Maurizio Landini e Cgil a confronto con gli studenti dell’Università di Bari su lavoro, diritti e democrazia col libro Un’altra storia
di Antonio Portolano
BARI – Rimettere al centro il lavoro, i diritti, il salario e la democrazia, partendo dal dialogo con le giovani generazioni. È questa la missione dell’incontro che vedrà protagonista Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, in dialogo con studentesse e studenti dell’Università di Bari, a partire dal suo libro Un’altra storia (clicca qui per acquistare).
Il dialogo con le nuove generazioni
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di costruire uno spazio di confronto diretto tra il mondo del sindacato e quello dell’università, mettendo al centro questioni decisive per il presente e il futuro del Paese. Al cuore del dialogo ci saranno il precariato strutturale, i bassi salari, la fuga dei giovani, soprattutto dal Mezzogiorno, e le difficoltà di accesso a un lavoro stabile, sicuro e coerente con i percorsi di studio.
Accanto all’analisi delle criticità attuali, il confronto offrirà anche l’occasione per riflettere sulle stagioni di lotta che hanno segnato la storia repubblicana, consentendo avanzamenti significativi sul terreno dei diritti sociali e civili, e sulle battaglie che restano ancora aperte in una fase di arretramento delle tutele e di crescente diseguaglianza.
Data, luogo e promotori dell’iniziativa
L’incontro pubblico si terrà venerdì 30 gennaio, a partire dalle 15.30, nell’Aula V di Palazzo del Prete, sede dei Dipartimenti di Giurisprudenza e Scienze Politiche dell’Università di Bari, in Piazza Cesare Battisti.
L’iniziativa è promossa dalla CGIL Puglia e dalla Rete Puglia, con l’intento di rafforzare il legame tra partecipazione studentesca, impegno sociale e rappresentanza del lavoro, in un momento storico segnato da profonde trasformazioni economiche e politiche.

Un’altra storia: memoria personale e storia collettiva
Il confronto prende le mosse dal libro Un’altra storia (clicca qui per acquistare), nel quale Maurizio Landini sceglie di raccontarsi per la prima volta in modo diretto e personale, intrecciando la propria vicenda umana con quella del Paese. Dall’infanzia e dall’adolescenza a San Polo d’Enza, passando per gli anni Settanta, fino alle prime esperienze sindacali a Reggio Emilia e Bologna, il racconto accompagna il lettore lungo un percorso che conduce al ruolo nazionale prima nella FIOM e poi alla guida della CGIL.
Attraverso ricordi, passaggi biografici e snodi decisivi, emerge uno spaccato degli ultimi quarant’anni della storia italiana, segnati da conflitti sociali, trasformazioni del lavoro e profonde fratture che ancora oggi attraversano la società. Il racconto individuale diventa così una chiave di lettura collettiva, capace di restituire il senso di una stagione in cui la dignità del lavoro, conquistata nel secondo dopoguerra, ha progressivamente subito un processo di erosione.
Lavoro, vertenze e rapporto con la politica
Nel libro trovano spazio anche le riflessioni sulle grandi questioni del lavoro e sulle principali vertenze industriali, che hanno segnato il dibattito pubblico negli ultimi decenni. Un’attenzione che si estende al rapporto tra il sindacato e i diversi governi che si sono succeduti nel tempo, evidenziando continuità e rotture nelle politiche del lavoro e nelle scelte economiche.
In questo quadro si colloca l’idea del «sindacato di strada», inteso come pratica di partecipazione, autonomia e democrazia, capace di tenere insieme conflitto sociale e rappresentanza, senza rinunciare a un ruolo attivo nel dibattito pubblico e istituzionale.
Precariato, competenze e nuove disuguaglianze
Il dialogo con studentesse e studenti si concentrerà in particolare sulle sfide che riguardano le giovani generazioni, oggi esposte a forme diffuse di lavoro povero, instabilità occupazionale e mancato riconoscimento delle competenze acquisite nei percorsi formativi.
Una condizione aggravata da un sistema produttivo che investe sempre meno su qualità, innovazione e sicurezza, scaricando il rischio d’impresa su chi entra ora nel mercato del lavoro. Temi che rendono urgente una riflessione sul modello di sviluppo e sulla necessità di ricostruire un equilibrio tra crescita economica, diritti e coesione sociale.
Un confronto per costruire il futuro del lavoro
L’incontro di Bari si propone come un momento di ascolto e confronto autentico, in cui la memoria delle lotte passate diventa uno strumento per interpretare il presente e immaginare il futuro. Un dialogo che guarda non solo alla difesa dei diritti conquistati, ma alla possibilità di riformare profondamente un sistema che negli ultimi decenni ha progressivamente negato la dignità del lavoro.
Un’altra storia, così, non è soltanto un racconto personale, ma una lente attraverso cui leggere le sfide del presente e interrogarsi sulle battaglie ancora da fare, mettendo al centro il ruolo delle nuove generazioni nella costruzione di una società più giusta e democratica.



