Lecce Adagio, la guida che cambia lo sguardo sulla città

Taranta, Foto Francesca Maragliulo

Una guida lenta e narrativa che racconta Lecce tra Barocco, mare e vita quotidiana. Domani la presentazione alla Libreria Liberrima

di Antonio Portolano

Lecce Adagio, la nuova guida firmata dal giornalista e operatore culturale Pierpaolo Lala per Enrico Damiani Editore, nasce con un obiettivo chiaro: cambiare lo sguardo con cui si osserva una città spesso amata, fotografata, attraversata, ma raramente ascoltata davvero. Qui Lecce diventa un’esperienza sensoriale, un invito a rallentare, a scoprire particolari e storie che sfuggono al ritmo distratto della quotidianità.

Una guida che sceglie la lentezza

Con Lecce Adagio – dal Barocco al mare (clicca qui per acquistare), decimo volume della collana gli adagi curata da Teresa Monestiroli, il lettore entra in un percorso che non ha nulla della guida turistica tradizionale. Non un elenco, non un prontuario di cose da fare e vedere, ma un itinerario narrativo che intreccia arte, architettura, storia, luoghi simbolici, quartieri popolari, rigenerazione urbana e vita vissuta.

Il Barocco, in queste pagine, è un punto di partenza, non di arrivo. Una cornice per raccontare la tensione continua tra passato e presente, mare e pietra, lentezza e vitalità.

La città come itinerario personale

«Questa non è una guida esaustiva. E io non sono una guida turistica convenzionale. È un itinerario, personale e non definitivo, nella mia città. Quella Lecce che (per me) è croce e delizia, giardino fiorito e prigione arida, futuro e nostalgia canaglia. Scopriremo insieme la basilica di Santa Croce, piazza Duomo e i palazzi nobiliari simbolo della rinascita seicentesca, ma anche la Lupiae romana riemersa nel periodo fascista. Andremo sulle tracce di personalità illustri che hanno reso celebre Lecce in tutto il mondo, come il tenore Tito Schipa».

Tra mura, quartieri, parchi e nuove comunità

«Entreremo dentro le mura dalle tre porte rimaste in piedi e nel Castello Carlo V (che qui non passò mai), la fortezza più grande di Puglia. E continueremo nella città nuova, quella dei murales della 167 e dei diritti civili, quella dell’Università del Salento e della passione smodata per il calcio, delle comunità di stranieri che vivono i quartieri e dei tanti parchi pubblici, delle biblioteche civiche e dei musei. Lecce adagio ci conduce alla scoperta della città a passo lento, dove il Barocco è solo un pretesto per raccontare una storia di identità e di territorio. Tra monumenti e giardini, musei e teatri, tradizioni sacre e profane, questa guida – pensata per turisti e residenti – offre dettagli e atmosfere per immergersi nell’anima della città ricca di eventi, festival, biblioteche, cortili aperti e mercati».

Due blocchi distinti di un unico sguardo: una Lecce vissuta, attraversata, mai decorativa.

Una collana che racconta le città da dentro

Il volume dialoga con il percorso già tracciato dalle altre pubblicazioni della collana gli adagi, che dal 2019 esplora città italiane oltre le narrazioni più scontate: Milano adagio, Venezia adagio, Napoli adagio, Brescia adagio, Palermo adagio, Bergamo adagio, Roma adagio, Torino adagio, Bologna adagio.

In questa cornice editoriale, Lecce diventa il tassello di un mosaico nazionale dedicato alla lentezza come forma di conoscenza.

Il libro ospita anche un contributo della giornalista Alessandra Lupo, un articolo dedicato a Viale Francesco Lo Re realizzato durante l’ultimo corso della Scuola di reportage narrativo Alessandro Leogrande, promossa dalla Fondazione Giuseppe Di Vagno.

Un autore multiforme (e dichiaratamente autoironico)

Pierpaolo Lala si definisce così: giornalista per vocazione, addetto stampa per necessità, operatore culturale per curiosità, docente per incoscienza, cantautore e chitarrista per diletto. Una presentazione che racconta la persona almeno quanto il curriculum.

È vicepresidente dell’impresa sociale CoolClub e dell’associazione Diffondiamo idee di valore, oltre a essere un organizzatore instancabile. È infatti tra gli ideatori di rassegne divenute punti fermi della scena culturale salentina: Conversazioni sul futuro, Io non l’ho interrotta, Fornelli Indecisi, e la surreale e sempre amata Notte bianca dell’Ipocondria.

Classe 1977, laureato in Lettere Moderne all’Università del Salento con una tesi in Storia della lingua italiana, ha pubblicato Mi consenta un girotondo (Congedo Editore, 2004, con Maria Vittoria Dell’Anna) e Invasione di campo (Manni Editori, 2021, con Rocco Luigi Nichil).

Nel 2025 ha coordinato Arte, artigianato e design in Puglia (Manni Editori) insieme a Lara Gigante.

Presentazioni e incontri

Domani, martedì 2 dicembre alle 18:00, Lecce Adagio debutta alla Libreria Liberrima di Lecce (ingresso libero, info 0832 242626), in dialogo con Bianca Chiriatti.

Il tour prosegue con altri due appuntamenti:

  • Mercoledì 10 dicembre, alle 18:30, alla Libreria Palmieri di Lecce, con Cinzia Dilauro
  • Giovedì 11 dicembre, alle 18:30, nella Distilleria De Giorgi di San Cesario di Lecce, con Roberto Guido

Perché una guida così oggi è necessaria

Lecce Adagio (clicca qui per acquistare) intercetta un bisogno crescente: riconnettersi alle città attraverso la lentezza, abbandonando l’idea della visita come consumo rapido. Il progetto editoriale, e la narrazione di Lala, valorizzano Lecce non solo come meta turistica, ma come ecosistema culturale complesso.

È una guida che stimola turismo consapevole, conoscenza autentica e un rapporto più profondo con il territorio. Per questo è uno strumento prezioso sia per chi visita Lecce per la prima volta sia per chi la abita da sempre.