Nel 2024 in Puglia 151.858 lavoratori agricoli, per Coldiretti e Osservatorio INPS è il 15% del totale nazionale, con 27.576 imprese attive
di Antonio Portolano
La Puglia guida l’occupazione agricola nazionale
La Puglia si conferma la regione con il maggior numero di lavoratori dipendenti in agricoltura, con 151.858 occupati che rappresentano il 15% del totale nazionale. Il dato, diffuso da Coldiretti Puglia sulla base dell’Osservatorio INPS sul lavoro agricolo 2024, evidenzia una forza lavoro solida, con una lieve flessione del -0,6% rispetto all’anno precedente. In regione sono 27.576 le imprese agricole che impiegano operai dipendenti, confermando il peso strutturale del settore nel tessuto economico pugliese.

Sicurezza e investimenti: le priorità del settore
Il tema della sicurezza resta centrale per un comparto che richiede competenze specifiche e l’utilizzo di macchinari evoluti. Per il responsabile lavoro di Coldiretti, Romano Magrini, è necessario un cambio di passo: «Per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro serve innanzitutto investire sull’ammodernamento delle macchine agricole e sulla formazione. I bandi Inail per il rinnovo dei macchinari hanno rappresentato una importante svolta, ma vanno resi più accessibili alle piccole imprese, soprattutto assegnando risorse sufficienti a superare la logica del click-day».
Magrini aggiunge: «Allo stesso tempo è importante trasmettere una vera consapevolezza del rischio che parta dalle scuole, attraversi i luoghi di lavoro e coinvolga l’intera società. In tale ottica sono importanti le parole del Presidente Mattarella sulla necessità di sviluppare un’alleanza di istituzioni, imprese, lavoratori e parti sociali, dando seguito a impegni concreti».

Professionalità tradizionali e nuove competenze digitali
Alla manodopera legata alle attività agricole storiche – gestione dei campi, raccolta e allevamento – si affiancano nuove figure che riflettono la trasformazione tecnologica e multifunzionale dell’impresa agricola moderna. Resta alta la domanda di profili come trattoristi, potatori e taglialegna, ma cresce anche la richiesta di addetti alla vendita diretta, alla macellazione, alla vinificazione e alla produzione di yogurt e formaggi.
Accanto a questi ruoli tradizionali emergono professioni ad alto contenuto tecnologico: il data analyst agricolo, che analizza i dati generati da sensori e mezzi agricoli; lo specialista in agricoltura di precisione, che utilizza GPS, sensori e immagini satellitari per ottimizzare le coltivazioni; il prompt manager agronomico, figura nuova che supporta le aziende nell’uso dell’intelligenza artificiale per la gestione colturale.
Si affermano anche lo specialista in sistemi IoT, l’esperto in blockchain per garantire tracciabilità e sicurezza delle filiere, il consulente per l’innovazione e quello per la sostenibilità agricola. Il dronista diventa imprescindibile per mappature e interventi mirati, mentre il consulente per le energie rinnovabili guida le imprese verso soluzioni come agrivoltaico e biogas. Completano il quadro il project manager filiere e gli esperti in biotecnologie agricole, fondamentali per le varietà produttive resilienti sviluppate attraverso le tecnologie Tea.

Giovani imprese e produttività in crescita
Secondo il rapporto 2025 Coldiretti/Censis, per il 73% degli italiani l’agricoltura è oggi un settore capace di offrire opportunità concrete ai giovani, grazie alla valorizzazione delle tipicità locali, alle filiere corte e ai modelli produttivi sostenibili.
L’evoluzione è confermata dall’ultimo rapporto della Rete Rurale Nazionale, secondo cui la produttività delle imprese giovanili italiane arriva a 4.500 euro per ettaro, valore doppio rispetto alle aziende coetanee in Europa e in Francia, e superiore a Germania e Spagna. Un risultato legato alla specializzazione in colture ad alto valore aggiunto e alla capacità dei giovani agricoltori di integrare tecnologie avanzate nella gestione aziendale.

Un comparto che evolve e genera valore economico
Il lavoro agricolo in Puglia si sta trasformando attraverso innovazione, competenze specializzate e qualità del lavoro. L’aggiornamento tecnologico, l’attenzione alla sicurezza, l’ingresso di nuove professioni e il protagonismo delle imprese giovanili pongono la regione in una posizione di leadership a livello nazionale. Con oltre 151 mila lavoratori e una rete capillare di imprese, l’agricoltura pugliese continua a rappresentare una leva economica essenziale per lo sviluppo del territorio.




