L’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” lancia iniziativa nazionale contro dipendenza da social dopo condanne a Meta e Google
di Emilio Graziuso
(Avvocato e presidente nazionale “Dalla Parte del Consumatore”)
La dipendenza da social è una emergenza sociale sempre più diffusa, soprattutto tra i giovani: nasce per questo un progetto concreto promosso dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”.
Avvio del progetto e contesto internazionale
Lunedì 20 aprile 2026 ha preso il via il progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!”.
L’iniziativa è stata ideata, strutturata e messa in pista dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” a distanza di alcune settimane dalla condanna inferta dalla Corte Superiore della California (Los Angeles) a Meta e Google per dipendenza da social derivante dall’utilizzo delle piattaforme Instagram e Youtube.
Prima di esaminare, quindi, il progetto targato “Dalla Parte del Consumatore” è opportuno soffermarsi sulla pronunzia della Corte Superiore della California.

La condanna a Meta e Google
Come si è detto, le società Meta e Google sono state condannate in quanto, secondo la giuria della Corte Superiore della California (Los Angeles), le piattaforme Instagram e Youtube creerebbero dipendenza da social negli utenti più giovani e, per evitare tale rischio, le due società non avrebbero posto in essere cautele idonee.
Ma da cosa è scaturita questa condanna e la previsione di un primo risarcimento di circa 3 milioni di dollari?
Il caso sottoposto all’esame della Corte era il seguente: una ragazza, ora ventenne, ha sostenuto in giudizio di aver cominciato ad usare la piattaforma Youtube, di proprietà di Google, a 6 anni e la piattaforma Instagram, del gruppo Meta, a 11 anni.
Tale utilizzo le avrebbe creato una dipendenza da social tossica, dalla quale sarebbero scaturiti depressione e pensieri suicidi.

La giuria (composta da 12 persone: 5 uomini e 7 donne) ha accolto le istanze della giovane ragazza ed ha, quindi, condannato i due colossi ad un risarcimento complessivo di 3 milioni di dollari, del quale il 70% a carico di Meta (per la piattaforma Instagram) ed il 30% a carico di Google (per la piattaforma Youtube).
Accanto al risarcimento in favore della utente, secondo il sistema giuridico americano, potranno essere irrogate ulteriori sanzioni e danni punitivi nei confronti dei due colossi economici, ma questo lo sapremo nei prossimi mesi.
Come è facile immaginare, la portata della decisione non è circoscritta al singolo caso ma può comprendere un perimetro molto esteso, per il momento nell’ambito americano, ma ben presto potrebbe assumere dei contorni intercontinentali.

Dipendenza da social e uso precoce delle piattaforme
Quante persone, infatti, sin da piccole, anche in Italia, hanno sviluppato una dipendenza da social?
Quanti, sin da bambini, utilizzano piattaforme quali, ad esempio, Facebook, Instagram, Tik Tok, Youtube?
Da un articolo del giornalista Massimo Basile si apprende che, chiamato a testimoniare, il fondatore di Meta, Mark Zuckerberg, aveva sostenuto che la sicurezza dei giovani utenti era sempre stata una priorità dell’azienda, ma i legali della ragazza avevano portato in aula note interne scritte da Zuckerberg e da alcuni dirigenti in cui si chiedeva di sfruttare la vulnerabilità dei giovani per legarli alla piattaforma.
«Se vogliamo vincere alla grande con gli adolescenti dobbiamo portarli dentro già dalla pre-adolescenza».
In un altro memo si spiegava che gli undicenni avevano una probabilità quattro volte maggiore di continuare a tornare su Instagram rispetto alle app concorrenti, nonostante la piattaforma richieda un’età minima di 13 anni.
Tali affermazioni aprono uno scenario drammatico: il profitto economico anteposto al benessere psico-fisico dei minori.
Sempre nello stesso contesto si legge che le società Meta e Google hanno contestato il verdetto, sostenendo che non vi sarebbero prove scientifiche che colleghino i problemi emotivi dei bambini all’uso dei social.
Secondo Google, Youtube sarebbe una piattaforma di streaming costruita in modo responsabile e non un social.

Nuove condanne e responsabilità delle piattaforme
La decisione della Corte in esame è stata emanata a distanza di un giorno dalla pronunzia di un Tribunale del New Mexico che ha affermato la responsabilità di Meta per i danni alla salute mentale ed alla sicurezza dei bambini, irrogando alla società un maxi risarcimento di 375 milioni di dollari.
Nel caso in esame, la condanna è derivata, secondo il Tribunale, dal non avere protetto i bambini dai pedofili che erano celati in account dei social Facebook ed Instagram.
L’Associazione “Dalla Parte del Consumatore” e la diffusione del tema
All’indomani dell’emanazione della pronunzia in esame, il consiglio direttivo dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, avendo approfondito gli aspetti giuridici e psicologici della decisione, ha deciso di divulgare il più possibile, in Italia, il contenuto della stessa, al fine di sensibilizzare su un tema di forte impatto sociale e psicologico: la dipendenza da social.
Sono, quindi, cominciate a pervenire numerose segnalazioni, da parte di genitori, relative a comportamenti dei figli ritenuti “preoccupanti” con riferimento al rapporto con i social.
Segnalazioni che sono state tutte raccolte, studiate e catalogate dai professionisti che all’interno dell’Associazione hanno deciso di occuparsi della tematica.

Il progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!”
Da questa prima attività di divulgazione del contenuto della condanna al risarcimento del danno, del pervenire di segnalazioni e dalla raccolta, studio e catalogazione delle stesse, ha preso forma il progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!”.
Esso è strutturato in tre linee di azione, per le quali è stato individuato uno specifico professionista responsabile:
• Informazione, sensibilizzazione, rilevazione dati e raccolta segnalazioni
Responsabile: Massimo Bomba, vice presidente nazionale “Dalla Parte del Consumatore” e coordinatore attività territoriali e rete degli attivisti
• Supporto psicologico ed iniziative mirate
Responsabile: Monica Nicolucci, psicologa ed attivista “Dalla Parte del Consumatore”
• Approfondimento giuridico e tutela legale
Responsabile: Emilio Graziuso, avvocato e presidente nazionale “Dalla Parte del Consumatore”

I responsabili delle singole linee di azione, i quali hanno dato vita ad una cabina di regia nazionale del progetto, sono chiamati a coordinare anche gli attivisti che, a livello locale, metteranno in pista le iniziative sui territori.
La finalità è quella di affrontare il fenomeno della dipendenza da social sotto tutti i punti di vista in modo tale da dare alla collettività una informazione, assistenza e tutela completa sia dal punto di vista psicologico, sociologico e giuridico.
In questo modo si punta ad arginare un fenomeno in preoccupante espansione.
Il progetto è stato ideato come un “cantiere di lavoro” aperto, vale a dire in continua evoluzione e recettivo al contributo di tutti coloro (soggetti collettivi, pubblici o privati, e singoli cittadini) che vorranno parteciparvi attivamente.
Punto di ascolto e sportello in farmacia
Il progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!” parte subito con l’iniziativa pilota: il “Punto di ascolto”.
Esso, coordinato dalla dottoressa Monica Nicolucci, prevede un numero telefonico dedicato (tel. 3756699692) al quale, nei giorni ed orari stabiliti, potranno essere segnalati campanelli di allarme di dipendenza da social.
Inoltre, l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, a livello pilota, ha attivato anche il primo “Sportello in Farmacia” a Lanciano presso la Farmacia Marciani Magno in Piazza Garibaldi n.17 (sempre coordinato dalla dottoressa Monica Nicolucci), al quale potranno rivolgersi personalmente gli interessati.
Educazione digitale e responsabilità collettiva
Ma questo è solo il primo passo del progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!”.
Riteniamo, infatti, che se ci teniamo alla salute ed al benessere dei minori e delle future generazioni occorre realizzare una politica globale su più livelli relativa all’utilizzo dei telefoni cellulari e dei social da parte dei bambini e degli adolescenti.
Da tale compito nessuno può chiamarsi fuori.
Indubbiamente è necessario un giro di vite per l’utilizzo e l’accesso ai social a livello normativo e con sistemi tecnologici predisposti dalle società proprietarie delle piattaforme, come Meta e Google.
Ma altrettanto necessario, e sicuramente di più immediata realizzazione, è l’educazione all’uso dei telefoni cellulari e dei social, che deve partire dai genitori, dalle scuole, dalle associazioni, dai club service e da tutti i corpi intermedi che ogni giorno danno il proprio contributo per il bene della collettività.
Una sfida sociale da vincere insieme
Siamo convinti che mai, come su questo tema, ci sia bisogno della sinergia di professionalità e sensibilità diverse per creare un laboratorio di cittadinanza attiva.
Solo così sarà possibile fronteggiare una dipendenza da social che tutti insieme possiamo combattere e sconfiggere.




