La rettrice Aiello incontra la Asl Lecce e i primari del Vito Fazzi e rilancia il progetto del policlinico universitario
di Antonio Portolano
Fare del policlinico universitario una piattaforma condivisa di eccellenza per la cura, la ricerca e la formazione. È l’obiettivo indicato da Maria Antonietta Aiello, rettrice dell’Università del Salento, incontrando i dirigenti medici dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce.
Una visione chiara per il policlinico universitario
«Il Policlinico universitario deve diventare una piattaforma comune di eccellenza, che ci consenta di elevare i percorsi di cura e di ricerca, intercettando nuovi finanziamenti e avviando nuovi filoni di ricerca scientifica».
Con questa dichiarazione Maria Antonietta Aiello ha aperto l’incontro con i dirigenti medici responsabili di Unità Operativa Complessa del Vito Fazzi, ribadendo la visione strategica che guida l’impegno di UniSalento nel progetto del policlinico universitario.
L’incontro si è svolto presso il Dea dell’ospedale ed è stato richiesto dalla stessa rettrice per avviare un confronto diretto con i primari, considerati attori centrali nella costruzione del nuovo modello di integrazione tra università e sistema sanitario. L’organizzazione è avvenuta tramite la delegata ai Rapporti con il Sistema Sanitario, Luciana Mascia, professoressa ordinaria di Anestesiologia del Dipartimento di Medicina Sperimentale di UniSalento, grazie alla collaborazione dell’ASL Lecce e del direttore generale Stefano Rossi.

Dalla formazione medica a un progetto di sistema
Nel suo intervento, la rettrice ha ripercorso il lungo cammino che ha condotto all’istituzione del corso di laurea in Medicina, sottolineando come il progetto sia il risultato di un lavoro collettivo e di una visione condivisa.
«Sono a Lecce da circa trent’anni e, fin da subito, ho registrato l’impegno di tante persone per istituire un corso di laurea in Medicina», ha ricordato Aiello, spiegando che il tempo e il contesto giusto hanno permesso di trasformare un’idea in una realtà concreta. La sinergia tra ASL Lecce, Regione e Università del Salento ha reso possibile quello che per anni era rimasto un obiettivo strategico per il territorio.
MedTec e attrattività scientifica
La rettrice ha chiarito che l’obiettivo non era semplicemente quello di modificare l’assetto di un luogo di cura, ma di renderlo scientificamente attrattivo. In questo quadro si inserisce la scelta di istituire il corso MedTec, che integra Medicina e Ingegneria biomedica.
UniSalento è stata la prima università pubblica a compiere questa scelta, con l’intento di coniugare l’umanità della cura con l’avanguardia della tecnologia medica. Una decisione che, secondo Aiello, consente a Lecce di posizionarsi sulla mappa dell’innovazione internazionale nel campo della formazione medica e della ricerca applicata.
Reclutamento, studenti e nuove infrastrutture
Il progetto del policlinico universitario è accompagnato da un significativo investimento sul capitale umano. La rettrice ha ricordato il reclutamento di professori e ricercatori già avviato e l’aumento del numero di studenti, con l’ingresso di 150 nuove matricole, più del doppio rispetto agli anni precedenti.
Parallelamente, UniSalento sta investendo in infrastrutture dedicate alla Medicina. Nel campus di Ecotekne sono in fase di completamento i lavori di ristrutturazione di due edifici esistenti destinati alle attività didattiche. All’interno dell’ospedale Vito Fazzi sono previste aule e uffici dedicati, con un investimento di dieci milioni di euro, che si aggiunge al Centro di simulazione già inaugurato e destinato a un ulteriore potenziamento.

Il polo pediatrico come promessa di civiltà
Nel quadro della collaborazione istituzionale tra ASL, Regione e Università, è prevista anche la nascita di un polo pediatrico, inteso come centro materno-infantile.
«Non si tratta soltanto di un’opera infrastrutturale, ma rappresenta una promessa di civiltà», ha spiegato Aiello, evidenziando il valore sociale di un presidio capace di garantire cure specialistiche ai più piccoli vicino alle loro famiglie.
Imprese, ricerca e sviluppo territoriale
Un altro asse strategico del progetto riguarda la capacità del policlinico universitario di attrarre aziende operanti in ambito medico e biomedico. L’obiettivo è creare un ecosistema favorevole allo sviluppo della ricerca, all’innovazione tecnologica e all’intercettazione di nuovi finanziamenti.
La rettrice ha riconosciuto che un progetto di questa portata comporta complessità e difficoltà, ma ha ribadito la necessità di affrontarle con continuità, tenacia e visione condivisa. «Insieme è la parola chiave», ha sottolineato, richiamando il valore della collaborazione istituzionale.
Un confronto strutturato con i reparti
L’incontro con i primari rappresenta l’avvio di un percorso di dialogo continuo. Maria Antonietta Aiello ha espresso la volontà di visitare i singoli reparti per conoscerne direttamente eccellenze e criticità.
Secondo la rettrice, solo una conoscenza approfondita del contesto operativo consente di realizzare progetti complessi e duraturi. Un investimento che UniSalento definisce come un investimento di fiducia nella capacità delle istituzioni di fare sintesi, nell’interesse del territorio e delle generazioni future.




