Peter Pan chiude la rassegna al Verdi di Brindisi

Una scena dello spettacolo Peter Pan

Con «Peter Pan» si conclude al Nuovo Teatro Verdi la rassegna per famiglie: in scena Antonio Guadalupi e il bilancio della stagione

di Antonio Portolano

Il volo verso l’Isola che non c’è diventa il gesto conclusivo di una stagione che a Brindisi ha riportato il teatro per l’infanzia, le famiglie e le nuove generazioni al centro della vita culturale cittadina. Con «Peter Pan», in programma domenica 26 aprile alle ore 18 al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, volge a conclusione Tutte le storie del mondo – Famiglie a teatro, la rassegna domenicale 2025-2026 ideata e promossa dal Centro di Produzione Teatrale Factory/Teatri del Nord Salento.

Lo spettacolo di Factory Compagnia Transadriatica, ispirato ai romanzi di James Matthew Barrie, porta in scena una storia sospesa tra infanzia, assenza, memoria e crescita. A interpretare Peter Pan sarà Antonio Guadalupi, attore brindisino, formatosi a Brindisi con Sara Bevilacqua, oggi collaboratore assiduo delle produzioni di Factory Compagnia Transadriatica. La sua presenza sul palco del Nuovo Teatro Verdi assume così un valore particolare: racconta il percorso di un artista nato e cresciuto nel territorio, capace di tornare nella propria città dentro un progetto teatrale di rilievo nazionale.

Peter Pan una scena

Una rassegna che chiude con Peter Pan

La scelta di concludere il percorso domenicale con «Peter Pan» non è solo artistica. È anche simbolica. La rassegna Tutte le storie del mondo – Famiglie a teatro ha accompagnato bambini, famiglie, scuole e pubblico cittadino lungo una stagione costruita sull’incontro tra immaginazione, formazione dello sguardo e partecipazione culturale.

La stagione 2025-2026 ha segnato una svolta per Brindisi. Il Centro di Produzione Teatrale per l’infanzia e la gioventù Teatri Del Nord Salento, guidato da Factory Compagnia Transadriatica, in collaborazione con Meridiani Perduti Teatro e Inti Luigi D’Elia, con il sostegno del Comune di Brindisi, della Fondazione Nuovo Teatro Verdi e del Teatro dei Salesiani Don Bosco, ha realizzato tre rassegne distinte: una dedicata alle scuole, una rivolta alle famiglie e una composta da spettacoli serali aperti alla cittadinanza.

Il progetto ha abitato due spazi centrali della città: il Nuovo Teatro Verdi e il Teatro Don Bosco, parte del complesso dei Salesiani. Due luoghi diversi, ma complementari, che hanno permesso di costruire una geografia teatrale cittadina accessibile, riconoscibile e continuativa.

L’assenza, il sogno e il tempo che passa

«Peter Pan» non è soltanto la storia del bambino che non vuole crescere. Nella lettura proposta da Factory Compagnia Transadriatica, diventa il racconto di un’assenza, di un vuoto che può restare incolmabile: quello di un bambino che non c’è più.

Lo spettacolo attraversa il tema del tempo che sfugge, della crescita che arriva anche quando non la si desidera, delle esperienze che trasformano e costringono a diventare grandi. L’ispirazione nasce dalle avventure di Peter e Wendy e dall’atmosfera misteriosa del primo romanzo di James Matthew Barrie, «Peter Pan nei Giardini di Kensington».

Il sentimento autobiografico della mancanza spinge l’autore a creare un mondo parallelo: prima un giardino, poi un’isola. È lì che i bambini caduti dalle carrozzine e dimenticati dai genitori trovano uno spazio senza confini fisici e temporali. Neverland, l’Isola che non c’è, diventa così un luogo mentale, forse presente nella testa di ogni bambino: il posto dove finiscono le cose dimenticate dagli adulti, quelle per cui nella vita reale non sembra esserci più spazio.

Capitan Uncino è alla ricerca di Peter Pan_ Foto Eliana Manca

Wendy e la distanza giusta dall’infanzia

Nel cuore dello spettacolo c’è anche Wendy. È lei a trovare, sull’isola, la giusta distanza dal proprio essere bambina. È lei a sentire il desiderio di crescere, ma senza recidere il legame con l’infanzia.

Questa tensione dà profondità al racconto. Crescere, nello spettacolo, non significa cancellare ciò che si è stati. Significa imparare a tenere aperta una finestra. Una finestra che spesso si chiude diventando adulti e che invece dovrebbe restare in contatto con la realtà, con la memoria, con la parte più fragile e libera di sé.

In questo senso, «Peter Pan» parla ai bambini, ma anche agli adulti. Ai più piccoli offre avventura, immaginazione e meraviglia. Ai grandi consegna una domanda più sottile: che cosa resta dell’infanzia quando la vita chiede di andare avanti?

Il videomapping come drammaturgia

Uno degli elementi centrali dello spettacolo è il videomapping. Attraverso le proiezioni, lo spazio teatrale si libera dai vincoli della scenografia tradizionale e si trasforma in un ambiente fluido, mutevole, in continua evoluzione.

La casa dei Darling e l’Isola che non c’è non prendono forma attraverso oggetti materiali, ma grazie a immagini in movimento che costruiscono mondi immaginari e suggestivi. Questa scelta permette di restituire con efficacia la dimensione fantastica e sospesa del racconto, legata ai temi dell’infanzia, del sogno e del rifiuto della crescita.

Il video non è un semplice supporto tecnico. Diventa parte della scrittura scenica. Dialoga con i corpi degli attori, con la parola, con la musica e con la luce. In questa prospettiva, lo spettacolo si inserisce nell’evoluzione del teatro contemporaneo, dove linguaggi visivi, sonori e performativi convivono e costruiscono senso insieme.

Antonio Guadalupi, l’attore brindisino formatosi con Sara Bevilacqua protagonista di Peter Pan

Antonio Guadalupi, un Peter Pan brindisino

La presenza di Antonio Guadalupi nel ruolo di Peter Pan è uno degli elementi più significativi dell’appuntamento. Attore brindisino, formatosi a Brindisi con Sara Bevilacqua, Antonio Guadalupi rappresenta un esempio concreto di come il territorio possa generare percorsi artistici capaci di crescere, consolidarsi e tornare a dialogare con la comunità d’origine.

Da diversi anni Antonio Guadalupi collabora stabilmente con le produzioni di Factory Compagnia Transadriatica. In «Peter Pan», il suo ruolo diventa particolarmente emblematico. Porta sul palco un personaggio legato all’infanzia, alla fuga dal tempo, al desiderio di restare sospesi in un’età senza confini. Ma lo fa da artista cresciuto dentro un contesto cittadino che proprio in questa stagione ha rafforzato il proprio investimento sul teatro per le nuove generazioni.

Per Brindisi, vedere un attore brindisino protagonista al Nuovo Teatro Verdi in una produzione di Factory Compagnia Transadriatica significa riconoscere anche il valore della formazione teatrale locale. Significa leggere il teatro non solo come programmazione di spettacoli, ma come ecosistema: un luogo in cui si cresce, si studia, si lavora, si torna e si restituisce.

L’attrice brindisina Sara Bevilacqua

Cast e squadra artistica

«Peter Pan» è scritto e diretto da Tonio De Nitto, con collaborazione drammaturgica di Riccardo Spagnulo.

In scena ci sono Francesca De Pasquale, Antonio Guadalupi, Luca Pastore e Benedetta Pati.

Le coreografie sono di Barbara Toma. Le musiche sono firmate da Paolo Coletta. Le scene sono di Iole Cilento e Porziana Catalano. Il videomapping è curato da Emanuela Candido, Andrea Carpentieri e Andrea Di Tondo per Insynchlab. I costumi sono di Lapi Lou. La sarta è Mariarosaria Rapanà. Le luci sono di Marco Oliani. La voce è di Paolo Soranzo. L’assistente di produzione è Daniele Guarini.

La produzione è di Factory Compagnia Transadriatica. Lo spettacolo ringrazia Teatro Comunale di Novoli, La città del Teatro e Manifatture Knos.

Età, durata e biglietti

Lo spettacolo è consigliato dai 5 anni. Il linguaggio scenico unisce teatro d’attore e videomapping. La durata è di 55 minuti.

L’ingresso costa 6 euro, sia per adulti sia per bambini. Per informazioni e prenotazioni sono disponibili i numeri 338 7733796 e 349 4490606.

Trilly balla per la gioia di essere ancora viva_ Foto Eliana Manca

Una stagione costruita per scuole, famiglie e città

Il bilancio della stagione permette di comprendere il significato più ampio della chiusura con «Peter Pan». Non si tratta soltanto dell’ultimo spettacolo di una rassegna domenicale. Si tratta del punto di arrivo di un progetto culturale articolato, che ha messo insieme formazione, produzione, programmazione e partecipazione.

La stagione 2025-2026 ha visto la realizzazione di tre percorsi. Il primo è stato dedicato alle scuole. Il secondo alle famiglie. Il terzo alla cittadinanza, con spettacoli serali. Questa struttura ha permesso di raggiungere pubblici diversi e fasce d’età differenti, costruendo un’offerta ampia e stratificata.

Grazie alla direzione artistica di Tonio De Nitto, si sono alternate alcune tra le migliori realtà del teatro ragazzi nazionale. Tra queste: Factory Compagnia Transadriatica, Meridiani Perduti Teatro, Inti Luigi D’Elia, Catalyst, Giallomare Teatro, Principio Attivo, La Luna nel Letto, Accademia Perduta, Teatro Pirata e La Piccionaia.

Il risultato è stato un cartellone pensato per pubblici differenti, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado, dalle famiglie agli spettatori adulti, con linguaggi capaci di attraversare narrazione, immaginazione, teatro d’attore, musica, corpo e visione.

I numeri del bilancio

I numeri confermano la portata del progetto. Gli spettacoli dedicati alle scuole sono stati oltre 20, per un totale di circa 40 repliche. Hanno coinvolto circa 7000 spettatori, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado.

La programmazione domenicale dedicata a bambini e famiglie ha proposto 11 spettacoli. Gli spettacoli serali aperti alla cittadinanza sono stati 10. Complessivamente, queste due linee di programmazione hanno registrato oltre 3000 presenze.

Sono dati importanti per Brindisi. Raccontano una crescita rispetto alle passate edizioni, sia in termini di pubblico sia per numero di spettacoli proposti. Raccontano anche il ritorno di una tradizione teatrale dedicata alle nuove generazioni, sostenuta da un progetto condiviso e radicato nella città.

Peter Pan un momento dello spettacolo

Brindisi ritrova il teatro per le nuove generazioni

La stagione ha avuto un valore che supera la semplice somma degli appuntamenti. Ha contribuito a ricostruire una continuità. Ha riportato bambini, ragazzi, famiglie e scuole dentro luoghi teatrali riconoscibili. Ha creato occasioni di incontro tra artisti, spettatori, istituzioni e comunità educante.

Il sostegno del Comune di Brindisi e della Fondazione Nuovo Teatro Verdi ha avuto un ruolo centrale in questo processo. La collaborazione con il Teatro Don Bosco/Salesiani di Brindisi ha ampliato la mappa cittadina della cultura, permettendo alla stagione di svilupparsi tra due contenitori fondamentali per la vita culturale brindisina.

Il Nuovo Teatro Verdi e il Teatro Don Bosco sono diventati così i due poli di un percorso che ha unito spettacolo dal vivo, formazione del pubblico e attenzione alle nuove generazioni.

Gli ultimi appuntamenti della stagione

«Peter Pan» sarà in scena domenica 26 aprile al Nuovo Teatro Verdi per il pubblico delle famiglie. Lo spettacolo proseguirà poi il 27 e 28 aprile con appuntamenti dedicati alle scuole.

La stagione prevede anche un ulteriore passaggio rivolto al pubblico scolastico. Il 5 e 6 maggio, al Teatro Don Bosco, Luigi D’Elia porterà in scena «Fare un fuoco», ispirato al racconto di Jack London. Lo spettacolo condurrà gli studenti nei paesaggi innevati del Klondike, dentro una storia in cui natura e avventura si intrecciano in una narrazione avvincente fin dalla prima battuta.

L’attore Luigi D’Elia

Il valore culturale della conclusione

La chiusura della rassegna con «Peter Pan» tiene insieme tutti i fili della stagione. C’è il teatro per famiglie. C’è il rapporto con le scuole. C’è la valorizzazione di un attore brindisino come Antonio Guadalupi. C’è la presenza di una compagnia radicata nel territorio e riconosciuta nel panorama del teatro ragazzi. C’è un sistema di istituzioni, teatri e realtà artistiche che ha lavorato per costruire un’offerta ampia, accessibile e di qualità.

Il volo di Peter Pan, in questo contesto, non è soltanto un’immagine poetica. Diventa la sintesi di una stagione che ha provato a tenere aperta la finestra dell’infanzia, dell’immaginazione e della partecipazione. Una stagione che ha parlato ai bambini, ma anche agli adulti. Una stagione che ha confermato Brindisi come città capace di investire sul teatro, sulle nuove generazioni e sulla crescita culturale del proprio territorio.