Il PRI Brindisi denuncia disparità sui maxi-conguagli idrici e chiede alla Regione Puglia ristori anche per Brindisi, Lecce e Taranto
A proposito di Consorzio di bonifica e conguagli idrici, riceviamo e pubblichiamo l’intervento della Segreteria Cittadina e del Gruppo Consiliare del PRI.
di Segreteria Cittadina e Gruppo Consiliare PRI
Fondo regionale e sospensione dei pagamenti
Il Consorzio di bonifica Centro Sud, su mandato della Regione, ha dato il via libera allo stanziamento di 1,21 milioni di euro per coprire almeno una parte dei 4,2 milioni chiesti dall’Ente agli agricoltori per il conguaglio delle bollette dell’acqua relative al 2022. Grazie a questo fondo verranno sospesi i pagamenti dei contributi. Una boccata di ossigeno ma non per tutti: lo stanziamento, infatti, riguarda l’area dell’ex Consorzio Terre d’Apulia, in sostanza le province di Bari e BAT, della Capitanata e del Gargano. Non risolve, invece, il problema per i territori di Brindisi, Taranto e Lecce.
La denuncia del PRI Brindisi contro la Regione Puglia
In merito allo stanziamento di 1,2 milioni di euro destinato a coprire i maxi-conguagli idrici del 2022 il PRI brindisino esprime profonda indignazione per l’ennesima scelta parziale e discriminatoria della Regione Puglia. Denunciamo con forza una gestione che calpesta il principio di equità territoriale, escludendo arbitrariamente i territori di Brindisi, Taranto e Lecce. Come non ribellarsi alla decisione del governo regionale di intervenire esclusivamente a supporto degli agricoltori delle province di Bari, BAT e Foggia. Non siamo di fronte a una semplice delimitazione amministrativa, ma a una scelta politica precisa e gravissima.

Maxi-conguagli idrici e crisi del comparto agricolo
Il comparto ha subito rincari retroattivi insostenibili, con cartelle arrivate senza preavviso che hanno messo in ginocchio aziende già stremate dai costi energetici e dalle emergenze climatiche. La Regione interviene, ma lo fa a macchia di leopardo, decidendo chi merita sostegno e chi no, come se le imprese ioniche e salentine valessero meno di quelle del nord della Puglia. In particolare la provincia di Brindisi, il cui comparto agricolo rappresenta una eccellenza del territorio, non può subire questa ulteriore penalizzazione che colpisce direttamente famiglie e occupazione.
Le richieste del PRI, equità territoriale e fondo esteso
Per queste ragioni riteniamo che il Governo Regionale, senza se e senza ma, debba estendere immediatamente il fondo di ristoro a tutte le province pugliesi, senza alcuna distinzione territoriale, garantendo criteri di accesso ai contributi che siano finalmente uniformi e trasparenti per tutti. È indispensabile, inoltre, disporre la sospensione immediata delle cartelle e di ogni procedimento di recupero crediti anche per gli agricoltori delle province attualmente escluse, aprendo contestualmente un tavolo di confronto urgente con le rappresentanze agricole del territorio ionico e salentino per sanare questa inaccettabile disparità di trattamento.
Agricoltori di Brindisi, Lecce e Taranto non figli di un dio minore
La Regione parla di boccata d’ossigeno ma dimentica che metà della Puglia sta ancora soffocando. Non si può assolutamente accettare che si consolidi l’idea di una regione divisa tra aree prioritarie e zone dimenticate. Questa disparità va sanata immediatamente: gli agricoltori di Brindisi, Lecce e Taranto non sono figli di un dio minore e non meritano di essere trattati come tali. C’è da augurarsi che il Presidente del Consiglio Regionale Matarrelli, i Consiglieri di maggioranza Lettori e Gioia e quelli di opposizione Caroli e Scianaro si impegnino congiuntamente per risolvere questa assurda disparità di trattamento.




