Da oggi aperta la call: il 22 settembre 25 studenti di DAMS e Scienze dello Spettacolo presenteranno i loro progetti agli operatori
di Antonio Portolano
LECCE – Cinque minuti per trasformare un progetto nato nelle aule universitarie in una proposta capace di misurarsi con il mondo reale del cinema e dell’audiovisivo. Altri cinque per ascoltare domande, osservazioni e suggerimenti di chi quel mestiere lo pratica ogni giorno. È la formula scelta dall’Università del Salento per il Pitch Day, l’iniziativa del Dipartimento di Beni culturali che porterà 25 studenti e studentesse davanti a professionisti e operatori culturali, creando un collegamento diretto tra formazione universitaria, produzione creativa e mercato del lavoro.
La call per candidare i progetti si apre proprio oggi, 1° settembre, mentre l’appuntamento è fissato per il 22 settembre a Lecce. A essere coinvolti saranno studenti, studentesse e laureati del corso di laurea in DAMS e del corso di laurea magistrale in Scienze dello Spettacolo e della Produzione Audiovisiva.
Non sarà, dunque, una semplice esposizione dei lavori realizzati durante il percorso accademico. Il modello scelto riproduce una delle dinamiche più diffuse nelle industrie culturali e creative: il pitch, una presentazione breve nella quale un autore deve essere capace di spiegare un’idea, evidenziarne il valore e renderla comprensibile e interessante per un interlocutore professionale.
Dall’aula a una vera prova professionale
L’elemento centrale del Pitch Day UniSalento è proprio il tentativo di ridurre la distanza tra formazione e professione. Gli studenti avranno cinque minuti per presentare il progetto e altri cinque per confrontarsi con i professionisti presenti, raccogliendo domande, osservazioni e indicazioni.
Un esercizio che impone qualcosa di diverso dal semplice completamento di un lavoro universitario: individuare il cuore della propria idea, sintetizzarla, raccontarla e sostenerla davanti a chi opera concretamente nei settori del cinema, dell’audiovisivo e della cultura.
I progetti selezionati attraverseranno cinque aree: documentario archeologico, sceneggiatura, festival, teaser e cortometraggi, fotografia. Ambiti differenti che restituiscono anche l’ampiezza delle competenze sviluppate nei percorsi universitari dedicati allo spettacolo e alla produzione audiovisiva.
Le proposte potranno essere state ideate individualmente oppure in gruppo e dovranno essere nate nell’ambito delle attività didattiche sviluppate sotto la guida dei docenti. I percorsi coinvolti comprendono Filmmaking, Sceneggiatura, Organizzazione di eventi cinematografici e audiovisivi, Documentario archeologico e Storia della fotografia.
La partecipazione non sarà limitata ai progetti dell’ultimo anno accademico: potranno essere candidati anche lavori realizzati durante i laboratori degli anni precedenti.

Sette professionisti per valutare idee e progetti
A confrontarsi con gli studenti sarà una squadra di sette professionisti provenienti dal cinema, dall’audiovisivo e dal mondo culturale.
A valutare e commentare i progetti saranno Gianni de Blasi, Paola D’Amico, Mattia Epifani, Floriana Pinto, Andrea Gabellone, Eleonora Tricarico e Paolo Paticchio.
La loro presenza sposta ulteriormente il baricentro dell’iniziativa dalla semplice dimensione accademica verso quella professionale. Gli studenti non presenteranno infatti i lavori soltanto a docenti o colleghi, ma dovranno confrontarsi con interlocutori esterni capaci di osservare un progetto anche attraverso i criteri, le esigenze e le dinamiche del settore.
È in questo passaggio che il Pitch Day dell’Università del Salento assume un valore che va oltre la singola giornata: offrire ai giovani autori una prima possibilità di sottoporre il proprio lavoro a uno sguardo professionale e, allo stesso tempo, consentire agli operatori di intercettare idee, competenze e nuovi talenti che stanno maturando all’interno dell’università.
Un phonebook per collegare talenti e case di produzione
Il confronto del 22 settembre non terminerà con le presentazioni. Al termine della giornata, il Dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento realizzerà infatti un phonebook che sarà messo a disposizione dei professionisti e delle case di produzione.
Il documento raccoglierà i profili dei giovani autori, i loro contatti e una sintesi di ciascun progetto. È probabilmente questo uno degli elementi più concreti dell’intera iniziativa: i lavori universitari non resteranno confinati nella giornata di presentazione, ma potranno continuare a circolare tra soggetti potenzialmente interessati allo sviluppo di nuove idee e collaborazioni.
Per studenti e studentesse significa aumentare le occasioni di contatto con il settore professionale. Per le case di produzione e gli operatori culturali significa invece poter osservare da vicino un bacino di competenze emergenti e individuare progetti, autori e professionalità da seguire.
Il Pitch Day UniSalento prova così a intervenire su uno dei passaggi più delicati nella formazione universitaria legata alle industrie creative: quello tra l’acquisizione delle competenze e il loro ingresso effettivo nel mercato del lavoro.

La call apre oggi: candidature fino al 15 settembre
Il Pitch Day è in programma martedì 22 settembre, a partire dalle ore 15, presso il Dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento, in via Birago a Lecce.
Da oggi, 1° settembre, studenti, studentesse e laureati dei corsi interessati possono candidare il proprio progetto inviando titolo e breve descrizione agli indirizzi alessia.deblasi@unisalento.it e chiara.renna@unisalento.it.
Le candidature dovranno arrivare entro martedì 15 settembre e riportare nell’oggetto la dicitura «Pitch day 2026».
Potranno essere presentati anche progetti realizzati durante i laboratori dei precedenti anni accademici. Nel caso di lavori audiovisivi già completati, durante il pitch sarà inoltre possibile proiettare un teaser della durata massima di due minuti.
Una finestra breve per presentare un’idea, dunque, ma con un obiettivo molto più ampio: fare in modo che il talento coltivato all’Università del Salento possa uscire dall’aula, incontrare il mondo professionale e cominciare a trasformarsi in un possibile lavoro.




