle relazioni economiche non dipenderà esclusivamente dai governi nazionali.
«Crediamo che le partnership più innovative e sostenibili del futuro emergeranno non solo dai governi nazionali, ma anche attraverso scambi diretti tra regioni, città, porti, università, centri di ricerca e cluster di innovazione».
È probabilmente questa la ragione più profonda della scelta di Brindisi e della collaborazione con lo SNIM.
L’obiettivo non è soltanto favorire rapporti istituzionali, ma costruire connessioni permanenti tra territori, imprese e centri di competenza.
Un modello che trova già conferma nelle esperienze maturate da importanti aziende italiane presenti nel Paese asiatico.
«Grandi aziende italiane come Bonfiglioli e Piaggio, supportate da istituzioni come SACE e SIMEST, hanno già stabilito una presenza di successo in Vietnam. I loro risultati dimostrano l’enorme potenziale del nostro mercato e possono fungere da preziosi punti di riferimento per le imprese pugliesi che cercano di espandersi nel Sud-Est asiatico».

L’invito alle imprese pugliesi: «Il Vietnam è pronto»
L’Ambasciatrice ha infine rivolto un invito diretto al mondo produttivo pugliese, annunciando l’intenzione di rafforzare ulteriormente il dialogo con le istituzioni regionali e locali e aprendo alla prospettiva di future missioni imprenditoriali.
«Attendo con interesse le future visite delle imprese pugliesi in Vietnam, forse già dal prossimo anno, e sono convinta che la distanza tra Vietnam e Puglia non sia misurata né in chilometri né dalla geografia, ma dalle nostre ambizioni comuni di innovare, crescere in modo sostenibile e collegare i nostri popoli».
Un messaggio accompagnato dalla disponibilità dell’Ambasciata vietnamita a sostenere concretamente le imprese interessate ad avviare rapporti con il Paese asiatico.
«L’Ambasciata del Vietnam a Roma è pronta a essere per voi un punto di riferimento e un ponte affidabile. Siamo pienamente impegnati a sostenere le vostre iniziative, facilitare il dialogo e collegare le vostre competenze con ministeri, autorità locali, istituzioni di ricerca e imprese in Vietnam».
Parole che sintetizzano la portata dell’incontro di Brindisi: la costruzione di una relazione che punta a trasformare la vicinanza di interessi tra Vietnam e Puglia in investimenti, collaborazioni industriali e nuove opportunità di crescita per entrambi i territori.

Meo: «Con lo SNIM facciamo marketing territoriale»
Se il protocollo firmato a Brindisi rappresenta il risultato più visibile della giornata, il percorso che ha portato alla nascita di questo dialogo tra Puglia e Vietnam affonda le proprie radici nel lavoro di internazionalizzazione avviato negli ultimi anni dallo SNIM – Salone Nautico di Puglia.
A sottolinearlo è stato Giuseppe Meo, presidente dello SNIM, che ha ricordato come il rapporto con il Vietnam non sia nato all’improvviso, ma sia il frutto di un percorso costruito nel tempo attraverso relazioni istituzionali e contatti internazionali sviluppati attorno alla manifestazione nautica pugliese.
«L’iniziativa importante è Puglia-Vietnam per progettare future condivisioni e progetti. Ma diciamo che questo è un ulteriore step del 2020. Abbiamo cercato di internazionalizzare il nostro progetto già lo scorso anno con ICE, ma il Vietnam, che è un Paese emergente, ha voglia di sviluppare il settore della nautica e, grazie al Salone Nautico, tre anni fa, con la presenza dell’ambasciatore, ha guardato alle nostre aziende con grande interesse».
Nelle parole del presidente emerge chiaramente come lo SNIM stia progressivamente assumendo un ruolo che va oltre quello di semplice manifestazione fieristica, trasformandosi in uno strumento di promozione economica e territoriale capace di creare connessioni internazionali per il sistema produttivo pugliese.
Dalla nautica all’intelligenza artificiale: una collaborazione che si allarga
Uno degli aspetti più interessanti emersi durante l’incontro riguarda l’estensione dei settori coinvolti nella collaborazione.
La nautica resta il punto di partenza naturale del dialogo tra Puglia e Vietnam, ma il confronto avviato a Brindisi ha già allargato il proprio raggio d’azione ad altri comparti considerati strategici per lo sviluppo economico dei due territori.
«Oggi sigleremo un protocollo d’intesa importante, ma abbiamo sviluppato anche altri settori, perché la collaborazione si allarga all’enogastronomia, con l’agricoltura, all’intelligenza artificiale con il CETMA, ma anche all’aerospazio con l’ingegnere Nobili».
Una dichiarazione che fotografa perfettamente la natura multidisciplinare dell’iniziativa.
Accanto alla blue economy e alla cantieristica navale, infatti, il tavolo Puglia-Vietnam coinvolge anche il mondo della ricerca applicata, dell’innovazione tecnologica, dell’agroalimentare e dell’aerospazio, comparti che l’Ambasciatrice vietnamita ha indicato tra quelli maggiormente strategici per il futuro sviluppo del Paese asiatico.

«Il Vietnam guarda alle nostre imprese con grande interesse»
Per Giuseppe Meo, uno degli elementi più significativi emersi negli ultimi anni riguarda proprio l’interesse manifestato dal Vietnam nei confronti delle competenze industriali e produttive presenti in Puglia.
«Insomma, facciamo del marketing territoriale con il nostro evento, interessando Paesi che oggi hanno davvero qualcosa da costruire e vogliono guardare a noi con grande interesse».
Secondo il presidente dello SNIM, il Vietnam non rappresenta soltanto un mercato di sbocco per le imprese pugliesi, ma anche un interlocutore interessato a sviluppare collaborazioni dirette sul territorio regionale.
Una prospettiva che apre scenari nuovi sia sul fronte degli investimenti sia su quello delle partnership industriali.
Una collaborazione a doppio senso tra Puglia e Vietnam
Alla domanda se l’interesse vietnamita sia rivolto soprattutto ad attrarre investimenti italiani oppure a costruire collaborazioni reciproche, Giuseppe Meo ha evidenziato come le opportunità vadano in entrambe le direzioni.
«Ci sono sicuramente margini per entrambe le cose. Sicuramente loro hanno bisogno, nella parte nautica, di sviluppare 3.500 chilometri di costa, come dobbiamo fare anche noi con i nostri 900, ma sono interessati anche a sviluppare delle attività proprio da noi, proprio nella parte marittima».
È probabilmente uno dei passaggi più rilevanti dell’intera giornata.
Da una parte il Vietnam guarda alle competenze sviluppate dalla filiera nautica pugliese per accompagnare la crescita delle proprie infrastrutture marittime, del turismo costiero e della cantieristica. Dall’altra emerge la possibilità che il rapporto possa tradursi in iniziative condivise, investimenti e attività sviluppate direttamente sul territorio pugliese.
«Quindi una collaborazione a 360 gradi che spero possa essere portata avanti da tutte le istituzioni coinvolte, perché questo è un obiettivo, che è quello di fare squadra sul territorio, interessando tutte le istituzioni».


Cantieristica, turismo nautico e Made in Italy: i primi obiettivi dell’accordo
Sul piano operativo, il presidente dello SNIM ha indicato con chiarezza i settori sui quali si concentreranno le prime attività derivanti dal protocollo.
«Sicuramente quello di sviluppare il settore della cantieristica navale e del turismo nautico in primis, ma anche quello dell’enogastronomia».
La nautica resta dunque il principale terreno di collaborazione.
Il Vietnam sta investendo nel potenziamento delle proprie infrastrutture marittime e nel turismo costiero, mentre la Puglia può mettere a disposizione competenze sviluppate nel settore della cantieristica, dei servizi portuali e della nautica da diporto.
Accanto al mare emerge però anche un secondo grande tema: il valore internazionale del Made in Italy.
«Sono molto interessati alla parte enologica perché guardano il Made in Italy con grande favore, ma grazie a questa collaborazione con lo SNIM siamo riusciti a intercettare questo loro interesse e portarlo direttamente qui in Puglia, nella città di Brindisi».
Una prospettiva che amplia ulteriormente il significato dell’accordo sottoscritto a Palazzo Nervegna.
Non soltanto nautica e blue economy, dunque, ma un percorso di internazionalizzazione che coinvolge imprese, innovazione, agroalimentare, turismo e promozione territoriale.
Ed è proprio questa visione integrata che lo SNIM – Salone Nautico di Puglia punta a consolidare nei prossimi mesi, trasformando il dialogo avviato con il Vietnam in una rete stabile di relazioni economiche e industriali tra la Puglia e una delle economie più dinamiche dell’Asia.
Montanaro: «Il Consorzio sarà il ponte tra le PMI pugliesi e il Vietnam»
Se lo SNIM – Salone Nautico di Puglia ha svolto il ruolo di facilitatore istituzionale e diplomatico, il protocollo sottoscritto a Brindisi trova nel Consorzio Nautico di Puglia il suo principale strumento operativo.
A evidenziarlo è stato Dario Montanaro, presidente del Consorzio, che ha letto l’accordo con il Vietnam come una risposta concreta a una delle principali sfide che oggi caratterizzano il sistema produttivo italiano: la capacità delle piccole e medie imprese di affacciarsi sui mercati internazionali.
«Direi che è consolidata l’idea che il sistema produttivo italiano sia caratterizzato, e secondo me sarà caratterizzato, da una dimensione contenuta della struttura delle imprese. Quindi l’ipotesi che si possa crescere in termini dimensionali per fare in modo che ognuno raggiunga la possibilità di uno scambio di relazioni commerciali internazionali diventa sempre più complicata, anche perché gli investimenti nel sistema di confronto con gli altri mercati sono sempre più importanti».
È una riflessione che riguarda da vicino anche la filiera della nautica pugliese, composta in larga parte da piccole e medie imprese altamente specializzate ma spesso prive delle dimensioni necessarie per affrontare autonomamente percorsi di internazionalizzazione complessi.
Per questo motivo il ruolo del Consorzio diventa strategico.
«Quindi il Consorzio si è attivato e si attiva all’interno della possibilità di fornire alle piccole e medie imprese che aderiscono un ponte, un contatto, un collegamento che oggi è venuto a formarsi sul piano relazionale e che nel tempo si svilupperà probabilmente, anzi certamente, rispetto a opportunità commerciali e di sviluppo industriale».
Nelle parole di Montanaro emerge una visione precisa: il protocollo con il Vietnam non rappresenta soltanto un accordo istituzionale, ma uno strumento concreto per accompagnare le imprese pugliesi verso nuovi mercati, nuove partnership e nuove opportunità di crescita.

Dall’Asia della delocalizzazione all’Asia dei mercati
Uno dei passaggi più interessanti dell’intervento del presidente del Consorzio Nautico di Puglia riguarda il cambiamento che sta interessando l’intera area asiatica.
Per anni molte imprese europee hanno guardato all’Asia quasi esclusivamente come luogo di produzione. Oggi lo scenario è radicalmente diverso.
«L’area asiatica rappresenta da sempre un percorso di esternalizzazione produttiva e adesso è diventata anche un mercato da più di qualche tempo».
In questo contesto il Vietnam assume una posizione particolarmente interessante.
«Il Vietnam è un mercato sicuramente diverso, caratterizzato da una capacità di spesa che sta crescendo via via e da un interesse verso il sistema produttivo italiano, ma anche verso il brand, la moda e la nautica».
Una valutazione che si collega direttamente a quanto emerso durante la tavola rotonda. Il Vietnam non cerca soltanto prodotti, ma competenze, modelli organizzativi, innovazione e qualità. Tutti elementi che caratterizzano il sistema produttivo italiano e, in particolare, molte realtà presenti in Puglia.
La nautica pugliese come ambasciatrice del Made in Italy
Secondo Montanaro, proprio la nautica può diventare uno dei principali strumenti di penetrazione commerciale nel mercato vietnamita.
Il settore, infatti, racchiude alcune delle caratteristiche più apprezzate del sistema industriale italiano: qualità, innovazione, design, capacità progettuale e specializzazione.
«Su questo la nautica ha sicuramente la possibilità di essere valutata come uno dei punti di maggior spendibilità del Made in Italy e del sistema di bellezza, qualità e strutture industriali che sicuramente possono interessare anche Paesi con forte capacità produttiva, anche competitiva».
Il riferimento non riguarda esclusivamente la costruzione di imbarcazioni.
Attorno alla nautica ruota infatti un ecosistema composto da progettazione, componentistica, servizi portuali, innovazione tecnologica, turismo nautico, manutenzione e formazione specializzata.
Una filiera che il Vietnam osserva con interesse crescente mentre investe nello sviluppo della propria economia marittima, della portualità e del turismo costiero.

Perché il Vietnam ha scelto la Puglia
Tra i passaggi più significativi dell’intervento di Dario Montanaro c’è quello relativo alla natura stessa della relazione avviata con il Vietnam.
Secondo il presidente del Consorzio, il dato più rilevante non è soltanto l’interesse verso il settore nautico, ma la scelta di aprire un dialogo diretto con una regione e con un sistema territoriale.
«Rappresenta ovviamente un’opportunità per la Puglia rispetto a qualsiasi territorio asiatico che abbia una disponibilità verso uno scambio. Non è semplice che quei territori, che comunque vivono percorsi di gestione politica o sociale complicata, definiscano di interfacciarsi con una singola regione».
Per questo motivo Montanaro ha voluto sottolineare il ruolo svolto da Brindisi e dal sistema produttivo pugliese.
«In questo caso vorrei mettere molta enfasi sul fatto che siamo a Brindisi, che il Consorzio è nato a Brindisi e si sviluppa a Brindisi per tutta la Puglia. Non è semplice trovare un’interlocuzione con un sistema nazionale verso un sistema regionale, quindi questa già rappresenta una novità e, io direi, un’opportunità».
Un passaggio che evidenzia come la collaborazione avviata non riguardi soltanto le imprese, ma anche il riconoscimento della capacità della Puglia di proporsi come interlocutore credibile nello scenario internazionale.
Il modello imprenditoriale pugliese che interessa al Vietnam
Per comprendere fino in fondo il significato dell’accordo, secondo Montanaro, occorre guardare anche a ciò che il Vietnam vede nelle imprese pugliesi.
L’interesse non riguarda soltanto prodotti e servizi, ma il modo stesso di fare impresa.
«Loro sono molto interessati al nostro modello di organizzazione imprenditoriale che definisce un’adeguata capacità di innovazione e soprattutto un’adeguata possibilità di realizzazione anche di percorsi complicati».
Un modello fondato sulla flessibilità, sulla capacità di adattamento e sulla propensione all’innovazione che caratterizzano gran parte delle piccole e medie imprese italiane.
Montanaro individua proprio qui una delle differenze principali tra i due sistemi economici.
«Loro vivono all’interno di una dimensione un po’ più di progetto e di programma che è esterna all’impresa; noi facciamo nascere i progetti e i programmi direttamente dalle idee degli imprenditori».
È forse questa la sintesi più efficace del messaggio lanciato dal presidente del Consorzio Nautico di Puglia: il protocollo firmato a Brindisi non apre soltanto un nuovo mercato per le aziende pugliesi, ma mette in relazione due modelli di sviluppo che possono trovare nella nautica, nella blue economy e nell’innovazione un terreno comune di crescita.
Per le imprese pugliesi si tratta di una sfida importante. Per il Vietnam, di un’opportunità per accedere a competenze e know-how riconosciuti a livello internazionale. Per Brindisi, della possibilità di consolidare il proprio ruolo come punto di incontro tra Mediterraneo e Sud-Est asiatico.

Marchionna: «Un interesse concreto verso Brindisi»
Tra gli interventi istituzionali, quello del sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna ha evidenziato il significato strategico della presenza dell’Ambasciatrice vietnamita in città e le possibili ricadute future sul territorio.
Per il primo cittadino, la visita della delegazione vietnamita rappresenta il segnale di un interesse concreto verso Brindisi e verso il ruolo che la città può svolgere nelle future relazioni internazionali tra Italia e Vietnam. Marchionna ha ricordato come ogni iniziativa di carattere internazionale debba svilupparsi in raccordo con il Ministero degli Affari Esteri, sottolineando però la disponibilità dell’amministrazione comunale a sostenere percorsi di collaborazione capaci di generare opportunità per il territorio.
Nel suo intervento il sindaco ha richiamato anche il tema dell’internazionalizzazione di Brindisi nei più ampi scenari geopolitici che interessano il Mediterraneo e l’area balcanica, soffermandosi sul ruolo strategico del Corridoio VIII e sulle prospettive legate ai collegamenti tra Adriatico e Mar Nero.
Marchionna ha infine ricordato il valore della presenza delle strutture operative delle Nazioni Unite sul territorio brindisino, evidenziando come il ruolo logistico svolto dalla città continui a rappresentare un elemento strategico nei principali scenari internazionali, in particolare nei teatri del Mediterraneo e del Medio Oriente.

Matarrelli: «Ora servono risultati concreti»
Anche il presidente del Consiglio regionale della Puglia Toni Matarrelli ha evidenziato la rilevanza della collaborazione avviata con il Vietnam, definendola una delle opportunità più interessanti emerse negli ultimi anni sul fronte dell’internazionalizzazione.
Nel suo intervento ha ricordato come il Paese asiatico abbia saputo costruire la propria crescita attraverso una visione di lungo periodo e un processo di riforme che ne hanno profondamente trasformato il tessuto economico e sociale.
Per Matarrelli, il Vietnam rappresenta oggi una realtà di primo piano nello scenario internazionale, con oltre 100 milioni di abitanti e una crescente capacità di attrarre investimenti, sviluppare innovazione e consolidare relazioni commerciali con i principali mercati mondiali.
Partendo dal mare e dalla nautica, elementi che costituiscono il punto di contatto naturale tra i due territori, il presidente del Consiglio regionale ha evidenziato come la collaborazione avviata a Brindisi possa aprire nuove opportunità per l’intero sistema pugliese.
Particolare attenzione è stata dedicata ai temi della sostenibilità e della transizione energetica, ambiti nei quali la Puglia sta vivendo una fase di profonda trasformazione e che potrebbero rappresentare ulteriori terreni di cooperazione con il Vietnam.
Il messaggio lanciato da Matarrelli è stato chiaro: alle dichiarazioni di intenti dovranno seguire progetti, investimenti e risultati misurabili. Le istituzioni, ha assicurato, saranno pronte a fare la propria parte per accompagnare questo percorso.

Un tavolo che unisce istituzioni, imprese e ricerca
La portata dell’iniziativa è emersa anche dalla composizione del tavolo di confronto che ha accompagnato la firma del protocollo tra Fondazione Italia-Vietnam e Consorzio Nautico di Puglia.
Accanto all’Ambasciatrice Phuong Anh Nguyen, al presidente dello SNIM – Salone Nautico di Puglia Giuseppe Meo e al presidente del Consorzio Nautico di Puglia Dario Montanaro, hanno preso parte ai lavori il sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna, il prefetto di Brindisi Guido Aprea e il presidente del Consiglio regionale della Puglia Toni Matarrelli.
Al confronto hanno inoltre contribuito il consigliere commerciale del Vietnam in Italia Duong Phuong Thao, la presidente della Fondazione Italia-Vietnam e rappresentante di Becamex in Italia e in Europa Maily Anna Maria Nguyen, il Consigliere Camera di Commercio Brindisi-Taranto Antonio D’Amore, il direttore del CETMA Marco Alvisi, il presidente di Confagricoltura Puglia Antonello Bruno e il presidente della Sezione Aeronautica di Confindustria Brindisi Stefano Nobili.
Una presenza trasversale che testimonia come il dialogo avviato tra Puglia e Vietnam non riguardi esclusivamente la nautica, ma coinvolga un ecosistema più ampio fatto di imprese, ricerca, innovazione, agroalimentare, aerospazio, logistica e sviluppo territoriale.
Il dibattito è stato moderato dal giornalista Mimmo Consales.

Oltre la nautica: l’asse Puglia-Vietnam si allarga
L’incontro di Brindisi ha mostrato come la nautica rappresenti il punto di partenza di una collaborazione destinata ad allargarsi a numerosi comparti strategici.
Accanto alla blue economy e alla cantieristica navale, il confronto sviluppato durante la tavola rotonda ha coinvolto agricoltura, enogastronomia, logistica, innovazione tecnologica, ricerca applicata, intelligenza artificiale, energie rinnovabili e aerospazio.
Da un lato il Vietnam cerca competenze, tecnologie e modelli di sviluppo capaci di accompagnarne la crescita industriale. Dall’altro la Puglia individua in Hanoi e nel mercato del Sud-Est asiatico una nuova frontiera per l’export, gli investimenti e l’internazionalizzazione delle proprie imprese.
L’accordo sottoscritto tra Fondazione Italia-Vietnam e Consorzio Nautico di Puglia si inserisce proprio in questa prospettiva: costruire relazioni permanenti tra sistemi economici complementari, favorendo missioni imprenditoriali, collaborazioni tecnologiche, scambi commerciali e opportunità di investimento.
Brindisi laboratorio dell’internazionalizzazione pugliese
La giornata di Palazzo Nervegna lascia in eredità un messaggio preciso: la firma del protocollo non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso che dovrà misurarsi nei prossimi mesi con la capacità di trasformare relazioni istituzionali e diplomazia economica in risultati concreti per imprese e territori.
In questo scenario emerge anche una nuova funzione dello SNIM – Salone Nautico di Puglia. La manifestazione nata per valorizzare la nautica e l’economia del mare si sta progressivamente trasformando in una piattaforma di relazioni internazionali capace di mettere in connessione istituzioni, imprese, università, centri di ricerca e mercati esteri.
Il Vietnam, con la sua crescita economica, il vasto programma di modernizzazione infrastrutturale e la crescente domanda di innovazione, rappresenta oggi una delle opportunità più interessanti per il sistema produttivo pugliese. La Puglia, dal canto suo, può offrire competenze riconosciute nella nautica, nella logistica, nell’agroalimentare, nelle energie rinnovabili, nell’aerospazio e nella ricerca applicata.
È in questo spazio di reciproco interesse che si colloca l’iniziativa promossa a Brindisi: una rotta che parte dal mare, ma che guarda molto più lontano, alla costruzione di un ponte stabile tra il Mediterraneo e il Sud-Est asiatico, tra la Puglia e una delle economie più dinamiche del mondo.




