AERO sollecita il MASE a correggere il decreto FER2 e ad accelerare l’avvio delle aste per non perdere investimenti strategici
A proposito di decreto FER2 e aste per l’eolico offshore, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Fulvio Mamone Capria, presidente dell’Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore (AERO).
Le parole del Ministro e la necessità di intervenire sul decreto FER2
«Apprezziamo le parole del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, on. Gilberto Pichetto Fratin, che ha annunciato in audizione al Senato un giro di consultazioni con i proponenti dei progetti di eolico offshore per correggere il decreto FER2 e accelerare la partenza delle aste».
«La proposta di modificare il decreto, un provvedimento indispensabile per dare visibilità di lungo termine agli investimenti nel nostro settore, è utile, ma anche un po’ tardiva rispetto alle segnalazioni da noi suggerite subito dopo la pubblicazione del decreto nell’agosto 2024».

Il ruolo del MASE, del GSE e della Commissione Europea
«Siamo certi che gli uffici competenti del MASE sappiano trovare, con equilibrio e in tempi rapidi, le giuste soluzioni per far partire entro il 2026 le aste del GSE».
«Vale la pena ricordare che lo stesso decreto FER2, concordato con la Commissione Europea da oltre tre anni, prevede già meccanismi di autovalutazione sull’assegnazione della tariffa incentivante, che potranno consentire al MASE di procedere speditamente».
Linee guida europee e tecnologie innovative
«La stessa Commissione Europea ha emanato a inizio gennaio le linee guida per le tecnologie innovative, linee guida che permettono di trattare con estrema celerità alcune delle questioni sollevate dal Ministro».
Investimenti già sostenuti e necessità di certezze
«I nostri investitori, che hanno già contributo a oneri istruttori VIA per diverse decine di milioni di euro e speso negli ultimi tre anni almeno 300 milioni di euro per l’analisi ambientale e la progettazione delle diverse iniziative in valutazione al MASE, hanno necessità di risposte rapide, chiare e veloci».

Il contesto europeo e il potenziale italiano
«Un cospicuo gruppo di Paesi del Nord Europa punta a realizzare almeno 300 GW di energia dall’eolico offshore al 2050, di cui 100 GW transfrontalieri».
«L’Italia ha oltre 15 GW da poter realizzare nel prossimo ventennio e potrebbe guidare nel Mediterraneo un’importante filiera industriale, competitiva e con grandi sblocchi occupazionali».
Il rischio di perdere investimenti strategici
«Occorre fare presto. La politica deve indirizzare il percorso in maniera costante e celere, perché gli investitori nazionali e internazionali non possono attendere ulteriormente».
«Si rischia di perdere decine di miliardi di investimenti solo per i primi 3,8 GW previsti dal decreto FER2, pregiudicando il posizionamento della filiera industriale e portuale italiana nell’area mediterranea».




