CGIL chiede tavolo ministeriale al MIMIT: l’accordo ponte non garantisce continuità occupazionale e lascia irrisolto il futuro dei lavoratori
A proposito di Centrale Enel Federico II, accordi disattesi e lavoratori senza reddito, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di CGIL Brindisi e del Coordinamento Industria CGIL Brindisi, che hanno scritto al Ministro Adolfo Urso (MIMIT), al Prefetto di Brindisi Guido Aprea, al Commissario straordinario Luigi Carnevale, al Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e al Sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna per chiedere la convocazione urgente di un tavolo ministeriale al MIMIT e con il MASE e il Ministero del Lavoro, per affrontare in maniera adeguata la vertenza.
di CGIL Brindisi
e Coordinamento Industria CGIL Brindisi
Le prospettive illustrate da Enel sulla Centrale Federico II
Nell’incontro del 2 dicembre scorso presso Confindustria Brindisi, la direzione di Enel presentò alle organizzazioni sindacali alcune prospettive relativamente al futuro a breve termine dello stabilimento della centrale Federico II. Il lavoro che si sarebbe sviluppato per la gestione del phase out – messa in sicurezza, smantellamento e bonifiche – avrebbe garantito lavoro a 235 unità per 24/30 mesi (periodo 1 gennaio 2026, 30 giugno 2028). Dal 1 aprile 2026 è prevista la partenza del progetto BESS per 400 unità con professionalità da utilizzare come edili e elettricisti. Sull’area Enel partirà a breve anche il progetto dell’Acquedotto pugliese per la realizzazione di un dissalatore, nonché la realizzazione dell’Accordo di programma per la decarbonizzazione e l’avvio di progetti di reinsediamento di energia pulita (eolico, idrogeno verde, fotovoltaico, batterie di accumulo ecc…).

Continuità occupazionale e clausola sociale
Alla luce di queste comunicazioni rese da Enel e dalle informazioni collegate al sito, la Cgil ha sempre evidenziato la necessità di individuare un percorso condiviso per traguardare tutti i lavoratori almeno fino a giugno 2028 a partire dagli ex lavoratori della SIR. La nostra posizione è stata ribadita nell’incontro del 2 e del 19 dicembre presso Confindustria e anche nell’incontro in Prefettura del 23 dicembre u.s. partendo dalla necessità di dare garanzie ai lavoratori con l’inserimento della clausola sociale e senza soluzione di continuità (stesso salario, stessa anzianità, valorizzando professionalità e qualifiche).
Accordi sottoscritti e impegni disattesi
Nell’accordo del 23 dicembre 2025 sottoscritto presso la prefettura si convenne che «… Si prefigura una situazione di collocazione senza soluzione di continuità lavorativa dei citati lavoratori (50 Sir) a partire dal 1 gennaio 2026…». Questo accordo ribadiamo è stato disatteso ed Enel ha tradito l’impegno assunto, ha ignorato le richieste della Cgil, ha tradito la fiducia dei lavoratori. Tuttavia con l’accordo del 13 u.s. si è voluto dare una soluzione parziale e temporanea, con contratti a tempo determinato per 3 mesi, che sposta il problema ad aprile.

La vertenza di Brindisi e il futuro dell’energia
Per queste ragioni, chiediamo a sua eccellenza il Prefetto e al Presidente di Regione Puglia di sostenere la nostra richiesta di convocazione urgente di un tavolo ministeriale al MIMIT e con il MASE MINLAV, per affrontare in maniera adeguata la vertenza, che non è solo la vertenza dei lavoratori ex SIR ma la vertenza di tutti i lavoratori della centrale che avrà ricadute negative sul territorio brindisino e pertanto è la vertenza di Brindisi e del Futuro dell’Energia.
Decreto atteso, decarbonizzazione e accordo di programma
Tenuto conto che il decreto che si attendeva per il 29/12 non è arrivato, e che il MASE e il Governo ad oggi non ha assunto alcun impegno sulla Centrale Federico II, neanche rispetto al mantenimento dell’impianto in riserva a freddo, scelta per la quale ad oggi non si intravedono vantaggi per il territorio, per l’ambiente e per le ricadute occupazionali. Come anche rispetto all’Accordo di Programma legato alla decarbonizzazione avvertiamo la necessità di avere una accelerazione dell’avvio dei progetti presentati all’ultimo tavolo ministeriale dello scorso anno.




