ETNO FEST a Mesagne: musica, cultura e integrazione

Orchestra popolare Via Leuca

Due serate imperdibili in piazza Orsini del Balzo oggi e domani tra sonorità internazionali, artigianato etico e riflessioni sulle migrazioni

di Antonio Portolano

Mesagne si prepara a vivere due giornate all’insegna della musica dal vivo, del dialogo tra culture e della solidarietà. L’ETNO FEST debutta con artisti internazionali, sapori dal mondo e un messaggio forte: integrazione, tradizione e futuro si costruiscono insieme.

La festa delle culture a Mesagne

Oggi e domani, piazza Orsini del Balzo si trasformerà nel cuore pulsante dell’ETNO FEST, evento organizzato dall’associazione Arci La Manovella con la collaborazione del SAI – Sistema di Accoglienza Internazionale e della Cooperativa Rinascita, con il patrocinio della Città di Mesagne e il sostegno della Regione Puglia.

Un festival che va oltre l’intrattenimento e diventa occasione concreta di incontro, scambio e riflessione. Al centro ci sono le migrazioni, l’integrazione e il Mediterraneo, raccontati attraverso le voci degli artisti, i sapori del cibo e la manualità degli artigiani.

Gabriele Colucci: «Un progetto nato dal basso»

«Il successo che questa prima edizione nella fase di preparazione ha riscosso all’interno della comunità di Mesagne e regionale è un segnale incoraggiante per i volontari impegnati con cura in ogni dettaglio – afferma Gabriele Colucci, presidente di Arci La Manovella –. È un progetto che nasce dal basso, da un’idea semplice e potente: musica, cibo e relazioni possono diventare strumenti concreti di dialogo e inclusione».

Accanto all’entusiasmo dei volontari, anche il sostegno della Confesercenti provinciale Brindisi e di importanti aziende vitivinicole del territorio, che hanno scelto di sposare un’iniziativa che unisce intrattenimento e impegno sociale.

Musica dal mondo: dall’Orchestra Popolare a Sandro Joyeux

Oggi, alle ore 20:30, ad aprire le danze sarà l’Orchestra Popolare di via Leuca, un ensemble multietnico che racconta la nuova Puglia attraverso pizziche, ballate e sonorità globali. Sul palco anche la cantautrice mesagnese Beatrice Randino, voce raffinata e autentica del territorio.

Domani toccherà a Sandro Joyeux, definito la «voce nomade dell’Africa in Europa». Artista franco-italiano con una biografia intensa e anticonvenzionale, ha trasformato una sfida personale – un grave problema all’udito fin dall’infanzia – in un viaggio musicale straordinario.

Dopo gli studi al Conservatorio e l’esperienza nel Coro della Radio Nazionale Francese, Joyeux ha costruito un repertorio che fonde afrobeat, reggae e suoni tradizionali africani. Canta in francese, italiano, arabo e nei dialetti dell’Africa occidentale. Con il progetto AntischiaviTour ha portato la sua musica nei campi dei braccianti migranti in Italia, trasformando i concerti in atti di denuncia e testimonianza.

Accanto a lui, sul palco, ci saranno musicisti straordinari: Luca Masotti alla batteria, Emanuele Brignola al basso, Inoussa Dembele alle percussioni e il talentuoso chitarrista senegalese Peace Diouf.

Il battito dell’Africa con Jant Africa

Sempre domani, alle 20:30, ad accendere la serata sarà il gruppo Jant Africa, progetto musicale che celebra i suoni del West Africa. Il gruppo, composto da artisti africani e italiani, fonde tradizione e contemporaneità in un’esibizione travolgente, fatta di canti, balli e strumenti antichi. Un’ode alla cultura africana, al dialogo e alla contaminazione artistica.

L’inclusione passa dal lavoro: il progetto L.In.F.A.

Nel cuore della piazza sarà allestita un’area speciale dedicata al progetto L.In.F.A., che promuove la re-inclusione sociale di minori con difficoltà o autori di reato attraverso percorsi individualizzati in ambito zooagricolo.

I ragazzi coinvolti saranno protagonisti di un mercatino etico e solidale, dove esporranno prodotti locali, artigianali e oggetti di riuso. Un’iniziativa che mette al centro il valore del lavoro, la sostenibilità e il consumo consapevole.

La voce della comunità: il racconto degli artisti e dei cittadini

A fare da colonna sonora emotiva all’evento sarà il progetto “La nostra voce a ETNO FEST”, curato dal gruppo informale Artisti per il Sociale, attivo a Mesagne dal 2018.

Una rubrica di contributi audio che raccoglie le testimonianze di artisti, operatori, cittadini e organizzatori. Un mosaico di voci e storie che raccontano l’incontro tra culture visto da chi ogni giorno lo costruisce con passione e dedizione.

ETNO FEST è molto più di un festival. È un invito a guardare l’altro, a riconoscere le differenze come ricchezza e a danzare insieme sulle note della solidarietà. Per Mesagne, è una dichiarazione d’intenti: aprirsi al mondo, unire le persone, costruire ponti con la musica e con il cuore.