Io credo: Vivaldi, Fago e Leo in scena a Lecce

Barocco festival XVIII edizione

Domani alle 20.30 un viaggio musicale nel barocco italiano con Coro Giovanile Pugliese e Orchestra Magna Grecia

di Antonio Portolano

Il Barocco Festival Leonardo Leo torna a Lecce con un appuntamento che unisce spiritualità e ricerca musicale. Domani, domenica 28 settembre, alle ore 20.30, nella Chiesa di Sant’Anna, andrà in scena il concerto «Io credo. Dalla Venezia di Vivaldi alle Puglie di Fago e Leo», con il Coro Giovanile Pugliese e l’Orchestra Giovanile Magna Grecia, diretti da Luigi Leo.

Barocco, fede e identità culturale

Giunto alla sua XXVIII edizione, il Festival approda nuovamente nel cuore della capitale del barocco pugliese. L’iniziativa è organizzata dalla Città di San Vito dei Normanni, insieme al Comune di Brindisi, al Ministero della Cultura e alla Regione Puglia, con il sostegno della Prefettura di Brindisi. Anche per questo evento sarà adottata la formula del biglietto rovesciato: il pubblico paga il ticket solo al termine del concerto.

Il programma intreccia tre grandi scuole del barocco italiano: la tradizione veneziana di Antonio Vivaldi, la scuola napoletana di Leonardo Leo e Nicola Fago – entrambi originari della Puglia – e la linea bolognese di Giovanni Battista Martini. Un confronto che non è solo geografico ma anche estetico: teatralità e immediatezza a Venezia, contrappunto raffinato ed espressività intensa a Napoli, severità intellettuale ed equilibrio formale a Bologna.

Il programma musicale

Il concerto si apre con il Credo RV 591 di Antonio Vivaldi, composto probabilmente tra il 1715 e il 1720 per l’Ospedale della Pietà. Opera di grande compattezza, alterna omoritmia e fugati rapidi, con una scrittura chiara e potente.

Segue il Magnificat a 4 concertato di Giovanni Battista Martini, figura centrale della scuola bolognese e influente teorico europeo del Settecento. Qui il contrappunto rigoroso si stempera in soluzioni armoniche moderne e sorprendenti.

Il cuore del programma è affidato a due prime esecuzioni in epoca moderna:

  • il Credo in mi minore di Nicola Fago, esempio magistrale della “scuola dei maestri” napoletana, che alterna rigore e intensa espressività armonica;
  • il Credo di Leonardo Leo, compositore di San Vito dei Normanni, caratterizzato da chiarezza formale, cromatismo sapiente e scrittura vocale idiomatica.

A chiudere il percorso, Vivaldi ritorna con il Salmo Laetatus sum RV 607, mottetto corale che unisce solennità liturgica e vitalità teatrale. Come scrisse Benedetto Marcello a proposito del maestro veneziano, la sua musica «rende la devozione non meno viva della scena teatrale».

Musica come fede e modernità

«Io credo» non è solo un titolo ma un viaggio nella musica come espressione di fede e identità culturale. Il programma dimostra come il barocco, pur a distanza di secoli, sappia ancora parlare al presente, trasformando la liturgia in esperienza estetica universale.