Alla House of Lucie Ostuni la mostra fotografica Female Zorba – Donne del mondo di Maro Kouri, dall’1 al 15 marzo 2026
di Antonio Portolano
OSTUNI (BRINDISI) – C’è una fotografia che non si limita a documentare. Attraversa le fratture del mondo. Abita il trauma senza spettacolarizzarlo. Trasforma la vulnerabilità in potenza narrativa. Maro Kouri lavora così da oltre trent’anni: con uno sguardo che unisce fotogiornalismo, arte e consapevolezza interiore. Ogni immagine è un atto di relazione. Ogni ritratto è una dichiarazione di dignità.

La mostra Female Zorba alla House of Lucie Ostuni
Dal 1 al 15 marzo 2026 la Galleria fotografica House of Lucie Ostuni, in Corso Garibaldi 164, ospita la mostra personale Female Zorba – Donne del mondo di Maro Kouri.
L’inaugurazione è in programma il 1 marzo 2026. Gli orari di apertura sono: mercoledì–sabato 18-21; domenica 10-13.
La mostra fotografica a Ostuni raccoglie un corpus di immagini realizzate in oltre 70 Paesi. È un progetto che attraversa continenti, culture, conflitti e rinascite. Il titolo richiama lo spirito di Zorba (si riferisce al protagonista del romanzo di Nikos Kazantzakis Zorba il greco), simbolo di autenticità, forza interiore e libertà. In questa declinazione, la “Zorba femminile” incarna la capacità delle donne di resistere, creare, amare, sopravvivere.

Female Zorba – Donne del mondo, il cuore del progetto
Le protagoniste di Female Zorba sono donne che vivono ai margini o al centro di trasformazioni epocali.
C’è la donna maori che danza alle prime luci del millennio sulla montagna sacra Hikurangi. Ci sono le donne della township di Soweto nel Sudafrica post-apartheid. La Kalash che sfida i talebani producendo vino e danzando in pubblico. La rifugiata afghana che stringe il neonato sulle rive ventose di Lesbo.
Ci sono la prostituta, la madre spogliarellista, la poetessa tossicodipendente senzatetto, la prigioniera che trova luce nel teatro. La giovane sposa indiana in un matrimonio combinato dall’astrologia. La madre greca nel pieno della crisi economica. L’anziana coppia che coltiva l’amore nel proprio negozio. Donne rom, donne indigene africane, una malata di AIDS che sorride con coraggio.
Ogni immagine è uno specchio. Non c’è distanza tra fotografa e soggetto. C’è empatia. C’è accettazione. C’è la scelta di riconoscere la forza nella fragilità.

Fotografia contemporanea e impegno civile
La fotografia di Maro Kouri nasce nel fotogiornalismo e si espande nella ricerca artistica. Il suo lavoro ha documentato la prima luce del nuovo millennio in Nuova Zelanda, le Olimpiadi di Atene con riprese aeree dallo zeppelin olimpico, la crisi economica greca tra il 2008 e il 2012, la rivoluzione tunisina, le lotte ambientali in India e Bangladesh, la crisi dei rifugiati in Europa, il lavoro minorile in Libano.
Ha collaborato con National Geographic, BBC, La Repubblica, Der Spiegel, Newsweek, Days Japan, Huffington Post. Ha ritratto Nelson Mandela, Umberto Eco, David Bowie, Cesária Évora.
La sua pratica unisce reportage, fine art photography e mentoring. Non è solo testimonianza. È processo trasformativo.

Formazione, mentoring e progetti internazionali
Formatasi con Konstantinos Manos (Magnum) ed Ed Kashi (National Geographic), Maro Kouri ha sviluppato un percorso che integra fotografia e crescita personale.
Attraverso i workshop “Photographing Our Dreams” guida fotografi emergenti nella consapevolezza di sé. Organizza workshop tra i Kalash in Pakistan, in Argentina, con i Sufi in Cappadocia, nel deserto di Siwa, in Oman, alla Scuola di Giornalismo di Parigi, in programmi ambientali Erasmus a Napoli, tra le tribù dell’Etiopia meridionale e della Tanzania.
Ha lavorato con donne nei campi profughi siriani in Libano in collaborazione con UNICEF, con detenute nella prigione femminile di Eleonas con KETHEA, con bambini nella township di Soweto durante la transizione democratica del 1994.
È mentore fotografico 4D Dream, formata in Comunicazione Nonviolenta, e sta completando la formazione terapeutica presso la Humaniversity nei Paesi Bassi.

Libri, documentari e premi internazionali
Tra le pubblicazioni figurano The Ethiopian (2020), realizzato con i suoi studenti per sostenere iniziative sociali, Tribes of Greece e un’edizione collettiva sui Campionati paneuropei di atletica del 1997.
Ha collaborato con Cosmote History Channel e realizzato progetti di Art Therapy con bambini rifugiati a Lesbo. Il suo TEDx “The Gift of Life Through the Photographic Lens” è disponibile online.
Il suo lavoro ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali: Onorificenza UNESCO (2003), 1° Premio Internazionale SCOOP “Albino Talisman” (2009), Medaglia d’oro PX3 per “Greek Crisis: Sparagmos” (2014), Menzione d’onore ND Awards (2016), Premio Onorario della Società Fotografica dell’Oman (2019), Premio “Fotografia • Giustizia • Servizio” (2024), Prix de la Photographie Px3 “Stato del mondo” per “Tribù Kallas, Pakistan” (2025).
Ha esposto in città come Barcellona, Salonicco, New York, Johannesburg, Atene, Parigi, Perpignan (Visa Pour l’Image), al Parlamento europeo e al Parlamento ellenico, all’Athens Photo World Festival, allo Xposure Photo Festival negli Emirati Arabi Uniti, fino alla House of Lucie Ostuni con Female Zorba nel 2026.

Ostuni e la fotografia internazionale
Con Female Zorba, la House of Lucie Ostuni consolida il proprio ruolo nel panorama della fotografia contemporanea in Puglia e nel Sud Italia. La presenza di un’artista con un percorso globale rafforza Ostuni come crocevia culturale tra Mediterraneo ed Europa.
La mostra fotografica a Ostuni non è solo un evento espositivo. È un’esperienza immersiva che invita il pubblico a riflettere su identità, libertà, sorellanza, resilienza femminile.
Un invito alla libertà interiore
In Female Zorba – Donne del mondo, la fotografia diventa gesto etico. Le donne ritratte trasformano la vulnerabilità in potere. Abbracciano la gioia nonostante la disuguaglianza. Si connettono con la propria forza interiore.
La mostra alla House of Lucie Ostuni è un invito chiaro: riconoscere la propria voce, onorare i propri sogni, coltivare una sorellanza fondata su cura e amore reciproco.




