Il riconoscimento nella sezione Saggistica valorizza la ricerca che restituisce all’ammiraglio brindisino il suo profilo mediterraneo
di Antonio Portolano
MESAGNE (BRINDISI) – Il viaggio di Ruggero Flores cominciò nel porto di Brindisi e attraversò il Mediterraneo fino alla corte di Bisanzio. Più di sette secoli dopo, quella storia torna a essere riconosciuta grazie al lavoro di Gianfranco Perri, premiato nella sezione Saggistica della XXII edizione del Premio Letterario Nazionale «Città di Mesagne» per il volume «Ruggero Flores da Brindisi. Templare, corsaro e ammiraglio» (Clicca qui per acquistare).
Il riconoscimento è stato consegnato domenica 19 luglio nell’ambito di Incontri Letterari 2026, la manifestazione organizzata dall’Associazione culturale Solidea (1 Utopia) nella cornice del Castello Normanno-Svevo di Mesagne. Il premio, fondato e diretto da Enzo Dipietrangelo, ha celebrato il venticinquesimo anno di attività con una serata dedicata alle opere edite di Narrativa, Poesia e Saggistica, selezionate da una giuria composta da trenta esperti. L’iniziativa è patrocinata dalla Città di Mesagne e dall’Università del Salento – Dipartimento di Studi Umanistici.
Una ricerca che supera la biografia tradizionale
La notizia non riguarda soltanto l’assegnazione di un premio letterario. Il riconoscimento valorizza un metodo di ricerca che prova a sottrarre Ruggero Flores sia all’oblio sia alle rappresentazioni semplicistiche dell’eroe, del pirata o dell’avventuriero medievale.
Perri ha ricostruito la vita del condottiero brindisino confrontando testimonianze occidentali e bizantine, cronache favorevoli e giudizi ostili, fonti consolidate e acquisizioni meno conosciute. Ne emerge una figura impossibile da racchiudere in una sola definizione: templare, marinaio, corsaro, comandante militare, ammiraglio e uomo di potere, capace di muoversi tra le corti e i conflitti che segnarono il Mediterraneo tra XIII e XIV secolo.
La motivazione integrale della giuria, firmata dal professor Vincenzo Bianco con il professor Andrea Scardicchio dell’Università del Salento quale referente scientifico, spiega il valore attribuito all’opera: «Sarebbe riduttivo ascrivere il libro di Gianfranco Perri alla saggistica o alla biografia storica. È arduo ricostruire il profilo inafferrabile di una leggenda come l’ammiraglio brindisino Ruggero Flores, o Roger de Flor, o Rutger von Blum, soprattutto quando la ricerca deve misurarsi con fonti lacunose e vagliare l’attendibilità di nuove acquisizioni, oltre al fatto che spingersi in territori familiari per provenienza – le radici di Perri sono a Brindisi – non è sempre garanzia di distacco oggettivo dalla materia trattata. Il ricorso a inedite fonti bizantine non concorre soltanto a rischiarare tanti dei numerosi anfratti ombrosi di una vicenda stupefacente a cavallo fra il XIII e il XIV sec., ma consente una lettura multilaterale del personaggio, dunque, non inchiodata al mero punto di vista occidentale. La fulminante carriera da templare ad ammiraglio al soldo dell’imperatore bizantino Andronico II viene ripercorsa con il rigore filologico e la maestria del narratore, intento a richiamare dall’oblio collettivo una figura storica che sarebbe errato ridurre a un antico capitano salgariano o a un altro ‹capitano Hornblower detto il Temerario› in scenari non meno esotici di quelli di Cecil Scott Forester. Di Ruggero Flores non affiora solo lo spirito guerriero dell’ultimo baluardo in grado di arginare l’orda turca, ma anche l’animo disincantato del pensatore rassegnato all’ineluttabile transitorietà delle glorie terrene e degli artifici della storia».

Ruggero Flores, il brindisino diventato Megaduca
Nato a Brindisi nel 1267, Ruggero Flores – ricordato dalle fonti anche come Roger de Flor e Rutger von Blum – era figlio di Riccardo Blum, militare tedesco legato alla causa sveva, e di una donna brindisina. Rimasto presto senza padre e cresciuto nei pressi del porto, fu avviato alla vita marinara ancora bambino. Entrò successivamente nell’Ordine dei Templari, acquisendo esperienza nella navigazione e nel comando militare.
La sua biografia si sviluppò tra la Sicilia, la Catalogna, l’Anatolia e l’Impero bizantino. Dopo avere lasciato i Templari in circostanze sulle quali le testimonianze divergono, Flores divenne comandante della Compagnia Catalana e raggiunse Costantinopoli al servizio dell’imperatore Andronico II Paleologo. Le vittorie ottenute contro le forze turche in Asia Minore gli procurarono prestigio, ricchezze e il titolo di Megaduca. La sua rapida ascesa si concluse nel 1305, quando fu assassinato ad Adrianopoli, l’attuale Edirne, a soli trentotto anni.
La breve sinossi del libro
«Ruggero Flores da Brindisi. Templare, corsaro e ammiraglio» (Clicca qui per acquistare) è una biografia storica dedicata a un uomo sul quale cronisti e studiosi hanno espresso giudizi radicalmente opposti. Per alcuni fu un valoroso cavaliere cristiano; per altri un pirata e un comandante senza scrupoli.
Il libro non cancella queste contraddizioni, ma le assume come punto di partenza. Perri mette a confronto il racconto del catalano Ramón Muntaner, compagno d’armi di Flores, con le testimonianze dei cronisti bizantini Giorgio Pachimere e Niceforo Gregora. Attraverso fonti, mappe, immagini e ricostruzioni del contesto politico e militare, il volume segue il protagonista dalla giovinezza brindisina all’ingresso nei Templari, dalla guida della Compagnia Catalana alle campagne combattute per l’Impero d’Oriente.
Ne deriva il ritratto di un personaggio enigmatico, sospeso tra storia e leggenda: un uomo che raggiunse i vertici del potere bizantino partendo da una città portuale dell’Adriatico e che contribuì, con le proprie campagne militari, alla resistenza dell’Impero contro l’avanzata turca.
Gianfranco Perri, dall’ingegneria alla storia
Nato a Brindisi il 21 settembre 1951, Gianfranco Perri si è laureato con lode in Ingegneria mineraria al Politecnico di Torino nel 1974. Docente di Progettazione di gallerie all’Università Centrale del Venezuela, ha lavorato come consulente e progettista di opere sotterranee in diversi Paesi dell’America Latina, partecipando alla progettazione di infrastrutture metropolitane, stradali, ferroviarie, idrauliche e idroelettriche. Ha pubblicato due libri tecnici e circa cento lavori scientifici in italiano, inglese e spagnolo.
Nel 2009 ha ricevuto il Premio internazionale Pugliesi nel Mondo e nel 2010 è stato inserito dall’Università di Foggia tra i «Pugliesi illustri nel mondo». Parallelamente alla carriera professionale, ha sviluppato un’intensa attività di ricerca e divulgazione dedicata soprattutto alla storia di Brindisi, collaborando con giornali, periodici culturali e pubblicazioni specialistiche.
Il suo rapporto con la città natale non è fondato su una memoria puramente nostalgica. La ricerca storica diventa uno strumento per comprendere le trasformazioni del territorio e interrogarsi sul suo futuro. Lo dimostra anche la partecipazione alla commissione del Premio Franco Arina, iniziativa rivolta agli studenti e dedicata alla costruzione di idee e progetti per la Brindisi di domani.

I libri di Perri dedicati a Brindisi
La bibliografia storica e divulgativa di Gianfranco Perri ricostruisce personaggi, luoghi, vicende civili e trasformazioni urbane della città. Tra i principali titoli figurano:
«Brindisini, la mia gente. Fotografie e commenti»; «Gianfranco… racconti e altro di un residente in via da Brindisi»; «Schegge di storia brindisina»; «Brindisi raccontata»; «Brindisi nel contesto della storia»; «I 100 personaggi dell’odonomastica di Brindisi»; «Pagine di storia brindisina»; «Pagine del ’900 brindisino»; «L’età degli Aragona. Retrospettiva storica dalla Terra d’Otranto»; «Ruggero Flores da Brindisi. Templare, corsaro e ammiraglio» (Clicca qui per acquistare); «L’aeroporto militare di Brindisi. Racconti, storie e aneddoti di guerra e di pace»; «Brindisi nel quinquennio 1967-1971». Perri ha inoltre curato «Ah! La pasta… 100 ricette di Antonio Tasco».
A questa produzione si aggiunge «Un caffè in libreria… per dialogare – e per viaggiare – con Gianfranco Perri. Brindisi anni ’50 e ’60, frammenti della città che non c’è più», realizzato con la giornalista Anna Consales. Il volume intreccia intervista, autobiografia e memoria collettiva, ripercorrendo la vita quotidiana e i cambiamenti della Brindisi del secondo dopoguerra.
La produzione comprende anche numerosi saggi e articoli apparsi nell’«Archivio Storico Brindisino» e in altre pubblicazioni dedicate alla storia locale. Nei suoi lavori ricorrono il porto, l’aeroporto, i quartieri popolari, le istituzioni cittadine, i protagonisti del Novecento e il ruolo di Brindisi nei grandi passaggi della storia mediterranea.
Un premio che riporta Brindisi nella storia europea
Il riconoscimento assegnato a Mesagne premia dunque una traiettoria culturale coerente. In Ruggero Flores (Clicca qui per acquistare), Perri individua un personaggio capace di collegare la storia locale ai grandi equilibri politici e militari del Medioevo: il porto di Brindisi, la Sicilia angioina e aragonese, la Catalogna, l’Anatolia e la corte di Costantinopoli diventano parti della stessa geografia.
Il valore del libro risiede proprio in questo passaggio di scala. La vicenda di un uomo nato sulle rive dell’Adriatico viene restituita alla storia del Mediterraneo, senza cancellarne le ambiguità e senza trasformarla in una celebrazione acritica.
Il premio di Mesagne riconosce così non soltanto la qualità di un saggio, ma la capacità della ricerca storica di riattivare la memoria di una comunità. Attraverso la vita avventurosa e controversa di Ruggero Flores, Brindisi riscopre una parte della propria identità e il ruolo che i suoi uomini, il suo porto e la sua posizione geografica hanno avuto nella costruzione della storia europea.




