Energia in Periferia, un aiuto contro la povertà energetica

Una immagine realistica di una famiglia che ha risolto il problema della povertà energetica, generata con Dall-E

Banco dell’Energia, Edison, Cittadinanzattiva e Caritas insieme al Comune di Brindisi per sostenere le famiglie vulnerabili

di Antonio Portolano

BRINDISI – Contrastare la povertà energetica e accompagnare le famiglie più fragili in un percorso di efficienza e consapevolezza. È questa la missione di Energia in Periferia – dal sostegno all’efficienza energetica, progetto promosso dal Banco dell’Energia con il contributo decisivo di Edison e la collaborazione di Cittadinanzattiva Puglia e Caritas, a cui ha aderito anche il Comune di Brindisi.

Il programma è stato presentato ufficialmente a Palazzo Granafei-Nervegna con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, imprese, associazioni e mondo ecclesiale. È la prima tappa pugliese di un’iniziativa già avviata in altre città italiane, che unisce solidarietà sociale, educazione ai consumi e attenzione all’ambiente.

Un progetto da 50mila euro per Brindisi

Il progetto ha una durata di dodici mesi e mette a disposizione 50mila euro per le famiglie brindisine in maggiore difficoltà. Le risorse saranno distribuite in più azioni: il pagamento delle bollette di luce e gas, l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica al posto di quelli obsoleti, e il sostegno operativo ai partner per individuare i beneficiari. L’iniziativa punta a raggiungere tra 50 e 100 nuclei familiari, garantendo un sollievo immediato ma anche strumenti per ridurre i consumi nel lungo periodo.

La selezione delle famiglie è affidata a Cittadinanzattiva Puglia, che lavorerà insieme all’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni e con il supporto delle Case di Quartiere messe a disposizione dal Comune. Non si tratta solo di un aiuto economico: al centro c’è un percorso educativo che formerà i Tutor per l’Energia Domestica, volontari capaci di accompagnare i cittadini nella lettura delle bollette, nella gestione dei contratti e nell’adozione di comportamenti virtuosi.

Pedrotti: «Nati per sostenere le famiglie in povertà energetica»

«Banco dell’Energia – spiega Silvia Pedrotti, responsabile della Fondazione – è una fondazione nata nel 2016 con l’obiettivo di supportare le famiglie in povertà energetica, quindi con la difficoltà delle famiglie legata ad alte bollette o poca efficienza energetica che porta a non riuscire a vivere una vita dignitosa. Noi operiamo dal 2016 in tutto il territorio nazionale grazie a fondi che arrivano soprattutto da aziende energetiche. Nel caso specifico questo progetto di Brindisi è stato finanziato da Edison che crede nell’operazione della fondazione e che ha rinnovato il proprio impegno per la fondazione per tre anni».

Ed ha aggiunto: «Il progetto prevede l’individuazione di famiglie tramite la Caritas che vengono poi aiutate sulla propria attività legata all’energia da Cittadinanza Attiva. Prevediamo di sostenere le famiglie con il pagamento delle utenze e con la sostituzione degli elettrodomestici obsoleti. Questo aiuterà le famiglie a migliorare anche la propria transizione ecologica che non deve lasciare indietro nessuno. Insieme a questo ci sono previsti anche dei percorsi di educazione perché gli operatori di Cittadinanza Attiva e di Caritas diventeranno tutor per l’energia domestica, miglioreranno le proprie competenze per quanto riguarda i temi dell’energia e aiuteranno le famiglie in un percorso di consapevolezza per ridurre i consumi in bolletta ma anche migliorare l’utilizzo degli elettrodomestici per migliorare la vita quotidiana di tutti».

Marchionna: «Un contributo reale alle famiglie in difficoltà»

Il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, ha espresso con chiarezza il valore dell’iniziativa per la città e per i cittadini più fragili: «Aderendo all’iniziativa “Energia in Periferia Brindisi”, il Comune di Brindisi intende portare il suo contributo reale e concreto alle famiglie in povertà energetica. È un’iniziativa che svolgiamo in collaborazione con la Caritas e con il Banco dell’Energia, al quale aderiscono le più grandi imprese energetiche italiane. Crediamo che essa potrà garantire ai cittadini in difficoltà, il necessario sostegno su questo versante». Ha poi sottolineato un aspetto che ritiene centrale: «Ovviamente, la parte relativa alla definizione dei “tutor” per l’energia domestica è la più significativa, soprattutto perché contribuiremo a dare alle famiglie i giusti consigli anche per risparmiare energia elettrica».

Terenghi: «Solo la collaborazione può dare risposte concrete»

Barbara Terenghi, direttrice della Sostenibilità del Gruppo Edison, ha evidenziato il ruolo decisivo dell’azienda e la visione che guida il suo impegno all’interno del Banco dell’Energia: «L’impegno di Edison all’interno del Banco dell’energia nasce dalla convinzione che solo attraverso la collaborazione sia possibile dare risposte concrete al fenomeno della povertà energetica. Insieme abbiamo dato vita a progetti che spaziano da Energia in Periferia alle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali fino alla creazione di centri di raffrescamento, con l’obiettivo di unire sostegno immediato e soluzioni durature».

Barbara Terenghi ha proseguito sottolineando il legame tra l’azienda e il territorio: «Questo progetto a Brindisi, in una regione come la Puglia con cui il Gruppo Edison ha un legame profondo, rende la transizione energetica a misura di tutti».

Valentino: «Povertà energetica, forma di disuguaglianza»

Matteo Valentino, segretario regionale di Cittadinanzattiva Puglia, ha rimarcato la valenza sociale dell’iniziativa e il ruolo dei volontari: «La povertà energetica è una delle nuove forme di disuguaglianza che minano la dignità delle persone e il loro diritto a una vita decorosa. Con il progetto “Energia in Periferia – dal sostegno all’efficienza energetica”, portiamo sul territorio di Brindisi un intervento concreto, che risponde a bisogni reali attraverso un’alleanza tra cittadini, istituzioni e realtà del terzo settore».

Ha proseguito evidenziando l’approccio che caratterizza Cittadinanzattiva: «Come Cittadinanzattiva Puglia, siamo orgogliosi di contribuire non solo a un sostegno concreto alle famiglie, ma anche a un percorso di empowerment attraverso la formazione dei nostri volontari come Tutor per l’Energia Domestica. È questo l’approccio che ci caratterizza: rendere le persone protagoniste del cambiamento, promuovendo consapevolezza, autonomia e partecipazione attiva. Questo progetto incarna pienamente il nostro approccio e rappresenta un esempio virtuoso di come si possa unire solidarietà, sostenibilità ed equità sociale».

D’Attis: «La sostenibilità è la sfida dei prossimi anni»

Mauro D’Attis, deputato brindisino e membro della V Commissione Bilancio della Camera, ha messo in evidenza la dimensione nazionale ed economica del progetto: «Se la sostenibilità è fondamentale anche per lo sviluppo di un territorio, qui si fanno esperimenti importanti. Sull’energia si gioca la sfida dei prossimi anni, per questo, come sapete, noi siamo impegnati a capire qual è il futuro della prospettiva della produzione energetica in Italia».

Ha aggiunto: «L’Italia è un paese che ha bisogno di produzione energetica autonoma, soffrono di questo le nostre aziende, perché il costo dell’energia è elevato, ma da come si evince anche oggi soffrono anche le famiglie, motivo per cui addirittura si costituisce un ente del terzo settore, il Banco dell’Energia, che serve proprio a intervenire sulla povertà energetica, cioè su quelli che non si possono permettere di pagare i bolletti, ed è un’iniziativa notevole che viene coinvolta dalle più grandi aziende di produzione energetica italiane e questa cosa è fortemente sostenuta anche dal Governo e dal Parlamento».

Infine, ha sottolineato il valore strategico della transizione: «La prospettiva di produrre energia fuori dal carbone è ormai una prospettiva reale, che ne possono dire poi i soliti criticoni del no a tutto, ma la transizione la dobbiamo gestire con responsabilità, Brindisi è anche al centro del dibattito nazionale rispetto proprio a questa fase di transizione, perché passare dal carbone alle produzioni energetiche che poi soddisfano il fabbisogno energetico nazionale non è una cosa che si può fare in qualche giorno, motivo per cui anche di fronte agli scenari internazionali si dice che per esempio la centrale del carbone rimane disponibile».

Don Adriano: «Un respiro in più per le famiglie in difficoltà»

Don Adriano Miglietta, referente dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, ha sottolineato l’importanza del progetto per chi vive in condizioni di fragilità: «Questo progetto è molto importante perché va incontro alle necessità e ai disagi delle nostre famiglie. Le povertà non sono soltanto alimentari o di vestiario: già da tempo, come Chiesa e come Caritas, ci impegniamo anche su bisogni legati alla luce e al gas. Si tratta di un aiuto complessivo di cui le persone hanno davvero bisogno».

Ha proseguito mettendo in evidenza la complessità delle situazioni vissute: «Talvolta, curando un aspetto, magari riescono a realizzarne un altro, ma in molti casi non riescono a fare né l’uno né l’altro, come poter mangiare o pagare le bollette. Non ci sono solo povertà croniche, ma anche nuove fragilità che nascono da problemi economici e da difficoltà lavorative. Questo porta molte famiglie a non avere la possibilità di affrontare spese essenziali».

Ed ha concluso: «Per cui avere questo respiro in più, anche in collaborazione, è molto importante. Il Banco dell’Energia, insieme con le associazioni e con l’impegno civile, offre un aiuto concreto e rafforza la solidarietà sul territorio».

Banco dell’Energia: dal 2016 un impegno contro la povertà energetica

Il Banco dell’Energia è una fondazione senza scopo di lucro nata nel 2016 con l’obiettivo di sostenere famiglie e persone in condizioni di vulnerabilità economica e sociale, ponendo particolare attenzione al tema della povertà energetica.

Dal momento della sua nascita, la fondazione ha raccolto e donato oltre 13 milioni di euro, raggiungendo circa 17mila beneficiari. Il suo approccio non si limita all’aiuto economico immediato: al centro c’è anche la diffusione di una cultura dell’efficienza energetica e della sostenibilità, affinché le famiglie non restino escluse dal processo di transizione.

Tra le iniziative di rilievo figura il Manifesto “Insieme per contrastare la povertà energetica”, sottoscritto da 100 stakeholder tra istituzioni, aziende, organizzazioni del terzo settore, associazioni e istituti di ricerca. Una rete che garantisce la realizzazione di numerosi progetti di solidarietà su scala nazionale.

La governance del Banco dell’Energia vede la partecipazione, oltre che dei soci fondatori A2A e delle Fondazioni AEM, ASM e LGH, anche di grandi player del settore come Edison, Plenitude e Iren, che contribuiscono con risorse e competenze alla costruzione di soluzioni durature.

Edison: 140 anni di storia e un ruolo centrale nella transizione

Fondata a Milano nel dicembre 1883, Edison è la società energetica più antica d’Europa. Con oltre 140 anni di storia, l’azienda ha contribuito in modo decisivo al processo di elettrificazione e allo sviluppo economico, culturale e industriale del Paese.

Oggi Edison conta oltre 6.000 dipendenti e opera in Italia e in Europa in più settori strategici: dalla produzione rinnovabile e low carbon all’approvvigionamento e vendita di gas naturale, dalla mobilità sostenibile ai servizi energetici e ambientali attraverso Edison Energia ed Edison Next.

Il gruppo dispone di un parco di produzione elettrica altamente flessibile ed efficiente, composto da circa 250 centrali tra impianti idroelettrici, eolici, solari e termoelettrici a ciclo combinato a gas, per una capacità complessiva di circa 8 GW. Inoltre soddisfa parte significativa dell’approvvigionamento nazionale di gas naturale e GNL, con un portafoglio di 14 miliardi di metri cubi annui e tre navi metaniere dedicate.

L’impegno sociale è consolidato anche attraverso la Fondazione EOS – Edison Orizzonte Sociale, nata nel 2021 per contribuire agli obiettivi dell’Agenda 2030 con progetti di inclusione e coesione. La partecipazione di Edison al Banco dell’Energia rappresenta dunque una prosecuzione naturale di questo percorso, che unisce la capacità industriale con la responsabilità sociale.

Brindisi simbolo di solidarietà ed energia sostenibile

Il progetto Energia in Periferia a Brindisi rappresenta molto più di un semplice sostegno economico: è il segno di come la transizione energetica possa diventare inclusiva, sociale e vicina alle persone. Non è solo una risposta ai bisogni immediati, ma anche un investimento culturale e ambientale, capace di generare consapevolezza, riduzione dei consumi e migliori condizioni di vita.

Il coinvolgimento del Banco dell’Energia, con il contributo decisivo di Edison, e la collaborazione tra Cittadinanzattiva, Caritas e Comune di Brindisi, dimostra che la lotta alla povertà energetica può essere affrontata soltanto con alleanze solide e durature.

Brindisi diventa così un laboratorio nazionale di innovazione sociale ed efficienza energetica, dove le famiglie non ricevono solo un aiuto temporaneo ma imparano a gestire meglio le proprie risorse, diventando protagoniste di un cambiamento che riguarda tutti.

In un momento storico segnato da alti costi dell’energia e da nuove forme di disuguaglianza, questa iniziativa offre un modello concreto di solidarietà e sostenibilità. È la prova che la transizione ecologica non può prescindere dalla giustizia sociale e che il futuro energetico del Paese deve includere ogni cittadino, senza lasciare nessuno indietro.