Fuga dai campi, braccianti in calo del 15 percento

Migranti a lavoro nei campi

Susca (Flai Cgil Bari) denuncia l’esodo dal lavoro agricolo e le condizioni di sfruttamento: applicare la legge 199/2016 contro il caporalato

«A proposito di contrasto al caporalato in agricoltura, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Gianluca Susca, Segretario Generale Flai Cgil Bari».

di Gianluca Susca

BARI – Una riduzione del 15% in dieci anni. È il dato relativo al numero dei braccianti agricoli presenti negli elenchi anagrafici della provincia di Bari. Nel 2017 il totale delle lavoratrici e dei lavoratori censiti si attestava a 38.868 unità. Nel 2024 ne risultano inseriti 32.992.

Diminuzione dei braccianti agricoli e rischio esodo dal settore

Questa evidenza, spiega Gianluca Susca, Segretario Generale Flai Cgil Bari, «ci preoccupa perché è indice di un vero e proprio esodo dai campi che potrebbe avere ripercussioni su un settore principale quale appunto quello agricolo, per la crescita economica e la produzione della ricchezza nella nostra regione».

Le ragioni dell’abbandono: sfruttamento, paura e mancanza di diritti

«Dai campi non si fugge solo per ragioni di carattere economico. La nostra presenza capillare sul territorio e l’attività di supporto, tutela e assistenza che offriamo spesso ci fa incontrare lavoratrici e lavoratori vittime di sfruttamento e caporalato che però non denunciano perché temono le conseguenze, rendendosi così vittime due volte».

A rendere ancor più grave il fenomeno è che, nella maggior parte dei casi, «le vittime dell’intermediazione illecita di manodopera, che vengono cioè reclutate per prestare attività lavorativa presso terzi, sono persone che versano in gravi difficoltà, per cui c’è chi approfitta del loro stato di bisogno».

Confronto sulla legge 199/2016 con istituzioni, Inps, Inail e ispettorato

Di contrasto al caporalato in agricoltura, con la piena attuazione della legge 199 del 2016, si parlerà nell’iniziativa organizzata dalla Flai Cgil Bari nel Museo Archeologico di Rutigliano alle 17.30.

Dopo i saluti di Giuseppe Valenzano, sindaco di Rutigliano, Antonio Ligorio, segretario generale Flai Cgil Puglia, e Domenico Ficco, segretario generale Cgil Bari, introdurrà i lavori Gianluca Susca, Segretario Generale Flai Cgil Bari.

Interverranno:
Marco Barbieri, docente di diritto del lavoro all’Università di Bari;
Michele Campanelli, direttore dell’Ispettorato del Lavoro di Bari;
Stefania Fornaro, vice prefetto di Bari;
Michele Lorenzelli, direttore Inail Bari;
Valentina Tucci, dirigente della vigilanza ispettiva dell’Inps di Bari.
Concluderà i lavori Giovanni Mininni, Segretario Generale Flai Cgil Nazionale.

Sindacato di strada e condizioni di sfruttamento quotidiano

«L’esperienza del sindacato di strada – continua Gianluca Susca – ci porta a intercettare lavoratrici e lavoratori che spesso ignorano l’esistenza dei contratti di lavoro e di conseguenza non conoscono neanche i loro diritti fondamentali»-

«Non potendo recarsi presso le nostre strutture territoriali, andiamo a trovarli direttamente sui posti di lavoro. Il nostro obiettivo è proprio quello di prevenire o far emergere fenomeni di sfruttamento e caporalato, di cui spesso sono vittime soprattutto i migranti e le donne».

Susca elenca le condizioni tipiche dello sfruttamento che la Flai Cgil combatte quotidianamente: «salari al di sotto dei minimi legali, orari di lavoro estenuanti, assenza di tutele legali, sanitarie e di sicurezza, trasporti pericolosi o inadeguati e alloggi precari o inesistenti».