Ignazio Deg porta Sulle scale di Ostuni a Sanremo 2026. Un percorso tra folk contemporaneo, cinema e identità pugliese
di Antonio Portolano
Il viaggio artistico di Ignazio Deg trova una nuova dimensione. Sulle scale di Ostuni arriva a Sanremo, trasformando un racconto musicale nato tra le pietre della Puglia in un’esperienza condivisa nella settimana più importante della musica italiana. Questo debutto a Sanremo rafforza il posizionamento di Ignazio Deg tra i nuovi interpreti della musica indipendente italiana, ampliando la visibilità del progetto culturale e territoriale legato alla Puglia anche su scala nazionale e internazionale.

Sanremo come passaggio naturale
C’è una linea sottile che unisce le scale bianche di Ostuni alle luci della città ligure. È una traiettoria fatta di memoria, visione e identità, che oggi conduce Ignazio Deg al centro della scena indipendente nazionale. Il cantautore pugliese sarà tra i protagonisti di Il MEI ti ascolta a Sanremo 2026, una delle vetrine più autentiche della settimana del Festival.
Venerdì 27 febbraio, in Piazza Bresca, l’artista porterà dal vivo Sulle scale di Ostuni, un brano che nel giro di pochi mesi è diventato un manifesto emotivo. Non è soltanto una canzone, ma una costruzione visiva e simbolica. La scrittura di Deg si muove tra suggestioni cinematografiche e immagini evocative. «Non è solo una canzone, ma un’immagine sospesa: una figura, un ricordo, un passo lento tra pietra e luce».
La selezione del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti conferma la forza di un percorso costruito con coerenza. Solo 22 artisti scelti tra oltre 250 proposte. Un riconoscimento che testimonia una crescita costante e una identità definita. La presenza nella settimana del Festival rappresenta una opportunità di networking artistico e professionale, con ricadute concrete sulla promozione della filiera musicale pugliese, dell’audiovisivo e del turismo culturale, in linea con le nuove strategie di sviluppo delle economie creative.

Il senso di Sulle scale di Ostuni
Il brano nasce da una visione. È un racconto sospeso, costruito su simboli, ritualità e memoria collettiva. Nel videoclip, ambientato nel centro storico di Ostuni, la città diventa protagonista. Le scale non sono solo architettura, ma luogo narrativo, spazio di attesa e trasformazione.
La regia di Luca Joe Cucci costruisce un dialogo con il cinema d’autore italiano, richiamando atmosfere che rimandano a Malèna di Giuseppe Tornatore. Il risultato è un linguaggio visivo che unisce sacralità, silenzio e tensione emotiva.
La presenza dell’attrice Nicol Battista e della Banda di Ceglie Messapica rafforza la dimensione rituale. La processione evocata nel video diventa metafora di comunità e appartenenza. La musica, tra folk e pop contemporaneo, costruisce una dimensione sonora che dialoga con la tradizione senza nostalgie. Il progetto si inserisce nel crescente dialogo tra musica, cinema e valorizzazione territoriale, un modello sempre più centrale nelle strategie culturali contemporanee, capace di generare identità e storytelling per territori ad alta vocazione turistica.

Un’identità costruita nel tempo
Ignazio Deg non è un artista emergente nel senso tradizionale. Il suo percorso è graduale, coerente, radicato. Non rincorre le mode, le attraversa. «La sua musica si muove tra pop contemporaneo e suggestioni mediterranee, con un’estetica che guarda al dettaglio, alla memoria, al simbolo».
Negli ultimi anni ha consolidato una presenza sempre più riconoscibile. La sua poetica si basa su luoghi vissuti, immagini concrete, emozioni non filtrate. È un approccio che guarda alla narrazione più che al format radiofonico.
Dalla radio alla scrittura
Nato a Mesagne, in provincia di Brindisi, Deg cresce in un contesto dove la musica popolare convive con il linguaggio contemporaneo. Inizia come speaker e DJ, collaborando con Radio Ciccio Riccio. Questa esperienza costruisce una sensibilità comunicativa che oggi si riflette nella sua scrittura.
Il passaggio alla dimensione cantautorale avviene nel 2017 con Il tempo che c’è, primo singolo che segna l’avvio di una produzione costante. Da quel momento la sua ricerca si orienta verso un equilibrio tra radici e modernità.
Una discografia in evoluzione
La discografia di Ignazio Deg è interamente costruita attraverso singoli. Un percorso che racconta una crescita artistica continua. Dopo Il tempo che c’è, arrivano Presto, Voglia di T(h)e, Viento nel Viento, Estate Grande, Uguali, Come Sale, fino a lavori più maturi come Nuda in Ciabatte, Tutti di fretta, Chi non si arrende non perderà mai, DOMANI CHE NE SOO e Allucinante.
Con Puglia Nuova e Sulle scale di Ostuni, il cantautore entra in una fase di piena consapevolezza. La musica diventa strumento di racconto territoriale e culturale, non come semplice celebrazione delle radici, ma come rilettura contemporanea capace di dialogare con il presente.

Posizionamento digitale e pubblico
Negli ultimi anni, Ignazio Deg ha sviluppato una presenza crescente sulle piattaforme di streaming e sui social, costruendo un pubblico trasversale per età e provenienza geografica. Questo approccio digitale consente di amplificare la diffusione della musica indipendente italiana, favorendo una connessione diretta con ascoltatori, festival e operatori del settore.
Sanremo e il valore territoriale
La presenza al MEI durante la settimana del Festival ha un valore simbolico e strategico. Sanremo è una piattaforma culturale e mediatica. In questo contesto, il progetto di Ignazio Deg assume anche una dimensione economica e territoriale.
La Puglia diventa narrazione esportabile. Luoghi, tradizioni, immaginario diventano contenuti culturali. Questo approccio si inserisce in una visione più ampia della musica come leva di promozione turistica e identitaria. Questa dinamica rafforza il ruolo degli artisti come ambasciatori culturali, contribuendo alla costruzione di nuove narrazioni identitarie e alla competitività internazionale delle destinazioni culturali italiane.
Sanremo non è una destinazione finale. È un punto di convergenza. «Sanremo, in questo contesto, non è solo una tappa. È un passaggio naturale. Un punto di convergenza tra ciò che è stato e ciò che sta per accadere».
Il futuro oltre il Festival
Il percorso di Ignazio Deg si muove tra musica, audiovisivo e storytelling territoriale. Il dialogo con il cinema e la costruzione di un immaginario coerente indicano una direzione precisa. Non solo canzoni, ma opere narrative.
Mentre Sulle scale di Ostuni risuonerà tra i vicoli di Sanremo, il progetto artistico dell’autore pugliese continuerà a costruire ponti tra tradizione e contemporaneità. Alcune storie non si limitano a essere ascoltate. Si riconoscono. In un panorama musicale sempre più globale, la capacità di coniugare radici locali e linguaggio universale rappresenta un vantaggio competitivo decisivo. Il percorso di Ignazio Deg dimostra come la musica possa diventare uno strumento di innovazione culturale, promozione territoriale e crescita sostenibile delle industrie creative.




