CGIL Brindisi e FLAI CGIL commentano l’accordo contro lo sfruttamento agricolo: vigilanza nei campi, trasporti regolari e integrazione
A proposito di contrasto al caporalato e allo sfruttamento del lavoro agricolo, riceviamo e pubblichiamo l’intervento congiunto di Massimo Di Cesare, segretario generale CGIL Brindisi, e Gabrio Toraldo, segretario generale FLAI CGIL Brindisi.
di Massimo Di Cesare e Gabrio Toraldo
Il tavolo istituzionale contro lo sfruttamento in agricoltura
CGIL Brindisi e FLAI CGIL Brindisi accolgono con favore la sottoscrizione del Protocollo d’intesa per il potenziamento delle attività di prevenzione e contrasto allo sfruttamento del lavoro e al caporalato nel territorio della provincia di Brindisi.
«La costituzione del tavolo istituzionale sul contrasto allo sfruttamento del lavoro in agricoltura e al caporalato rappresenta una delle iniziative più importanti realizzate negli ultimi tempi – dichiara Massimo Di Cesare, segretario generale della CGIL di Brindisi -. Grazie al coordinamento della Prefettura e della Procura di Brindisi è stato possibile costruire una rete istituzionale ampia e qualificata, capace di tenere insieme istituzioni, enti previdenziali e assistenziali, uffici di collocamento, ASL, Comuni, Camera di Commercio, organizzazioni datoriali e sindacali».
La firma del Protocollo e il ruolo dei controlli
«La firma del Protocollo è senza dubbio un segnale positivo – aggiunge Gabrio Toraldo, segretario generale della FLAI CGIL di Brindisi – ma per il sindacato il vero banco di prova sarà ciò che accadrà dopo. Servono controlli continui, coordinati e visibili nei campi, non interventi episodici o legati solo alle emergenze».

Sicurezza, salute, legalità e trasporto dei lavoratori
Nel percorso che ha portato alla firma dell’accordo, CGIL e FLAI CGIL sottolineano come siano state tracciate linee di intervento fondamentali. «Abbiamo lavorato – prosegue Massimo Di Cesare – su sicurezza nei luoghi di lavoro, salute, legalità, rispetto dei contratti e sul tema cruciale del trasporto. Tutti questi ambiti impongono prima di tutto di guardare la realtà per quella che è e di riconoscere la fragilità delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati, fragilità che spesso coincide con le difficoltà vissute anche dai braccianti brindisini».
Le condizioni materiali dello sfruttamento
Per la FLAI CGIL il contrasto al caporalato non può esaurirsi nella repressione. «Lo sfruttamento – sottolinea Gabrio Toraldo – si combatte intervenendo sulle condizioni materiali che lo rendono possibile: trasporti regolari, alloggi dignitosi, accesso reale ai servizi per il lavoro. Senza questi elementi, il fenomeno continuerà a rigenerarsi».
Il ruolo strutturale del sindacato
Un passaggio centrale riguarda il ruolo delle organizzazioni sindacali. «Chiediamo – ribadisce Gabrio Toraldo – che la presenza del sindacato sia riconosciuta in modo strutturale nei tavoli di monitoraggio, perché siamo noi a intercettare per primi lo sfruttamento e il disagio dei lavoratori».

Strumenti del Protocollo e vigilanza nei periodi di picco
CGIL e FLAI CGIL condividono pienamente gli strumenti previsti dal Protocollo. «Dalla Carta dei diritti e la sua diffusione – evidenzia Massimo Di Cesare – all’utilizzo del camper del lavoro, dal polo sociale integrato sostenuto dalla Regione Puglia alla scelta del trasporto come servizio garantito. Tuttavia, sarà indispensabile rafforzare l’azione di vigilanza soprattutto nei periodi di maggiore intensità lavorativa, quando aumentano i flussi e la circolazione di pullman e furgoni».
Cabina di regia e dimensione sovraprovinciale del fenomeno
Da questo punto di vista, secondo la CGIL di Brindisi, «la cabina di regia potrà svolgere un ruolo di supporto concreto anche all’azione sindacale». Restano inoltre aperte alcune criticità strutturali. «Il superamento del caporalato – aggiunge Massimo Di Cesare – non può fermarsi ai confini provinciali, perché molte lavoratrici e molti lavoratori operano anche nelle province di Taranto, Matera e nel sud barese».
Trasporto, responsabilità delle imprese e ruolo degli enti locali
Sul tema del trasporto, CGIL e FLAI CGIL chiedono un cambio di approccio. «Non servono vecchie ricette – afferma Massimo Di Cesare – basate esclusivamente su contributi economici che non hanno prodotto risultati duraturi. Occorre maggiore trasparenza da parte delle imprese agricole utilizzatrici di manodopera e un ruolo chiaro delle aziende di trasporto autorizzate. In questo, il ruolo della Regione Puglia e dei Comuni può essere determinante».

Abitare, integrazione e rischio di emarginazione
Infine, viene posta attenzione anche al tema abitativo. «La collocazione della struttura individuata a Restinco – conclude Massimo Di Cesare – più vicina al CPR e al CARA che alla città di Brindisi, rischia di produrre isolamento ed emarginazione. È necessario utilizzare tutti gli strumenti disponibili per evitarlo e garantire reale integrazione».
CGIL Brindisi e FLAI CGIL Brindisi ribadiscono che la lotta al caporalato passa anche dalla responsabilità delle imprese agricole, dalla piena applicazione della legge 199/2016 e dal rafforzamento delle Sezioni territoriali del lavoro agricolo di qualità. «Gli strumenti ci sono – concludono Massimo Di Cesare e Gabrio Toraldo – ora serve la volontà politica e amministrativa di utilizzarli fino in fondo».



