Frescobaldi in concerto al Verdi in Rock, Mai più guerra

Verdi in Rock

Al Nuovo Teatro Verdi il progetto Verdi in Rock ospita la scuola Frescobaldi: studenti e docenti in un concerto pop-rock contro la guerra

di Antonio Portolano

C’è una frase di Fabrizio De André che attraversa la storia della musica italiana come una promessa civile: «Lungo le sponde del mio torrente voglio che scendan i lucci argentati, non più i cadaveri dei soldati portati in braccio dalla corrente». Da quella visione prende forma il concerto “Mai più guerra”, un progetto musicale che mette insieme giovani interpreti, docenti e pubblico attorno a una domanda universale: può la musica diventare uno spazio di riflessione civile e di convivenza?

L’appuntamento è mercoledì 18 marzo alle 20.30 al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, dove la Scuola di musica Girolamo Frescobaldi salirà sul palco all’interno della rassegna Verdi in Rock, il progetto culturale che porta le scuole musicali della città a dialogare direttamente con il pubblico attraverso il linguaggio della musica contemporanea. Non soltanto un concerto ma un racconto musicale costruito da studenti e insegnanti che scelgono di affrontare un tema antico quanto la storia: il rifiuto della guerra.

Il contesto: Verdi in Rock e il ruolo del Nuovo Teatro Verdi

Il concerto “Mai più guerra” si inserisce nel calendario di Verdi in Rock, la rassegna promossa dal Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, uno dei principali poli culturali della città pugliese. Negli ultimi anni il progetto ha costruito un ponte tra la formazione musicale e il pubblico, trasformando il teatro in uno spazio di incontro tra studenti, docenti e spettatori.

All’interno di questo percorso la Scuola di musica Girolamo Frescobaldi rappresenta una delle realtà formative più attive del territorio. Il concerto porta in scena i laboratori musicali dell’istituto, che lavorano su repertori contemporanei capaci di unire generi diversi – pop, rock, soul, funk e jazz – e di costruire una narrazione musicale che attraversa sensibilità differenti.

Il titolo “Mai più guerra” non è soltanto una suggestione artistica ma una dichiarazione chiara che orienta l’intero programma della serata.

Scuola di musica Girolamo Frescobaldi

I protagonisti: studenti e docenti della scuola Frescobaldi

Sul palco del Nuovo Teatro Verdi saliranno gli allievi dei laboratori musicali della Scuola Frescobaldi, guidati da docenti che da anni lavorano sulla formazione artistica dei giovani musicisti.

La prima parte del concerto è affidata al Laboratorio Pop-Rock, diretto dal maestro Alessandro Muscillo. Il repertorio attraversa epoche e stili diversi, dimostrando come la musica popolare internazionale sia diventata negli anni una sorta di archivio condiviso di emozioni e storie.

Tra i brani in programma figurano: “For Your Eyes Only” di Sheena Easton – “He Won’t Go” di Adele – “Running Up That Hill” di Kate Bush – “Perfect Day” di Lou Reed – “Narcotic” dei Liquido – “One” degli U2. Canzoni nate in contesti artistici molto diversi ma unite dalla capacità di parlare a pubblici differenti e di attraversare il tempo.

Il momento narrativo: la voce di un bambino nella guerra

Uno dei passaggi più personali del concerto arriva con la reinterpretazione di “Pick Up the Pieces” degli Average White Band. Su questo classico del funk la cantante Aurora presenta un testo originale scritto da lei stessa.

Il brano diventa il racconto immaginario di un bambino che attraversa le rovine di una guerra e continua a immaginare un futuro diverso. Le parole scorrono come un monologo fragile e ostinato: «I’m a child of fire, walking through the smoke… I dream of peace someday in a world torn apart». In questo modo un brano storico della musica funk si trasforma in una piccola scena narrativa, quasi una lettera dal fronte scritta da chi non dovrebbe conoscere la guerra.

“One” degli U2 come asse morale del concerto

Tra i momenti simbolicamente più forti del programma spicca “One” degli U2, pubblicata nel 1991 nell’album Achtung Baby. Scritta da Bono, la canzone nasce come riflessione sulle fratture personali, sociali e politiche che attraversano il mondo contemporaneo.

Il titolo stesso suggerisce un’idea precisa: l’umanità come comunità unica nonostante le divisioni. In un concerto intitolato “Mai più guerra”, questo brano assume il valore di un vero e proprio punto di equilibrio morale del programma.

L’improvvisazione multistile tra funk e jazz

La seconda parte del concerto esplora invece il territorio dell’improvvisazione contemporanea. Il segmento è guidato dal maestro Carlo Gioia e propone un repertorio che mette in dialogo diversi linguaggi musicali.

In programma: “Another Star” di Stevie Wonder, “Cantaloupe Island” di Herbie Hancock – la rilettura di “Stayin’ Alive” degli Electro Deluxe – l’energia di “Uptown Funk” di Mark Ronson. Questa sezione mostra come la musica contemporanea sia sempre più costruita su contaminazioni stilistiche, dove funk, jazz, soul e pop convivono all’interno di un paesaggio musicale aperto.

Verdi in Rock, il calendario degli appuntamenti

Il finale corale con i Metallica

La chiusura della serata è affidata al Laboratorio Corale diretto dalla docente Chiara Furguglietta. Il brano scelto è “Nothing Else Matters” dei Metallica, una delle ballate più celebri della storia del rock.

Nata nel mondo del metal degli anni Novanta, la canzone è diventata negli anni un simbolo della dimensione emotiva della musica rock. Nella versione corale proposta dal laboratorio il brano assume un carattere ancora più collettivo, trasformandosi in un finale che riporta tutto all’essenziale: la forza della voce condivisa.

Musica e pace: il significato culturale dell’iniziativa

Il concerto “Mai più guerra” si inserisce in una lunga tradizione culturale che vede la musica come strumento di riflessione civile. A un certo punto del Novecento lo scrittore e filosofo Albert Camus ha scritto una frase rimasta celebre: «La pace è l’unica battaglia che valga la pena di combattere».

La musica non può fermare un conflitto, ma possiede una capacità particolare: creare uno spazio simbolico in cui persone con lingue, culture e storie diverse possono condividere lo stesso ascolto. Un concerto diventa così un luogo di convivenza temporanea nel quale pubblico e artisti partecipano alla stessa esperienza.

L’impatto culturale sul territorio

Eventi come questo hanno un valore importante per la vita culturale di Brindisi e della Puglia. Coinvolgere giovani musicisti in progetti pubblici rafforza il rapporto tra formazione musicale e comunità cittadina. Il Nuovo Teatro Verdi diventa non solo luogo di spettacolo ma anche spazio educativo e culturale.

La partecipazione della Scuola di musica Girolamo Frescobaldi dimostra come le realtà formative locali possano contribuire attivamente alla programmazione artistica della città e alla diffusione della musica contemporanea.

Informazioni e biglietti

Il concerto “Mai più guerra” della Scuola Frescobaldi all’interno della rassegna Verdi in Rock si terrà mercoledì 18 marzo alle 20.30 al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi.

I biglietti sono disponibili al prezzo unico di 10 euro online su rebrand.ly/MaiPiuGuerra e al botteghino del Nuovo Teatro Verdi, aperto il giorno dello spettacolo dalle 11 alle 13 e dalle 19 alle 20.30.

Per informazioni: 0831 562554botteghino@nuovoteatroverdi.com.

Le prospettive

Il concerto del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi pone una domanda semplice ma radicale: può la musica ricordarci che esiste un linguaggio comune prima delle differenze?

La risposta non sta in una dichiarazione ideologica ma in una scena concreta: giovani musicisti, strumenti, voci diverse e un pubblico seduto ad ascoltare. Tutti nello stesso spazio, nello stesso tempo, dentro la stessa musica. E per una sera almeno, la parola pace torna ad avere un suono familiare.