La «Storia di una Madre da Gaza» al Chiostro di Ostuni

Storia di una madre di Gaza

Enza Consoli porta “What Remains: A Mother’s War” al Chiostro San Francesco di Ostuni, potente poesia visiva di dolore e resilienza

di Antonio Portolano

OSTUNI – Una testimonianza universale attraverso il linguaggio del corpo. “What Remains: A Mother’s War”, in italiano «La Storia di una Madre da Gaza», è una performance che supera i confini della danza. Non è spettacolo, non è intrattenimento: è un racconto profondo che si affida al corpo, al silenzio e alle ombre per dire ciò che le parole non possono esprimere.

La protagonista non è un soldato, ma una madre. Non ci sono armi né campi di battaglia, ma stanze vuote e spazi quotidiani che diventano scenari del dolore. L’opera non vuole essere politica: è una testimonianza umana, un atto di resistenza che dà voce a chi vive la guerra nelle assenze, nel silenzio, nel dopo.

L’appuntamento di domani

La performance andrà in scena domani, venerdì 26 settembre 2025, alle 20, nel suggestivo Chiostro San Francesco di Ostuni. L’ingresso è libero.

Il chiostro, con le sue volte e le pietre antiche, diventa parte integrante del racconto. Il gioco di luci e ombre tra le arcate renderà lo spazio stesso protagonista della narrazione, amplificando la forza evocativa dei gesti di Enza Consoli.

Dentro la performance: l’essenza del racconto

«Una potente poesia visiva di dolore, amore e resilienza»: così viene definita l’opera.
Il ritmo è lento, i movimenti essenziali, i silenzi prolungati. Ogni gesto si fa simbolo, ogni ombra diventa presenza. La danza diventa linguaggio della memoria, capace di trasformare il dolore in resistenza e l’assenza in testimonianza.

Lo spettatore non assiste a una cronaca di guerra, ma a un viaggio emotivo. Viene chiamato a percepire il non detto, a sentire il peso del vuoto, a confrontarsi con la forza silenziosa di chi resta.

Enza Consoli, tra danza e ricerca espressiva

Enza Consoli è coreografa, danzatrice e direttrice artistica. Lavora da anni con la danza moderna e contemporanea, sviluppando percorsi formativi e coreografie che uniscono tecnica e introspezione. È direttrice del Degas Studio, dove porta avanti un progetto di formazione e sperimentazione artistica.

Tra le sue coreografie è stata presentata anche “Tie Down”, eseguita dagli allievi del suo studio. Il suo lavoro mira a trasformare il movimento in un linguaggio capace di esprimere emozioni profonde. Con «La Storia di una Madre da Gaza», Consoli porta a maturazione questa ricerca, dando vita a una performance che intreccia memoria, dolore e resilienza.

House of Lucie Ostuni: la cornice culturale

L’evento rientra nel calendario della House of Lucie Ostuni, sede italiana della Lucie Foundation, fondazione internazionale con base a Los Angeles che sostiene la fotografia e le arti visive.

Sotto la direzione di Leonardo Petraroli, la galleria è diventata un punto di riferimento per la cultura della Città Bianca, ospitando mostre di grandi autori come Gian Paolo Barbieri, Francesca Galliani, Piero Gemelli, Francesco Brigida.

Quest’anno ha portato a Ostuni anche i Lucie Awards, l’“Oscar della fotografia”, trasformando la città pugliese in palcoscenico internazionale. La scelta di aprirsi anche a performance di danza contemporanea conferma la vocazione della House of Lucie: fare di Ostuni un laboratorio culturale a 360 gradi.

Domani a Ostuni: un’esperienza da vivere

«La Storia di una Madre da Gaza» non è una semplice esibizione. È un invito a fermarsi, a riflettere, a sentire. È un’opera che parla di dolore, ma anche della forza silenziosa che resiste e costruisce.

Domani, alle 20, al Chiostro San Francesco di Ostuni, ingresso libero.
Un appuntamento che unisce arte, memoria e umanità, trasformando la Città Bianca in un palcoscenico di emozioni universali.