L’Inner Wheel club di Mesagne Appia Antica e l’Unione degli Istriani portano nelle scuole la memoria dell’esodo istriano
di Antonio Portolano
La memoria dell’esodo giuliano-dalmata entra nelle scuole come strumento di educazione civile, storica e umana. Il 6 febbraio l’I.I.S.S. “Ferraris – De Marco – Valzani” di Mesagne ospiterà un incontro dedicato alla tragedia del confine orientale italiano e alla strage di Vergarolla, una delle pagine più dolorose del Novecento.
La Memoria come responsabilità educativa
L’Inner Wheel club di Mesagne Appia Antica, in prestigiosa collaborazione con l’Unione degli Istriani – Libera Provincia dell’Istria in Esilio, porta tra i banchi di scuola una testimonianza diretta e documentata sulla storia del confine orientale italiano. Un’iniziativa che nasce dalla consapevolezza che la memoria non può restare confinata nei libri, ma deve trasformarsi in esperienza condivisa, soprattutto per le giovani generazioni.
Il prossimo 6 febbraio, l’Aula Magna dell’I.I.S.S. “Ferraris – De Marco – Valzani” ospiterà l’incontro dal titolo “Oltre l’Adriatico: Memorie di un Esodo”, pensato come un percorso di ascolto e riflessione per gli studenti dell’istituto.
Vergarolla e il trauma di una comunità
Ospite dell’incontro sarà il dottor Giovanni Nardin, la cui storia personale è profondamente intrecciata a quella di Pola e alla tragedia che segnò la fine di un’epoca. Attraverso i ricordi familiari, il dottor Nardin ricostruirà la strage di Vergarolla del 18 agosto 1946, un eccidio di civili inermi che colpì al cuore la comunità istriana.
In quella tragica esplosione, la famiglia Nardin perse due figli piccoli. Un dolore privato che diventa testimonianza collettiva e simbolo della violenza subita da una popolazione costretta all’esodo.

La voce di Jolanda Nardin Micheletti
Il momento più intenso dell’incontro sarà l’ascolto della testimonianza radiofonica di Jolanda Nardin Micheletti, una voce capace di riportare in vita una storia di dolore e di straordinaria umanità. Attraverso il suo racconto emerge la figura del marito, il dottor Geppino Micheletti, ricordato come il “medico eroe” di Pola.
Pur consapevole che i propri figli erano rimasti uccisi nell’esplosione di Vergarolla, Micheletti scelse di non abbandonare l’ospedale. Continuò a operare senza sosta i feriti per un giorno e una notte intera. Un gesto di abnegazione assoluta che supera il tempo e la storia e che viene consegnato alla coscienza dei giovani come esempio di umanità superiore.
Un ponte tra Puglia e Istria
La collaborazione con l’Unione degli Istriani – Libera Provincia dell’Istria in Esilio garantisce il rigore storico dell’iniziativa e rafforza il legame con la terra d’origine. L’evento diventa così un ponte ideale tra la Puglia e l’Istria, tra territori distanti ma uniti dalla responsabilità della memoria.
«Non sono solo pagine di un libro di storia», spiegano Nezia Schiavano e Adele Totaro organizzatrici dell’evento e rispettivamente presidente e vice presidente dell’ Inner Wheel club di Mesagne Appia Antica , «sono volti, nomi e sogni spezzati. Portiamo questa testimonianza al Ferraris-De Marco-Valzani perché la memoria non sia un elenco di date, ma un sentimento vivo che educhi alla pace, alla solidarietà e al valore inalienabile della libertà».
Educare alla memoria per costruire il futuro
“Oltre l’Adriatico: Memorie di un Esodo” si configura come un momento di alto valore formativo e civile. Un’iniziativa che restituisce centralità alla memoria dell’esodo istriano e alla tragedia del confine orientale italiano, trasformandole in strumenti di educazione alla pace, alla solidarietà e alla libertà.
In un tempo in cui il rischio dell’oblio è sempre presente, portare queste storie tra i giovani significa assumersi un dovere morale: custodire la memoria per costruire una coscienza collettiva più consapevole.




