Eni Storage Systems e chimica di base strategica a Brindisi

Una immagine realistica di batterie al litio generata con Dall-E

Filctem CGIL sottolinea l’importanza strategica del polo chimico e chiede garanzie occupazionali per la transizione industriale

A proposito di Eni Storage Systems e chimica di base, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Antonio Frattini, Coordinatore Regionale FILCTEM CGIL Puglia.

di Antonio Frattini

La nascita di Eni Storage Systems

La Filctem Cgil prende atto della costituzione di Eni Storage Systems, un primo atto dovuto, adesso va valutato il progetto, i tempi di realizzazione, la quantità di lavoratori impiegati e la conferma del CCNL da applicare.

Se oggi il progetto è ancora nella fase di ingegneria, valutazioni economiche, finanziarie e autorizzative, con la previsione di concludere questo processo entro il primo trimestre 2026, per poi passare alla fase esecutiva, noi crediamo che bisogna ridurre i tempi e superare ogni incertezza.

Le criticità per il polo industriale di Brindisi

Tutto questo mentre sono previste ulteriori sfavorevoli tappe per il contesto industriale di Brindisi. La fermata di ulteriori impianti di chimica di base, tra questi l’impianto PE 1/2 di Versalis che produce politene e per il quale è prevista la dismissione nel primo trimestre del prossimo anno.

La posizione della FILCTEM CGIL

Come FILCTEM CGIL salutiamo con favore ogni progetto di innovazione e transizione, ma continuiamo a rilanciare due richieste, lo abbiamo fatto anche nell’ultimo incontro in Prefettura a Brindisi, in occasione della riunione con Regione Puglia:

  • sul futuro di un altro impianto chimico, quello di Basell, il Polo chimico di Brindisi, per la sua rilevanza strategica e l’alta esposizione al rischio di dismissione, deve essere riconosciuto e candidato in Europa per essere efficientato a partire dal Cracking, per confermare le produzioni strategiche per la manifattura italiana;
  • altra esigenza ribadita è quella sulle garanzie occupazionali, serve certificare numeri ed elenchi degli addetti diretti, della filiera e dell’indotto del Petrolchimico, così come della Centrale ENEL di Cerano, per affrontare e garantire un livello sociale delle trasformazioni nella fase di transizione che non si possono scaricare sui lavoratori.

L’appello a Regione Puglia, Governo, ENI ed ENEL

Su questo, abbiamo chiesto un ulteriore impegno a Regione Puglia per intercedere sul Governo e sostenere in maniera congiunta la proposta di Brindisi «sito chimico critico europeo» e su ENI ed ENEL per la certificazione delle aziende e degli addetti ai quali va garantita la continuità occupazionale.