Il 24 ottobre alle 18 al Museo Archeologico “Francesco Ribezzo” di Brindisi la presentazione del nuovo libro di Giovanni Membola
di Antonio Portolano
BRINDISI – «Il viaggio è iniziato quasi per caso, scrivendo di persone e delle loro professioni».
Con queste parole Giovanni Membola riassume l’origine di un progetto che è diventato un punto di riferimento per chi ama la città e la sua storia. Mestieri e attività storiche di Brindisi – Vol. 2 edito da Brundisium.net è molto più di un libro: è una bussola affettiva, un atlante delle mani, dei mestieri, dei gesti che hanno costruito l’identità brindisina.

L’appuntamento
La presentazione si terrà venerdì 24 ottobre 2025, alle 18, al Museo Archeologico “Francesco Ribezzo” in Piazza Duomo, Brindisi, nell’ambito della rassegna culturale “𝐈𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨 𝐯𝐚 𝐢𝐧 𝐁𝐢𝐛𝐥𝐢𝐨𝐭𝐞𝐜𝐚. 𝘿𝙞𝙖𝙡𝙤𝙜𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝘼𝙪𝙩𝙤𝙧𝙚 𝙘𝙤𝙣 𝙡’𝘼𝙡𝙩𝙧𝙤 𝙙𝙖 𝙎𝙚́” del 𝐏𝐨𝐥𝐨 𝐁𝐢𝐛𝐥𝐢𝐨𝐌𝐮𝐬𝐞𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐁𝐫𝐢𝐧𝐝𝐢𝐬𝐢“.
Dialogheranno con l’autore Gianmarco Di Napoli, direttore del settimanale «Il 7 Magazine», e Elena Lenzi, ricercatrice e archivista di Stato.
Un incontro nel cuore della città per parlare di memoria, lavoro e futuro.
Il libro: un racconto che vive
Il secondo volume di Mestieri e attività storiche di Brindisi continua il viaggio avviato nel 2024. Raccoglie cinquanta più una storie di uomini e donne, botteghe, famiglie, imprese.
Racconta la Brindisi operosa, fatta di ingegno e di fedeltà alle tradizioni, ma anche di coraggio e innovazione.
Le pagine sono impreziosite da fotografie, aneddoti, curiosità e modi di dire popolari. Ogni storia è una piccola porta aperta sul passato e sul presente. È la voce di chi ha scelto di restare, di chi ha trasformato il lavoro in una forma d’arte.
«Un impegno che mi ha permesso di conoscere tante persone, ascoltare numerose testimonianze, e percepire un’incredibile capacità di adattamento ai tempi».
La scrittura è limpida, empatica, piena di rispetto. Membola accompagna il lettore in un percorso emotivo, tra insegne, vetrine, strade e ricordi che diventano racconto collettivo.

L’intervista
Cosa significa per te questo viaggio nelle attività storiche del Brindisino?
«Il viaggio è iniziato quasi per caso, scrivendo di persone e delle loro professioni. Poi mi è stato chiesto di raccogliere i miei articoli pubblicati su Il 7 Magazine in un libro, quindi è nato il primo e ora il secondo volume. Ho imparato a conoscere le persone, a leggere attraverso i loro occhi le passioni e i sacrifici, di capire il loro sentimento profondo. Scrivo nell’introduzione: Un impegno che mi ha permesso di conoscere tante persone, ascoltare numerose testimonianze, e percepire un’incredibile capacità di adattamento ai tempi. Queste esperienze mi hanno portato a osservare con più attenzione, come – credo – potrà succedere a chi leggerà le pagine seguenti, i negozi e le vetrine che prima, passandoci vicino, guardavo solo distrattamente. Probabilmente, la parte più complicata è stata trovare la formula giusta per evocare certe emozioni e, con sensibilità, trasmetterle al lettore. Spero di esserci riuscito, almeno in parte».
Cosa ti restituisce questo importante lavoro di ricostruzione storica-giornalistica-documentaristica?
«Il progetto, che continua ancora oggi con il racconto di giovani e dei “nuovi” mestieri, mi permette di scoprire una delle parti più belle e interessanti della realtà sociale cittadina. Ritengo giusto parlare del bello e del positivo che la città sa offrire, spesso poco o per niente conosciuto».
Perché leggere questo libro?
«Sono esperienze di lavoro e di vita che possono stimolare la riflessione e dare spunti ai giovani, a chi decide di restare a Brindisi e investire sul territorio. Sempre nell’introduzione scrivo: Un patrimonio umano e culturale che ritengo meritevole di essere conservato, protetto e tramandato alle generazioni future. Infatti l’esergo scelto è: “Le cose, e le persone, esistono finché vengono raccontate” (Mario Calabresi, Il tempo del bosco)».

Quali chicche o quali storie ti hanno colpito di più in questa seconda edizione e perché?
«Sono ben 50 storie (anzi 50 +1), una più bella dell’altra, non c’è una preferita in realtà. L’ultimo capitolo (la storia “+1”) è stato dedicato alla spiaggia di Sant’Apollinare, riprendendo un testo elaborato alcuni anni fa insieme al compianto amico Guido Giampietro, ispirato dai ricordi di chi ha frequentato quel luogo di spensieratezza e divertimento, un’epopea tanto indimenticabile quanto irripetibile».
L’autore
Giovanni Membola (nato a Brindisi il 10 novembre 1964) è socio aderente della Società di Storia Patria per la Puglia, sezione di Brindisi. È stato funzionario della principale azienda elettrica nazionale dal 1986 al 2024.
Appassionato di storia locale, ha fondato nel 1995 Brindisiweb.it, il primo portale internet dedicato alla città di Brindisi, di cui è tuttora curatore e gestore.
Collabora con il settimanale «Il 7 Magazine» con articoli di approfondimento storico-culturale.
Nel 2006 è stato coautore della guida “Brindisi” (Mondadori Electa, collana City Book). Nel 2021 ha partecipato al volume “Medici Illustri della provincia di Brindisi” (Il Grifo Editore). Nel 2024 ha pubblicato il primo volume di “Mestieri e attività storiche di Brindisi” e nel 2025 ha curato i cenni storici di “Giovanni Guarino. Passeggiata storica in Brindisi”.
Nel 2024 ha ricevuto la Stella al Merito del Lavoro, riconoscimento che suggella un percorso di impegno civile e culturale.
Dove trovare il libro
Mestieri e attività storiche di Brindisi – Vol. 2 sarà disponibile dopo la presentazione presso La Feltrinelli Point (Corso Umberto I, 113), Mondadori Bookstore (Corso Garibaldi, 38/A), Libreria Indipendenza (Via Indipendenza, 28) e Edicola Fontana De Torres (Piazza Vittoria).
Luoghi simbolo della città, come le storie raccontate nel libro.

Brindisi, una memoria che lavora
Questo progetto non è solo un esercizio di memoria. È un atto d’amore verso la città.
Giovanni Membola costruisce un archivio umano, fatto di voci, mani e sguardi. Le sue pagine custodiscono e rilanciano un’identità collettiva che ha nel lavoro la sua radice più profonda.
Il libro agisce su più piani. È documentaristico, perché salva la memoria di mestieri e attività spesso dimenticate. È sociale, perché valorizza chi ha dato forma al volto economico e umano di Brindisi. È culturale, perché trasforma le esperienze in racconto condiviso, accessibile a tutti.
In ogni storia si riflette un pezzo di città. Ogni pagina è un atto di restituzione.
La Brindisi che emerge è viva, dinamica, capace di reinventarsi senza perdere il senso di appartenenza.
La storia “cinquantuno”, quella dedicata alla spiaggia di Sant’Apollinare, è il simbolo di questo sguardo. Racconta un luogo, ma soprattutto un tempo. Quello in cui la comunità si riconosceva nel lavoro, nella famiglia, nella semplicità dei giorni. Un’epopea di spensieratezza e solidarietà che oggi torna a far parte del racconto collettivo.
Giovanni Membola ci ricorda che la memoria non è un esercizio di nostalgia. È un modo per guardare avanti. Per restare legati alle radici mentre si costruisce il futuro.




