Museo, intelligenza artificiale e nuove sfide culturali

Il museo nell'epoca dell'intelligenza artificiale, locandina

Una analisi sul ruolo del museo tra AI, tecnologie immersive e cancel culture con il professore Raffaele Casciaro al Museo Castromediano

di Antonio Portolano

Il tema centrale dell’incontro

LECCE – Qual è oggi il ruolo del museo nell’epoca dell’intelligenza artificiale e della cancel culture? La conferenza «Il museo nell’epoca dell’intelligenza artificiale e della cancel culture», ospitata all’Auditorium del Museo provinciale «Sigismondo Castromediano» di Lecce, nasce per rispondere a questo interrogativo. Il relatore sarà il professore Raffaele Casciaro docente dell’Università del Salento. La conferenza si terrà domani 9 dicembre alle 18.

L’incontro sarà preceduto da un resoconto dell’attività svolta nel 2025 dall’associazione «Sala delle Asse» e sarà seguito dalla presentazione delle sue iniziative future, compresi i viaggi culturali. Un elemento che colloca la conferenza all’interno di una più ampia programmazione dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale.

Tecnologie digitali e nuovi linguaggi museali

L’inserimento di touchscreen, animazioni virtuali, visori e apparati multimediali negli allestimenti museali sta trasformando l’esperienza del pubblico. Nei musei di nuova istituzione, questi strumenti non sono più complementi, ma parti integranti della narrazione espositiva.

Parallelamente, la ricerca scientifica si sposta sempre più frequentemente dalla consultazione fisica dei documenti verso piattaforme e banche dati online. La intelligenza artificiale viene adottata per compilare bibliografie, confrontare immagini e accelerare analisi che un tempo richiedevano una presenza fisica prolungata davanti alle opere o ai libri originali.

Questa trasformazione apre una riflessione: che cosa resta dell’esperienza autentica quando la tecnologia filtra ogni passaggio della fruizione culturale?

La soglia tra mediazione tecnologica e sostituzione dell’esperienza

Anche durante le visite in presenza, l’esperienza è sempre più mediata da dispositivi digitali. Schermi, visori e apparati interattivi affiancano o sostituiscono lo sguardo diretto sull’opera. Intanto, gli investimenti crescono verso banche dati, repertori digitali e musei virtuali, spesso concepiti come surrogati dell’esperienza fisica.

La conferenza si interroga su un punto cruciale: la tecnologia rimane uno strumento di lettura della realtà o diventa una sostituzione dell’esperienza reale?

La risposta a questa domanda influisce profondamente sulla missione educativa e culturale del museo.

Cancel culture e gestione della memoria pubblica

Il fenomeno della cancel culture interviene sempre più spesso nei processi di gestione della memoria. Statue, iscrizioni e simboli ritenuti scomodi o portatori di valori non più accettabili vengono rimossi o nascosti.
Questa dinamica non elimina i problemi, ma ne rimuove la rappresentazione visibile, rischiando di semplificare e impoverire il confronto con la storia.

In questo contesto, il museo continua a essere uno spazio insostituibile. È il luogo in cui l’oggetto storico può essere percepito nella sua autenticità, sottratto alle pressioni ideologiche e proposto come occasione di studio, approfondimento e consapevolezza critica.

Il museo come luogo di autenticità e conoscenza critica

Tra l’espansione delle tecnologie digitali e le tensioni interpretative sulla memoria pubblica, il museo si conferma un presidio fondamentale.
Preserva la complessità del passato, offre un’esperienza reale e non mediata e permette alla conoscenza di svilupparsi attraverso il contatto diretto con l’opera.

La conferenza al Museo «Sigismondo Castromediano» rappresenta quindi un momento di riflessione sul futuro dell’istituzione museale e sulle responsabilità che essa assume in una società attraversata da trasformazioni rapide e profonde.