Paolo Scorrano cavaliere OMRI a Padova

Da sinistra verso destra il cavaliere Paolo Scorrano con il prefetto di Padova Giuseppe Forlenza

Onorificenza del presidente della Repubblica per 28 anni di Polizia di Stato tra servizio, emergenze e tutela delle istituzioni

di Antonio Portolano

PADOVA – «Il mio primo ringraziamento va a mia moglie Daniela che ha preso più volte in carico il peso e la responsabilità della crescita della nostra figlia Martina. Questo suo grande dono mi ha consentito di svolgere al meglio la mia attività, non facendomi pesare le continue assenze o i numerosi e improvvisi prolungamenti del servizio – spesso fino a notte inoltrata o per più giorni fuori dalla provincia -, mettendo in secondo piano la sua attività lavorativa. Ma è andata così, se oggi sono cavaliere, il mio primo grazie va a Daniela».

A parlare è Paolo Scorrano, Assistente capo coordinatore della Polizia di Stato, appena insignito dell’onorificenza OMRI – Ordine al merito della Repubblica italiana, conferita dal presidente della Repubblica. Le sue parole aprono la scena senza filtri. Non partono dalla carriera, ma da ciò che la rende possibile: una famiglia che ha retto il peso delle assenze, delle notti, delle chiamate improvvise. È da lì che nasce una storia di servizio ventotto anni.

La cerimonia al teatro Verdi di Padova

È il 5 dicembre 2025, sono le ore 17, quando il teatro Verdi di Padova accoglie la cerimonia di consegna delle onorificenze. A consegnare i diplomi è il prefetto di Padova, Giuseppe Forlenza, in rappresentanza dello Stato e del presidente della Repubblica che ha firmato i decreti di nomina.

La platea racconta l’importanza dell’evento: le autorità civili e militari, i vertici delle forze dell’ordine, il vice questore vicario della questura di Padova, numerosi sindaci della provincia, il generale interregionale nord est dell’Arma dei Carabinieri Piero Iannotti, il presidente della Camera di commercio Antonio Santocono, il presidente di Ascom Patrizio Bertin, la magnifica rettrice dell’Università di Padova Daniela Mapelli, il procuratore generale Federico Prato, il comandante della Regione nord dell’Esercito, i comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di finanza, insieme a molti rappresentanti della società civile padovana. È la comunità che si stringe attorno a chi ha servito lo Stato senza mai arretrare.

La motivazione ufficiale dell’onorificenza

La motivazione del conferimento è netta, scolpita nei fatti e racchiusa nelle parole ufficiali: «Per la lunga e meritoria carriera nella Polizia di Stato, caratterizzata da incarichi di responsabilità e interventi in situazioni di emergenza. L’Assistente capo coordinatore ha partecipato a operazioni di ordine pubblico, missioni di sicurezza e attività di tutela istituzionale, distinguendosi per professionalità, impegno e dedizione. Insignito di numerose medaglie al merito di servizio, ha garantito continuità e presenza anche in contesti critici come calamità naturali ed emergenza sanitaria».

È una sintesi che pesa, perché dietro ogni riga c’è tempo, rischio, disciplina.

Dalle radici brindisine alle prime linee

Paolo Scorrano nasce a Brindisi il 19 giugno 1971 ed entra nella Polizia di Stato il 3 novembre 1997. Dopo il primo corso alla scuola allievi agenti ausiliari di Vicenza, concluso nell’aprile 1998, si distingue al punto da ricevere una targa commemorativa per la conduzione di motoveicoli. Non è un dettaglio: è il segno di un’attitudine concreta, operativa.

La prima destinazione è il reparto mobile di Bari. Qui supera immediatamente il corso da conduttore di mezzi pesanti e viene impiegato quotidianamente in servizi di ordine pubblico, manifestazioni sportive e di piazza in tutto il Sud Italia. È il lavoro duro, quello che non ammette distrazioni.

Da sinistra verso destra il prefetto di Padova Giuseppe Forlenza con il cavaliere Omri Paolo Scorrano

Gli sbarchi dal fronte balcanico e Foggia 1999

A fine anni Novanta arriva una delle prove più delicate: l’esodo dai Balcani verso le coste del Salento. Pattuglie notturne automontate e appiedate lungo gli arenili e nei casolari dell’entroterra. Controllo, ma soprattutto accoglienza dei migranti nei primissimi istanti dopo gli sbarchi, quando ogni intervento segna una differenza reale.

L’11 novembre 1999 segna un’altra pagina difficile: il crollo notturno di una palazzina di sei piani a Foggia, causato da un’esplosione. Ore e ore di lavoro senza sosta, per giorni e notti, in condizioni proibitive. Sessantasette salme recuperate. E anche la capacità di individuare e bloccare attività di sciacallaggio messe in atto da falsi soccorritori. È in momenti come questi che il confine tra caos e ordine diventa sottile.

Dal Nord alle emergenze nazionali

Tra il 1999 e il 2000 frequenta il secondo corso di specializzazione alla scuola allievi agenti di Roma, continuando a essere impiegato nei servizi di ordine pubblico. Poi la destinazione al IX reparto mobile di Padova. Da qui opera in tutto il Nord Italia, sempre come operatore di compagnia.

Viene aggregato a Siderno, in provincia di Reggio Calabria, per la vigilanza e la tutela di un sostituto procuratore antimafia. Nell’ottobre 2000 affronta l’emergenza alluvione nel Verbano dopo l’esondazione del lago Maggiore: recupero dei residenti isolati, assistenza alla popolazione, servizi anti sciacallaggio. A fine anno arriva l’aggregazione al passo del Brennero, durante le proteste degli allevatori, con controlli notturni all’interno dei rimorchi degli automezzi pesanti diretti verso il mercato italiano.

Questura e prefettura: la tutela dello Stato

Dal 2003 è alla questura di Padova. Servizi ordinari di vigilanza, ordine pubblico, controllo del territorio. Nel maggio 2005 viene aggregato alla prefettura di Padova, dove svolge un servizio delicato e continuo: tutela dei prefetti succedutisi nel tempo, tutela di ambasciatori, sottosegretari e ministri in visita, funzionari ministeriali, scorta al materiale elettorale durante le elezioni provinciali.

Nel 2013 affronta l’alluvione che colpisce il territorio padovano, garantendo presenza diurna e notturna a supporto del prefetto e dei funzionari impegnati nell’emergenza. Poi arriva la pandemia da Covid-19: ancora una volta servizi continuativi, prolungati, senza pause, per assicurare continuità istituzionale in uno dei momenti più difficili per il Paese.

Passaporti, porto di fucile e il ritorno in prefettura

Nel gennaio 2022 viene aggregato alla divisione PAS della questura di Padova per affrontare l’emergenza dei ritardi nella consegna dei passaporti. Il recupero avviene entro settembre 2022, nel termine costituzionalmente protetto. Subito dopo passa all’ufficio armi per gestire l’emergenza dei ritardi nei rilasci del porto di fucile, legata alla doppia scadenza normativa che nel 2023 si presenta per la prima volta. Nel luglio 2024 rientra in prefettura, riprendendo il posto di servizio originario.

Medaglie, disciplina e riconoscimento finale

In tutta la carriera Paolo Scorrano non ha mai subito una sanzione disciplinare. È stato invece insignito della medaglia di bronzo al merito di servizio (2008), d’argento (2013), d’oro (2019) e della croce di bronzo per anzianità di servizio (2019). Riconoscimenti che certificano una linea tenuta sempre dritta.

Il senso profondo dell’onorificenza

L’onorificenza OMRI, firmata dal presidente della Repubblica e consegnata dal prefetto, chiude un cerchio ma non ferma il racconto. Perché al centro, come ha ricordato lo stesso Paolo Scorrano, restano la gratitudine verso la famiglia e il senso del dovere verso lo Stato. È questa la forza della sua storia: una vita professionale intensa, continua, spesso silenziosa, che oggi riceve un riconoscimento alto, solenne, meritato.