Da BTE Puglia alla Regione una revisione delle regole: coinvolti Confesercenti, Aigo e ASL per un modello basato sul rischio
di Antonio Portolano
La Regione Puglia si avvia a rivedere la normativa sulle piscine nelle strutture extralberghiere, dopo la consegna di una proposta di modifica al presidente del Consiglio regionale Toni Matarrelli. Il documento, elaborato da operatori di settore e istituzioni locali, punta a introdurre criteri più flessibili e proporzionati, con l’obiettivo di rendere sostenibile la gestione delle strutture turistiche minori già dalla stagione estiva 2026.
Il contesto economico del turismo extralberghiero
Il comparto extralberghiero rappresenta uno dei segmenti a più alta crescita del turismo italiano, con un incremento costante dell’offerta negli ultimi anni. In regioni come la Puglia, il fenomeno ha assunto un peso strategico, grazie alla diffusione capillare di bed & breakfast, affittacamere e case vacanza.
La struttura produttiva del settore è caratterizzata da microimprese e gestione familiare, con una forte incidenza nelle aree interne e nei piccoli comuni. Questo modello contribuisce alla distribuzione dei flussi turistici e alla valorizzazione del territorio, ma risulta particolarmente sensibile agli oneri normativi e ai costi fissi.
In questo contesto, la regolazione delle piscine rappresenta un nodo rilevante, sia in termini di sicurezza sia di sostenibilità economica per le imprese.

La genesi della proposta
La proposta normativa nasce da un percorso condiviso tra Confesercenti, Aigo Puglia, il Comune di San Michele Salentino e diverse amministrazioni della provincia di Brindisi, con il contributo tecnico dei professionisti della ASL di Brindisi, Rocco Caliandro e Giuseppe Termite.
Un passaggio decisivo è avvenuto durante la prima edizione della BTE Puglia – Borsa del Turismo Extralberghiero, svoltasi a Brindisi dal 5 al 7 marzo 2026. In quella sede, il tema è stato affrontato in modo strutturato, con il coinvolgimento diretto degli operatori e degli esperti sanitari.
Il confronto, promosso dal presidente regionale di Aigo, Michele Piccirillo, ha consentito di individuare criticità concrete e di tradurle in una proposta normativa coerente con le esigenze del settore.
Le criticità della normativa vigente
L’attuale disciplina regionale prevede, in molti casi, l’obbligo generalizzato di assistente bagnanti anche per piscine di piccole dimensioni e con un numero limitato di ospiti.
Per le strutture extralberghiere, spesso a conduzione familiare, questo obbligo si traduce in un costo fisso significativo, che incide direttamente sulla redditività dell’attività. Secondo le stime degli operatori, l’incidenza dei costi legati alla sicurezza delle piscine può arrivare a rappresentare una quota rilevante dei margini annuali.
Inoltre, emerge una disparità normativa rispetto ad altri segmenti del turismo, come gli agriturismi, che operano con regole più flessibili. Questo disallineamento genera effetti distorsivi sul mercato e riduce la competitività delle strutture extralberghiere.
Il nuovo modello basato sul rischio
La proposta introduce un approccio regolatorio innovativo, basato sulla valutazione del rischio. In questo modello, gli obblighi di sicurezza vengono modulati in funzione delle caratteristiche specifiche della piscina e della struttura.
Tra i parametri considerati rientrano:
- dimensioni e profondità della vasca
- numero massimo di ospiti
- tipologia di utilizzo della piscina
- contesto della struttura ricettiva
Il superamento dell’obbligo uniforme di assistente bagnanti rappresenta uno degli elementi centrali della riforma. L’obiettivo è garantire standard di sicurezza adeguati senza imporre oneri sproporzionati alle imprese di piccola scala.
L’impatto sul mercato turistico
Dal punto di vista economico, una revisione della normativa può generare effetti significativi sull’intero sistema turistico regionale.
Una regolazione più flessibile e proporzionata favorisce:
- la sostenibilità economica delle microimprese turistiche
- l’emersione di attività informali
- l’aumento degli investimenti in servizi accessori
- il miglioramento della qualità complessiva dell’offerta
Le piscine rappresentano infatti un elemento sempre più richiesto dalla domanda turistica, soprattutto internazionale. La possibilità di dotarsi di questo servizio senza vincoli eccessivi può incidere positivamente sui tassi di occupazione e sulla permanenza media dei visitatori.

Le strategie degli attori coinvolti
Il percorso che ha portato alla proposta evidenzia un modello di collaborazione tra soggetti pubblici e privati. Confesercenti e Aigo Puglia hanno svolto un ruolo di rappresentanza e coordinamento delle esigenze delle imprese, mentre il contributo tecnico della ASL ha garantito la solidità delle soluzioni proposte.
La BTE Puglia si conferma come piattaforma strategica di confronto e sviluppo di policy, capace di trasformare le istanze del settore in proposte normative concrete.
Questo approccio integrato rappresenta un elemento distintivo, in grado di rafforzare la capacità del territorio di incidere sui processi decisionali regionali.
Il ruolo delle istituzioni
La proposta è stata formalmente consegnata al presidente del Consiglio regionale della Puglia, Toni Matarrelli, alla presenza di una delegazione composta dal sindaco di San Michele Salentino, Giovanni Allegrini, dall’assessora Martucci, dal presidente regionale Aigo Michele Piccirillo e dal direttore provinciale di Confesercenti Antonio D’Amore.
Le istituzioni regionali hanno manifestato l’intenzione di procedere con una rapida calendarizzazione dell’iter legislativo, con l’obiettivo di arrivare alla stagione estiva con un quadro normativo aggiornato.
Il coinvolgimento diretto degli enti locali sottolinea il valore strategico della misura per lo sviluppo economico dei territori.
Impatto economico e competitivo
La riforma proposta si inserisce in un quadro più ampio di politiche volte a migliorare la competitività del turismo regionale. Ridurre gli oneri normativi senza compromettere la sicurezza consente di liberare risorse da destinare a investimenti e innovazione.
Nel medio periodo, questo può tradursi in:
- maggiore attrattività per investitori e operatori
- incremento dell’offerta qualificata
- rafforzamento del posizionamento della Puglia nei mercati turistici
La capacità di adattare la regolazione alle caratteristiche delle imprese rappresenta un fattore chiave in un contesto competitivo sempre più dinamico.

Scenari futuri
Se approvata, la nuova normativa potrebbe costituire un modello replicabile anche in altre regioni italiane, contribuendo a una maggiore armonizzazione delle regole nel comparto extralberghiero.
Nel medio-lungo periodo, l’adozione di criteri basati sul rischio potrebbe favorire una evoluzione del settore verso standard più efficienti, sostenibili e orientati alla qualità.
Per la Puglia, si tratta di un passaggio strategico che rafforza il legame tra sviluppo turistico e innovazione normativa, consolidando il ruolo della regione come laboratorio di politiche economiche territoriali.




