Fanta Rainbow, Didap rivoluziona l’asta del Fantacalcio

Un momento dell'asta sull'App Fanta Raimbow

La web app di Didap digitalizza l’asta del Fantacalcio: nasce tra amici, debutta da Brindisi e punta su gioco, distanza e gamification

di Antonio Portolano

Prima non c’erano una startup, un business plan o uno studio di mercato. C’erano degli amici che dovevano fare l’asta del Fantacalcio. Oggi c’è Fanta Rainbow.

«Fanta Rainbow nasce sulla base di un’esigenza semplice, nata tra amici per un utilizzo interno e privato, e diventata prodotto per la popolarità e la diffusione che il fenomeno del fantacalcio ha preso in questi anni».

A raccontarlo è William Vesnaver, uno degli sviluppatori che quella prima soluzione l’ha ideata e contribuito a costruirla. All’inizio serviva a loro. Poi è arrivata l’intuizione: quel problema non apparteneva soltanto a un gruppo di amici.

Oggi quella soluzione ha un nome, Fanta Rainbow, ed è appena arrivata online.

La nuova web app porta sul digitale uno dei momenti più attesi e inevitabilmente caotici della stagione calcistica: l’asta del Fantacalcio. Nelle primissime ore dalla pubblicazione, raccontano gli sviluppatori, ha già cominciato a raccogliere interesse e primi riscontri, nonostante la vera campagna di marketing e comunicazione sia ancora in fase di allestimento.

Prima il prodotto, dunque. Poi la promozione.

E il momento è quello giusto: mentre il calciomercato riempie giornali, siti e conversazioni, milioni di appassionati stanno già distribuendo budget virtuali e decidendo su quale attaccante saranno disposti a perdere qualsiasi residuo di razionalità.

William Vesnaver manda in orbita l’App anta Raimbow

Un mercato enorme, uno spazio preciso da occupare

Una ricerca realizzata da Annalect, divisione intelligence e data analytics di Omnicom Media Group, su un campione di 4.000 maggiorenni e sviluppata in collaborazione con Lega Serie A ha stimato che in Italia 34 milioni di persone seguono il calcio, pari al 69% della popolazione maggiorenne.

Dentro questo universo il Fantacalcio ha assunto una dimensione propria: nel luglio 2026 Fantacalcio® viene indicato con oltre 7 milioni di utenti registrati.

È in questa platea che Fanta Rainbow cerca uno spazio preciso.

«Ci sono molteplici strumenti online su tattiche e consigli, principalmente basati su AI, ma nessuno che faccia da gestionale sia dell’asta sia della lega completa», osserva Vesnaver.

Statistiche, algoritmi, probabili formazioni e strumenti basati sull’intelligenza artificiale aiutano ormai a scegliere chi comprare o schierare.

Fanta Rainbow prova a occuparsi di ciò che accade dopo: quando quel giocatore bisogna davvero aggiudicarselo.

Dal link personale al Buzz di Fanta Rainbow

Dal link personale al Buzz: così funziona Fanta Rainbow

L’organizzatore crea l’asta, definisce squadre e regole e genera per ogni partecipante un link personale. Non bisogna installare un’applicazione e chi prende parte all’asta non è obbligato a registrarsi o creare una password.

Si apre il link dal telefono e si entra.

La piattaforma non prevede un limite prefissato al numero di squadre partecipanti e permette di personalizzare crediti, rilancio minimo, durata del countdown e composizione della rosa. Il listone può essere importato dal CSV di Fantacalcio.it.

Il banco prevede due fasi. Nell’urna i giocatori possono essere estratti casualmente e messi all’asta; poi si passa alla chiamata, selezionando per nome quelli necessari a completare le squadre.

Quindi entra in scena il Buzz.

Il giocatore è sul banco, parte il conto alla rovescia, qualcuno rilancia dal telefono e il countdown riparte. Si continua fino a quando il tempo scade: l’ultimo offerente si aggiudica il calciatore.

Dietro questa semplicità il sistema controlla budget e composizione delle rose, impedisce nuovi acquisti nei reparti già completi, conserva i crediti necessari a terminare la squadra e consente all’organizzatore di annullare un’aggiudicazione errata. Anche rilanci praticamente simultanei vengono gestiti senza sovrapposizioni.

Fogli Excel, appunti, conti a mano e giocatori segnati due volte escono così dal tavolo.

Meno gestione. Più asta.

L’app Fanta Raimbow operativa

Gli amici cambiano città, la lega no

La distanza è uno dei problemi più concreti affrontati dal progetto.

Le leghe durano spesso più delle geografie dei loro partecipanti: c’è chi parte per l’università, chi cambia città per lavoro, chi rimane a Brindisi e chi si trasferisce a centinaia di chilometri.

Fanta Rainbow consente di svolgere la stessa asta nella stessa stanza oppure completamente da remoto.

Ogni dispositivo vede lo stesso countdown, sincronizzato con il server. Se la connessione cade, lo stato dell’asta resta memorizzato e al rientro si ritrovano crediti, rosa e sessione. Quando invece i partecipanti sono insieme, una TV o un monitor possono diventare il tabellone condiviso sul quale seguire giocatore, rilanci e aggiudicazione.

La tecnologia elimina la distanza senza togliere il rito.

Per gli sfottò, eventualmente, basta una videochiamata.

L’app Fanta Raimbow

L’asta finisce, il gioco continua

Fanta Rainbow non è stata pensata soltanto per la sera dell’asta.

La piattaforma comprende anche lega, rose e formazioni, con campionati head-to-head o a punti totali, e utilizza meccaniche di gamification per accompagnare la stagione.

Ci sono gli achievement, i Rainbow Credits ottenuti giocando e non acquistabili con denaro, e un album digitale di carte con bustine da aprire attraverso i crediti conquistati.

È un passaggio importante anche dal punto di vista del prodotto: non una utility da utilizzare poche ore all’anno, ma un ambiente che prova a mantenere attiva la community nel tempo.

Il modello commerciale resta semplice: 10 euro una tantum per lega, pagati dall’organizzatore, senza abbonamento e senza costi individuali per gli altri partecipanti.

Ed è a questo punto che la storia cambia prospettiva.

Perché dietro Fanta Rainbow non c’è una grande società del gaming.

Ci sono cinque ragazzi del Brindisino.

William Vesnaver, 31 anni, CTO, full stack developer e product designer di Didap

Il dream team di Didap: circa 29 anni di media

Fanta Rainbow è uno dei prodotti di Didap, startup innovativa nata a Brindisi e operativa dal 1° luglio 2022, attiva nello sviluppo di soluzioni digitali e nella ricerca e sviluppo sulle nuove tecnologie, con particolare attenzione a intelligenza artificiale, gamification, sviluppo software e product design.

Il team è composto da cinque professionisti.

Barbara Haxhi, 32 anni, è founder, project manager e responsabile comunicazione; William Vesnaver, 31, CTO, full stack developer e product designer; Cristiano Soleti, 32, full stack developer; Alessandro Caroli, 20, junior developer e più giovane del gruppo; Vitantonio Tasco, 32, designer.

In cinque fanno 147 anni, circa 29 anni di media.

Qualche anno fa sarebbe probabilmente bastata l’etichetta «nerd». Oggi li descrive meglio l’espressione product builder: professionisti capaci di partire da un problema e seguire internamente prodotto, design, sviluppo, infrastruttura e messa online.

Sul sito di Didap il concetto è condensato in quattro parole: «The team is the feature».

E il metodo viene spiegato ancora più chiaramente: «Lavoriamo full-stack davvero, backend, frontend, infrastruttura, mobile, integrazioni. Niente compromessi: il codice che mettiamo online lo scriviamo, testiamo e portiamo in produzione noi».

Sotto il Buzz c’è software vero

Anche Fanta Rainbow riflette questo approccio.

Sotto la grafica colorata lavorano Nuxt 4, Vue 3, Tailwind CSS v4, PostgreSQL, Stripe, storage S3 e Docker. Più della lista delle tecnologie, conta però ciò che consentono di fare: sincronizzare il countdown, gestire rilanci concorrenti, controllare crediti e rose e impedire assegnazioni incoerenti.

L’utente vede un pulsante.

Il sistema deve fare in modo che funzioni tutto il resto.

L’app SchoolRaising

Da TeamSystem a Londra, Madrid e Berlino

Fanta Rainbow arriva dopo meno di quattro anni nei quali Didap ha lavorato con aziende, enti e realtà italiane e internazionali.

Nel percorso figurano TeamSystem, CETMA, SUDEL, TMI, Comune di Brindisi, Tonus Tech a Londra, Treepli a Madrid e SchoolRaising a Berlino.

Le competenze maturate spaziano da gestionali e applicazioni mobile a piattaforme web, crowdfunding, portali turistici, siti corporate e prodotti digitali su misura.

Per TeamSystem il gruppo ha sviluppato un gestionale per flotte automotive.

Per SUDEL ha realizzato NX-TAB, applicazione Android che trasforma un tablet nel punto di controllo dei sistemi di sicurezza NOVA X, integrando allarme, domotica e videosorveglianza.

Per TMI, azienda specializzata nei sistemi di aspirazione e ventilazione per cucine professionali e ambienti industriali, ha sviluppato TMI Regolo, applicazione Android pubblicata sul Google Play Store.

A queste esperienze si aggiungono Treepli, SchoolRaising, CETMA, Tonus Tech e il Comune di Brindisi.

Mercati diversi, problemi diversi, la stessa logica: costruire software intorno a un bisogno concreto.

La piattaforma Le Rotte di Portolano ottimizzata da Didap

Le Rotte di Portolano, il turismo trasformato in software

È il caso anche di Le Rotte di Portolano, uno dei progetti più significativi del portfolio.

Il tour operator nautico, con quasi vent’anni di esperienza, opera nel mondo dei charter di catamarani, caicchi e barche a vela e delle crociere personalizzate, tra Sud Italia, Eolie e Sicilia ma anche Croazia, Turchia, Polinesia Francese e Isole Vergini Britanniche.

Per Le Rotte di Portolano, Didap non ha costruito una semplice vetrina online, ma un SaaS su misura che gestisce flotta, itinerari e clienti, dal primo contatto fino alla conclusione del viaggio.

Il paragone con Fanta Rainbow rende bene il mestiere.

Da una parte barche, itinerari e viaggiatori. Dall’altra giocatori, rose e crediti.

In entrambi i casi si parte da un processo reale e lo si trasforma in software.

Dal territorio ai prodotti proprietari

Accanto allo sviluppo tecnologico, Didap ha lavorato anche su branding, comunicazione ed esperienze digitali per progetti culturali e territoriali come Brindisi Appia Vino Mare, Palio di Sant’Elia ed EolieAmore Fest.

Ora l’azienda sta aprendo una fase diversa.

Dopo lo sviluppo prevalentemente per terzi, punta sempre di più su prodotti proprietari e scalabili. Il sito li raccoglie sotto il marchio PROd by Didap.

Oltre a Fanta Rainbow ci sono Bin or Deal, aggregatore di annunci provenienti da marketplace europei rivolto ai collezionisti; CityFix, piattaforma che mette in relazione cittadini, amministrazioni e fornitori per la gestione delle segnalazioni urbane; e Cruciverba Lab, dedicata ai giochi di parole online.

The Qube, incubatore certificato dal MIMIT, affianca Didap come partner strategico per finanza agevolata e programmi pubblici italiani ed europei.

È questo il passaggio imprenditoriale più interessante: utilizzare le competenze accumulate costruendo prodotti per altri per provare a creare tecnologia propria, verificandone direttamente mercato e capacità di crescita.

L’app Fanta Raimbow in funzione

Cinque brindisini, una startup che guarda fuori

I numeri bastano a restituire la dimensione della storia.

Cinque professionisti, tutti del Brindisino, circa 29 anni di media. Una startup operativa dal 2022. Progetti tra Brindisi, Londra, Madrid e Berlino. Software per automotive, sicurezza, impiantistica, turismo, pubblica amministrazione e servizi digitali. E adesso una linea di prodotti proprietari.

UnoGenio racconta Fanta Rainbow nelle sue prime ore di vita pubblica, quando la campagna di comunicazione deve ancora partire e il prodotto deve ancora misurarsi davvero con il mercato.

Il punto di partenza, però, è già chiaro.

Tutto è cominciato da alcuni amici che volevano fare meglio la loro asta del Fantacalcio.

Hanno scritto del codice.

Quel codice oggi è un prodotto.

Da Brindisi il banco di Fanta Rainbow è aperto.

I conti li fa il software. Il rilancio decisivo, per fortuna, resta una faccenda personale.