POP Perrino, inaugurata la nuova casa di quartiere

Pop, gli esterni del Piccolo opificio popolare

Dall’insegna realizzata nei laboratori all’apertura: il Piccolo Opificio Popolare è il cuore del progetto Con gli occhi dei Quartieri

di Antonio Portolano

BRINDISI – Una nuova casa di quartiere, nel cuore del rione Perrino. Il POP – Piccolo Opificio Popolare ha aperto ufficialmente le sue porte l’11 dicembre, restituendo al quartiere uno spazio atteso da tempo, costruito passo dopo passo attraverso lavoro condiviso, pazienza e visione. Un’inaugurazione partecipata, vissuta come una vera festa, con cittadini, famiglie, operatori e bambini che hanno animato gli spazi e preso parte ai laboratori, dando corpo a un’idea che oggi è diventata luogo, comunità, casa. Uno spazio che per anni era rimasto chiuso e in attesa di una nuova funzione torna ora a vivere come luogo di incontro, apprendimento e socialità.

Pop, il montaggio dell’insegna al Piccolo opificio popolare

Un segno che racconta un percorso

Qualche giorno prima dell’inaugurazione, il POP aveva già acceso una luce simbolica sul quartiere: l’installazione della sua prima insegna. Un dettaglio solo in apparenza, che racconta invece molto del percorso fatto. L’insegna è stata progettata e realizzata nei laboratori di autocostruzione arredi da Hakob, Daniele, Vittorio e Giulia, che per settimane hanno lavorato su materiali, colori e progetti. Un lavoro certosino, fatto di prove ed errori, che oggi campeggia all’ingresso del POP come segno concreto di appartenenza e orgoglio collettivo. Non un semplice nome, ma un messaggio al quartiere: il POP c’è, ed è pronto a vivere.

Pop Perrino, un momento della conferenza stampa. Da sinistra verso destra Davide Di Muri, Fabrizio Chetrì, Giuseppe Marchionna e Gelsomina Macchitella

L’inaugurazione e le parole del sindaco

All’inaugurazione sono intervenuti il sindaco Giuseppe Marchionna, la dirigente del settore PES del Comune Gelsomina Macchitella, il direttore del CE.F.A.S. – Centro di Formazione ed Alta Specializzazione Fabrizio Chetrì e Davide Di Muri, responsabile comunale del progetto Case di Quartiere.

Fabrizio Chetrì mostra al sindaco l’ala del laboratiori di artigianato

Nel suo intervento, Giuseppe Marchionna ha inserito l’apertura del POP nel più ampio percorso di rigenerazione urbana del Perrino, che comprende interventi già finanziati su parchi, marciapiedi, scuole e spazi pubblici. «La rigenerazione non riguarda solo strade, parchi e infrastrutture: riguarda la comunità. Questo spazio unisce apprendimento, conoscenza e manualità e ci aiuta a ritrovare la nostra identità cittadina».
Il sindaco ha sottolineato con forza il valore del cambiamento culturale: «Dobbiamo tornare a essere una comunità che costruisce e non solo che si lamenta. Spazi come questo ci aiutano a farlo». E ha aggiunto: «Qui si ricomincia a immaginare il futuro insieme, non ciascuno per conto proprio. È un passo importante per il quartiere e per tutta la città».

Da sinistra verso destra Fabrizio Chetrì, Giuseppe Marchionna e Gelsomina Macchitella

La genesi del progetto

La dirigente Gelsomina Macchitella ha richiamato il lavoro che ha portato alla nascita del POP. «Il Piccolo Opificio Popolare nasce da un percorso condiviso di ascolto e progettazione. L’obiettivo era creare uno spazio utile, aperto e capace di rispondere ai bisogni reali del territorio, facendo crescere relazioni significative».

Il sindaco saluta alcuni dei ragazzi impegnati in uno dei laboratori di Pop

Un hub di inclusione

Il direttore del CE.F.A.S. Fabrizio Chetrì ha posto l’accento sulla funzione sociale del nuovo centro. «Il nostro obiettivo è creare un hub di inclusione in cui bambini, ragazzi e adulti possano stare insieme e imparare. Vorremmo che le persone vivessero questo luogo come casa».
Chetrì ha spiegato che il POP è pensato come laboratorio creativo per ragazze e ragazzi dai 10 ai 17 anni, con attività di falegnameria, cucina, arte, street art e informatica, e che nei prossimi mesi si affiancheranno percorsi per adulti e anziani. «Partiamo dai laboratori creativi, ma costruiremo anche servizi formativi per tutte le età. Questo quartiere ha potenzialità straordinarie: dobbiamo valorizzarle insieme».

Il sindaco con Chiara D’Alfonso, maestra d’arte e progettista per Ce.F.A.S.

La visione delle Case di Quartiere

Davide Di Muri ha inquadrato il POP all’interno del progetto cittadino delle Case di Quartiere. «Questi spazi servono a recuperare immobili pubblici non più utilizzati, ma soprattutto a recuperare spazi sociali. L’obiettivo è creare legami di comunità e incentivare lo sviluppo di nuove attività».
Di Muri ha evidenziato anche la sinergia tra le Case di Quartiere e le associazioni che le animano: «Condividiamo competenze e risorse, collaborando su più progetti per dare continuità e forza alle azioni sul territorio».

Pop Perrino, uno dei ragazzi impegnati in un laboratorio di cucina

Una rete che costruisce futuro

Il POP nasce all’interno del progetto Con gli occhi dei Quartieri, sostenuto dal Comune di Brindisi e finanziato da Impresa Sociale Con i Bambini. Partner del progetto sono CE.F.A.S. (capofila), Collettivo ImmaginAbile, Legami di Comunità, ARCI Brindisi, Associazione Il Giunco, Senza Confini ONLUS, Griot società cooperativa sociale, l’Istituto Comprensivo Sant’Elia–Commenda e l’IPSSS “F. L. Morvillo Falcone”.

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, nato da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Il Fondo sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli economici, sociali e culturali che limitano l’accesso ai processi educativi. Per attuarne i programmi, nel 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD.

Una casa che resta

Dal dettaglio dell’insegna costruita a mano all’apertura ufficiale, il POP Perrino racconta un lavoro quotidiano, paziente e condiviso. Non solo un edificio restituito al quartiere, ma uno spazio che torna a produrre legami, competenze e fiducia. E da quell’insegna, oggi finalmente visibile all’ingresso, il POP inizia a parlare ogni giorno al suo quartiere.