Il concerto Gospel Rock di Brindisi Tabernacle unisce coro gospel e band rock nel foyer del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi
di Antonio Portolano
Il gospel incontra il rock senza perdere identità. È questa la sfida di Gospel Rock, il concerto in programma mercoledì 25 febbraio alle 20.30 nel foyer del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, secondo appuntamento della rassegna Verdi in Rock.
La combinazione tra gospel e rock
Quando il gospel entra nel rock, il rischio è perdere la centralità della voce. Qui accade il contrario. In Gospel Rock la matrice resta corale: armonie stratificate, dialogo tra solisti e coro, risposta collettiva. A sostenere l’impianto vocale c’è una band completa con chitarre elettriche, basso, tastiere e batteria. Il suono si fa più compatto, la ritmica più netta, ma la funzione del coro rimane intatta.
È un’ibridazione consapevole. Non una semplice contaminazione stilistica, ma una scrittura che amplia l’impatto sonoro del gospel tradizionale inserendolo in una struttura rock. Alternanza di pieni corali e sezioni strumentali, spazio ai solisti, costruzione dinamica pensata per il live. Il pubblico si trova davanti un concerto basato su voci, ritmo e presenza scenica, senza effetti superflui.

I fatti: data, biglietti e progetto artistico
Il concerto è promosso dall’associazione di promozione sociale Brindisi Tabernacle e si inserisce nel cartellone Verdi in Rock del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi. I biglietti sono disponibili al prezzo unico di 10 euro online su rebrand.ly/GospelRock e al botteghino del teatro dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 17.30 alle 19.30, oltre che il giorno dello spettacolo dalle 11 alle 13 e dalle 19 alle 20.30. Informazioni al numero 0831 562 554 e via mail a botteghino@nuovoteatroverdi.com.
Il progetto nasce da un percorso già consolidato nella scena internazionale. L’idea di un gospel aperto alle sonorità contemporanee trova precedenti nel lavoro di Kirk Franklin, Tye Tribbett, Israel Houghton, Clint Brown e Brandon Lake. Tra i riferimenti anche Rique Pantoja, musicista capace di attraversare jazz, pop e gospel con una cifra contemporanea.
La proposta brindisina si muove in quella direzione, ma con una costruzione calibrata per il contesto live. L’alternanza tra parti corali e interventi strumentali è il cuore drammaturgico dello spettacolo. L’attenzione resta sulla voce. Il rock diventa amplificatore emotivo.
Brindisi Tabernacle: formazione, rete internazionale e produzione
Attiva dal 2019, Brindisi Tabernacle ha costruito un settore musicale stabile che integra formazione e produzione artistica. Il nucleo principale è il BT Gospel Choir, ensemble che riunisce cantanti e musicisti con percorsi diversi e lavora su arrangiamenti vocali e repertori che uniscono gospel moderno, pop e soul.
Accanto al coro operano i BT Gospel Singers, formazione più ridotta, e i progetti didattici BT Gospel Kids e BT Gospel Teens, rivolti ai più giovani. Il lavoro non si limita alla performance. Comprende studio degli arrangiamenti, educazione al ritmo, costruzione del suono d’insieme. Il concerto diventa restituzione pubblica di un percorso educativo.
Negli anni l’associazione ha attivato collaborazioni internazionali. Tra queste il cantante statunitense Joshua Sherman, Jnr Robinson dal Regno Unito, Durell Comedy e lo stesso Rique Pantoja. Un rapporto costante è quello con il BT Gospel Choir di Brooklyn, che ha contribuito a definire impostazione vocale e suono complessivo del progetto. Da queste relazioni sono nati concerti, workshop e produzioni condivise.
Sul piano discografico, oltre a diverse registrazioni dal vivo, l’associazione ha pubblicato l’inedito “Cry Holy”, realizzato con Joshua Sherman della Calvary Chapel di Boynton Beach, in Florida.

L’attività live e l’impatto sul territorio
Il BT Gospel Choir ha portato la propria attività in teatri, piazze e festival di diverse regioni italiane. A Brindisi gli appuntamenti sono ricorrenti tra il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, il Teatro Impero e l’ex Convento di Santa Chiara, sede dei concerti estivi e natalizi.
Il repertorio alterna brani della tradizione gospel, riletture contemporanee e produzioni originali. In questo contesto, Gospel Rock rappresenta un passaggio coerente. Non una svolta improvvisa, ma l’evoluzione naturale di un percorso che mira a mantenere la struttura corale del gospel inserendola in un impianto sonoro più diretto.
Dal punto di vista territoriale, l’operazione consolida il ruolo del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi come spazio aperto ai linguaggi musicali contemporanei. Il foyer, per dimensione e acustica, favorisce un ascolto ravvicinato. Riduce la distanza tra interpreti e pubblico. È una scelta coerente con la natura partecipativa del gospel, che nasce come pratica comunitaria.

Una scrittura musicale che resta fedele al messaggio
La struttura del programma alterna momenti corali, interventi solisti e sezioni strumentali. La band sostiene senza sovrastare. La voce resta il centro. Il ritmo diventa motore narrativo.
Portare il gospel nel rock significa tradurre una tradizione in un linguaggio contemporaneo senza snaturarla. Qui la funzione originaria rimane chiara: cantare insieme e far arrivare un messaggio. La forza sta nell’equilibrio. Tra energia elettrica e coralità. Tra formazione e spettacolo. Tra territorio e respiro internazionale.
Gospel Rock al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi è dunque più di un concerto. È la sintesi di un percorso artistico e formativo che mette al centro la comunità, la voce e la qualità esecutiva.




