Al 64° Congresso mondiale di Atene la danzatrice tarantina apre le performance e porta sul palco anche un progetto dalla Germania
di Antonio Portolano
ATENE – Prima il palcoscenico, poi la sala di danza. In mezzo, un filo che unisce Taranto, la Puglia, l’Italia e Stoccarda. È questa la dimensione più interessante della nuova tappa internazionale di Roberta Di Laura, protagonista ad Atene del 64° Congresso Mondiale di Ricerca sulla Danza: non una semplice presenza a un evento internazionale, ma una partecipazione articolata tra performance, coreografia, formazione e lavoro con le nuove generazioni.
La danzatrice tarantina ha aperto il programma delle performance di venerdì 3 luglio al Teatro Dora Stratou con «Inspiration», indicata ufficialmente come prima esibizione della serata e con l’Italia accanto al suo nome. Nello stesso programma è comparso anche l’International Dance Project per la Germania, con la coreografia «The Fusion». Il materiale diffuso dall’artista precisa che a raggiungerla da Stoccarda è stato un gruppo di sue allieve, impegnate in coreografie curate dalla stessa Di Laura.
Il giorno successivo, sabato 4 luglio, il ruolo è cambiato ma la protagonista è rimasta la stessa: alle 10.30 Roberta Di Laura ha guidato il workshop «Ballett & Modern Experience», inserito nel calendario ufficiale delle attività formative del Congresso. È proprio questo passaggio, dalla scena all’insegnamento, a raccontare meglio l’evoluzione di una carriera che oggi non coincide più soltanto con quella della ballerina, ma comprende anche le dimensioni di docente, coreografa, direttrice artistica e promotrice di progetti internazionali.
Atene, 33 Paesi e 86 appuntamenti dedicati alla danza
Il contesto aiuta a misurare il significato della partecipazione. Il 64° Congresso Mondiale di Ricerca sulla Danza si è svolto ad Atene dall’1 al 5 luglio 2026 e, secondo il report finale dell’organizzazione, ha registrato 235 partecipanti provenienti da 33 Paesi dei cinque continenti, con 86 presentazioni complessive: 30 lecture-demonstration, 19 workshop e 37 performance. Il comitato scientifico ha coinvolto otto professori universitari di sei Paesi. (CID CONGRESS Athens 2026)
Numeri che collocano l’esperienza di Roberta Di Laura dentro una piattaforma internazionale in cui la danza viene affrontata non soltanto come spettacolo, ma anche come ricerca, didattica, metodologia, patrimonio culturale e strumento di relazione tra differenti tradizioni artistiche.
La sede delle performance, il Teatro Dora Stratou di Atene, rappresenta inoltre uno dei luoghi simbolicamente più coerenti con questa impostazione, perché legato alla conservazione, allo studio e alla diffusione della cultura coreutica.

Da Taranto a Stoccarda, una carriera costruita su due Paesi
A rendere particolare la presenza ateniese è soprattutto la doppia geografia che accompagna oggi il percorso dell’artista.
Roberta Di Laura nasce artisticamente in Puglia e continua a mantenere un forte legame con Taranto, ma da diversi anni ha costruito in Germania una parte sempre più rilevante della propria attività professionale. Dal 2019 insegna danza a Stoccarda e ha progressivamente sviluppato nel territorio tedesco un lavoro che unisce formazione, produzione e direzione artistica.
Dal 2024 è co-direttrice artistica del Tanzfestival Stuttgart insieme a Elke Gulden e dal 2025 dirige la compagnia giovanile International Dance Project – Junior Dance Company con sede a Stoccarda.
È in questa prospettiva che la trasferta di Atene assume un significato più ampio. Di Laura arriva infatti come artista italiana, ma porta con sé anche il lavoro costruito quotidianamente in Germania. Taranto resta la radice; Stoccarda è diventata uno dei principali laboratori della sua attività internazionale.

Il CID e quella dimensione internazionale iniziata a vent’anni
La relazione con i Congressi mondiali non nasce oggi. A vent’anni Roberta Di Laura è entrata nel Consiglio Internazionale della Danza – CID di Parigi, passaggio che ha aperto una fase decisiva del suo percorso fuori dall’Italia.
Sul rapporto con UNESCO è utile una precisazione: il CID compare tra le organizzazioni non governative in partenariato ufficiale consultivo con UNESCO ed è stato inoltre accreditato nel 2024 per fornire servizi consultivi nell’ambito della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.
Per Di Laura, quella rete internazionale è diventata nel tempo anche uno spazio di ricerca. Ha presentato contributi sulla danza nei Congressi mondiali da Atene a San Pietroburgo, dal Canada alla Florida, dall’Ucraina alle Bahamas, fino ad Avignone, Varsavia, Mosca e Tokyo, dove ha presentato un proprio contributo come unica rappresentante italiana. (Roberta Di Laura)
Nel 2021 ha poi fondato il Roberta Di Laura – International Dance Project, nato per sviluppare progetti coreutici internazionali e utilizzare la danza anche come strumento di promozione culturale e territoriale. Il progetto fu presentato ufficialmente nello stesso anno durante il 57° Congresso Mondiale di Ricerca sulla Danza a Mosca e si è successivamente evoluto fino alla creazione della compagnia giovanile.

Dalla ricerca alle masterclass tra Messico, Hong Kong e Porto
La dimensione didattica è ormai uno dei tratti più riconoscibili del suo profilo.
Prima del workshop di Atene, Di Laura aveva portato una propria masterclass al 62° Congresso Mondiale di Ricerca sulla Danza in Messico, con «Pre-Ballet with Fun: Exercises and Ideas for Little Ballerinas», e all’Hong Kong International Dance Festival.
Nel 2026 è stata inoltre protagonista in Portogallo al Nortada Dance Festival, dove ha partecipato come guest dancer, componente della giuria internazionale e docente di una masterclass di danza classica. In quell’occasione ha ricevuto anche il riconoscimento «Best Act» per le coreografie presentate.
Atene aggiunge quindi un altro tassello a un modello professionale ormai definito: esibirsi, insegnare, creare coreografie e accompagnare altri danzatori dentro circuiti internazionali.
«Titanic Live Concert», il debutto che cambia la traiettoria
Prima della docente e della direttrice artistica c’è però la ballerina.
Uno dei passaggi decisivi della carriera di Roberta Di Laura è il debutto come prima ballerina e interprete principale nella produzione internazionale «Titanic Live Concert», legata a Robin Gibb e Robin Gibb Jr. Da quella esperienza prende forma un percorso che la conduce su palcoscenici italiani e internazionali, con ruoli appartenenti anche al grande repertorio del balletto classico.
Nel tempo ha danzato o partecipato a progetti in Germania, Marocco, Emirati Arabi Uniti, Inghilterra, Taiwan, Tunisia, Romania, Grecia, Spagna, Turchia, Francia e Portogallo, oltre che in numerose città italiane.
La danza è arrivata anche in televisione, con esibizioni per Rai nelle trasmissioni «Linea Blu», «E Viva il Videobox» e «Gli Italians» su Rai Italia. (Roberta Di Laura)
Nel 2020 il suo nome è comparso inoltre nelle «Pages of Celebrities and Socialites» di STARS Illustrated Magazine New York, mentre il percorso internazionale ha continuato ad allargarsi attraverso attività scenica, ricerca, formazione e organizzazione di eventi.

Dal primo posto a «Le Stelle della Danza» alle 100 Eccellenze
Il 2025 ha segnato una fase particolarmente intensa.
Alla competizione internazionale «Le Stelle della Danza», Roberta Di Laura ha conquistato il primo posto nella categoria danza classica, con una giuria nella quale figurava Isabelle Ciaravola, étoile dell’Opéra di Parigi. La danzatrice tarantina ha ottenuto anche altri piazzamenti nella competizione.
A dicembre è stata poi inserita tra le «100 Eccellenze Italiane» e premiata nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio a Roma, nel corso dell’undicesima edizione dell’iniziativa.
A questi risultati si affianca il rapporto con l’Universum Academy Switzerland e l’attività di produzione culturale, culminata anche nell’«International Dance Gala – Roberta Di Laura», ideato e diretto artisticamente a Milano nel dicembre 2024 per celebrare dieci anni di carriera internazionale.

Un palmarès lungo oltre dieci anni
La sequenza dei riconoscimenti restituisce un altro pezzo della traiettoria professionale. Tra quelli ricevuti figurano il «Premio Ambasciatore di Terre di Puglia», il «Premio Internazionale La Rosa D’Oro», conferito nel 2025 presso la sede romana del Parlamento europeo, il «Premio Dea Ebe», il «Premio La Maschera Banfi» alla presenza di Lino Banfi, il «Premio Donna D’Autore», il «Premio Internazionale Leone D’Oro» 2026, il «Premio Internazionale Duchessa Lucrezia Borgia», il «Premio Internazionale Adriatico» e il «Premio Le Eccellenze Salentine – iQdB Edizioni».
Nel palmarès rientrano inoltre il «Premio Internazionale Crisalide Città di Valentino», il «Premio Nilde Iotti», il «Premio Città di Monopoli – Giovani Eccellenti», il «Premio Fiducia Adoc Taranto», il «Premio Internazionale di Cultura Re Manfredi», il «Premio Internazionale Universum Donna», la «Targa di Ambasciatrice di Grazia e Bellezza» attribuita dal Comune di Statte, il «Premio Donne di Puglia», il «Life Time Achievements Award», il «Premio Salento Donna», il «Premio Corriere di Taranto – Donne di Taranto», il «Premio Dies Virtutis», l’«Inspiring Women’s Aichyci Award», il «Premio alla Carriera Una Vita per la Danza», il «Premio Vigna D’Argento», la «Targa Talento Jonico» e il «Premio Atleta di Taranto».
Nel 2026 si è aggiunto anche il «Premio alla Carriera Universum» a Lugano.

Taranto come radice, l’Europa come spazio di lavoro
Il passaggio di Atene racconta, più di un singolo premio, la direzione assunta dalla carriera di Roberta Di Laura.
Nel programma di due giornate consecutive compare prima come performer italiana, quindi come docente di un workshop internazionale; contemporaneamente, sullo stesso palcoscenico arriva dalla Germania un progetto formato dalle giovani danzatrici che segue nel suo lavoro quotidiano.
È questo intreccio a rendere la presenza al 64° Congresso Mondiale di Ricerca sulla Danza significativa anche per Taranto e per la Puglia: non perché un territorio possa essere proclamato «ai vertici mondiali» attraverso una singola esibizione, ma perché un’artista nata in quel territorio è riuscita a costruire nel tempo una rete professionale capace di collegare la propria origine italiana con formazione, produzione e relazioni artistiche internazionali.
Da Taranto a Stoccarda, da Porto ad Atene, la traiettoria continua così a muoversi nella stessa direzione: trasformare la danza da esperienza individuale in linguaggio, progetto e occasione di crescita per altri talenti.




