La stanza di Agnese, il teatro civile che commuove

L'attrice Sara Bevilacqua, foto Domenico Summa

Il monologo su Paolo Borsellino e Agnese torna al teatro Don Bosco di Brindisi con un’opera premiata, intensa e civile

di Antonio Portolano
La stanza di Agnese, produzione di Meridiani Perduti Teatro, torna in scena con un racconto teatrale che intreccia memoria, amore e resistenza civile. Un’opera diventata punto di riferimento del teatro italiano contemporaneo grazie alla sua forza narrativa e alla straordinaria interpretazione di Sara Bevilacqua.

L’essenza di una memoria che appartiene a tutti

Lo spettacolo si fonda su un gesto drammaturgico preciso: guardare Paolo Borsellino non attraverso l’eroe istituzionale, ma tramite lo sguardo più vicino e privato, quello della moglie Agnese Piraino Leto.
La drammaturgia di Osvaldo Capraro nasce da un lavoro d’indagine rigoroso basato sulle testimonianze dei figli Lucia, Manfredi e Fiammetta e del fratello Salvatore Borsellino. Questo materiale diventa parola scenica, memoria viva, dialogo tra storia privata e storia collettiva.
Ne scaturisce un monologo in cui la vita familiare del magistrato emerge come luogo di coraggio quotidiano, di fragilità e di tenacia. Uno spettacolo che restituisce umanità a un simbolo civile senza sottrarre nulla alla sua grandezza.

Il 4 dicembre a Brindisi: il ritorno di una voce necessaria

Nell’ambito della rassegna Tutte le sere del mondo – Una finestra sul contemporaneo a Brindisi, curata da Factory Compagnia Transadriatica, Meridiani Perduti Teatro e INTI – Luigi D’Elia, La stanza di Agnese andrà in scena il 4 dicembre alle 20:30 al Teatro Don Bosco di Brindisi.

Lo spettacolo è prodotto da Meridiani Perduti Teatro, in sinergia con la Scuola di Formazione Antonino Caponnetto, e con la collaborazione di Factory Compagnia Transadriatica. Il progetto si è aggiudicato il TRAC_Residenze Teatrali Pugliesi – sezione drammaturgia, ulteriore riconoscimento della sua qualità artistica e civile.

Il racconto: amore, quotidianità e resistenza

La stanza di Agnese è un intreccio di ricordi, confessioni, momenti domestici sospesi tra tenerezza e paura.
Agnese racconta Paolo senza enfasi, attraverso le sue abitudini, la sua semplicità, le sue preoccupazioni. Ricordare diventa un atto d’amore e un atto politico, perché mostra il magistrato nella sua dimensione più vulnerabile, immerso in un contesto familiare che convive con un pericolo costante.

La parola scenica scorre in un ritmo calibrato: la voce di Sara Bevilacqua modula registri emotivi differenti, attraversa la memoria come un fiume e restituisce al pubblico la solitudine, la lucidità e la forza morale di Borsellino.
È un teatro che non offre retorica, ma restituisce vita.

Borsellino e i Fratelli Cervi: due epoche, un’unica idea di coraggio

Nelle parole di Sara Bevilacqua, il legame tra Paolo Borsellino e i Fratelli Cervi emerge come un ponte ideale tra forme diverse di resistenza civile:
«È per questo che oggi, qui, non posso che pensare al filo che lega Paolo Borsellino ai Fratelli Cervi. Due storie diverse, due epoche diverse, ma la stessa potenza morale».
Il riferimento non è solo storico: è un invito a comprendere la continuità tra l’impegno nella lotta alla mafia e i valori della Resistenza, tra la giustizia perseguita nel presente e quella difesa nel passato. Un’unica trama etica, fatta di responsabilità e sacrificio.

Un’opera premiata e riconosciuta: la forza di un teatro che resiste

Lo scorso luglio lo spettacolo ha vinto la XXIV edizione del Festival di Resistenza del Museo Cervi, uno dei più prestigiosi appuntamenti nazionali dedicati al teatro civile. Il premio è arrivato dopo altri riconoscimenti importanti: l’Eolo Award 2024 a Sara Bevilacqua come miglior attrice e il Premio del Pubblico al Palio ErmoColle 2024.

La giuria ha accompagnato l’assegnazione del premio con una motivazione potente e integrale:
«Il teatro è vivo. E vuole mantenere il suo ruolo nella società come laboratorio critico di sperimentazione e ricerca su temi e questioni che ci riguardano in quanto esseri umani e sociali, nonostante i recenti tagli governativi, anche indiscriminati, che colpiscono le compagnie, gli attori, gli organizzatori, i lavoratori del settore non allineati all’agenda politica dell’esecutivo. È a rischio la libertà d’espressione ma il teatro non s’arrende e resiste, come dimostrano gli oltre 300 progetti presentati alla XXIV edizione del Resistenza Teatro Festival. Resistenza oggi è anche continuare a fare teatro!».
La motivazione prosegue: «Tra i sette spettacoli selezionati dalla commissione la giuria assegna il Premio Museo Cervi – Teatro per la Memoria a “La stanza di Agnese” prodotta da Meridiani Perduti Teatro. È una resistenza femminile e familiare, quella di Agnese Piraino Leto, moglie del giudice Paolo Borsellino: una storia intima che si svolge in parallelo alla storia nazionale della lotta alla mafia, una testimonianza di servizio allo Stato, vissuto fino in fondo, anche all’interno delle mura domestiche. Un esempio civico di vera resistenza contro la violenza e la sopraffazione, che va oltre la strage di via D’Amelio e diventa specchio per le coscienze di tutti».

La qualità artistica dell’opera

La giuria ha evidenziato anche la qualità artistica dell’opera: «L’interpretazione di Sara Bevilacqua su drammaturgia di Osvaldo Capraro rilegge le memorie individuali – quelle di Agnese e dei tre figli del magistrato – e ripercorre la vita e la carriera di Borsellino delineando il ritratto inedito, vivo e ancora attuale di un eroe civico di forte umanità. Nello spessore drammatico che la Bevilacqua dà al personaggio di Agnese emergono le quotidiane vicende familiari dell’uomo Paolo Borsellino, che si intrecciano agli eventi che hanno caratterizzato il percorso pubblico del giudice, da cui emerge la tragica solitudine del servitore dello Stato al cospetto delle opache trame di cui è stato vittima».
La motivazione si chiude sottolineando l’equilibrio tra emozione e rigore: «“La stanza di Agnese” è in fondo uno spettacolo d’amore, una dichiarazione d’amore folgorante nella sua semplicità e allo stesso tempo è un esempio di resistenza civile, in cui i valori etici stanno al primo posto. Questo connubio è sostenuto da una prova d’attrice che mai si perde e riesce a modulare i registri in una drammaturgia mai statica e caratterizzata da una costruzione ritmica ben calibrata. Da apprezzare anche la generosità di Sara Bevilacqua che, la sera del 7 luglio, si è resa disponibile ad una doppia replica in rapida successione a causa delle condizioni meteo sfavorevoli».

Informazioni utili per assistere allo spettacolo

I biglietti per la data del 4 dicembre sono disponibili al costo di 10 euro, con ridotto 8 euro per under 30, over 65 e docenti.
Acquisto online su vivaticket.com.
Prenotazioni consigliate ai numeri: 338 773 3796349 449 0606.