Il commercialista Daniele Cassano relatore al convegno nazionale su governance, sovraindebitamento e crisi delle PMI
di Antonio Portolano
C’è un momento in cui un curriculum smette di essere soltanto una somma di titoli, incarichi e abilitazioni. Diventa reputazione. Diventa credibilità. Diventa il motivo per cui un professionista viene chiamato a sedersi ai tavoli dove si discutono i temi più delicati del sistema economico italiano.
Per Daniele Cassano, commercialista brindisino con una lunga esperienza tra governance, internal audit, compliance e crisi d’impresa, quel momento passa da Roma, dal prestigioso Hotel Palazzo Montemartini, sede del convegno nazionale “Crisi nelle MPI – Alternative Dispute Resolution e fabbisogni finanziari”, promosso dalla Fondazione ADR Commercialisti, dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e da ItaliaOggi.
Un appuntamento di altissimo livello tecnico e istituzionale che riunirà magistrati, docenti universitari, esperti di governance, specialisti della composizione negoziata e professionisti della crisi provenienti da tutta Italia.
Ed è proprio in questo contesto che Daniele Cassano è stato chiamato a relazionare su uno dei temi oggi più complessi e centrali nel rapporto tra banche, imprese e sovraindebitamento: “Il merito creditizio falsato”.

Il convegno nazionale sulla crisi delle PMI
L’evento del 20 maggio 2026 rappresenta uno dei momenti di confronto più autorevoli sul tema della crisi delle piccole e medie imprese, della governance finanziaria e degli strumenti di prevenzione del dissesto economico.
Ad aprire i lavori saranno Antonino Trommino, presidente pro tempore della Fondazione ADR Commercialisti, ed Elbano de Nuccio, presidente del CNDCEC e professore ordinario di Economia Aziendale presso la Università LUM Giuseppe Degennaro.
Nel corso del pomeriggio prenderanno parte ai lavori figure di primo piano del panorama giuridico, economico e accademico nazionale.
Interverrà Giovanna Greco, segretario del CNDCEC con delega alle Funzioni Giudiziarie e ADR, insieme a Lorenzo De Luca, vicepresidente pro tempore della Fondazione ADR Commercialisti.
Previsto anche l’omaggio al dottor Vittorio Zanichelli con la partecipazione di Enrico Vernizzi, giudice delegato del Tribunale di Parma, e di Federica Zanichelli, avvocata del foro di Parma.
La prima tavola rotonda sarà moderata da Maria Lucetta Russotto dell’Università degli Studi di Firenze, con gli interventi di Loris Di Nallo dell’Università degli Studi di Cassino, di Milene Sicca, presidente del Comitato Studi Legislativi Federpol, e di Pietro Paolo Rampino, presidente della Joint Italian Arab Chamber of Commerce.
La seconda tavola rotonda vedrà invece la moderazione di Camilla Menini, componente pro tempore del comitato direttivo della Fondazione ADR Commercialisti, con gli interventi di Paola D’Angelo, presidente ANDAF Marche-Abruzzo-Molise, di Riccardo Bonivento, dottore commercialista in Padova, e di Ermando Bozza, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Lanciano e membro della commissione del MEF.
La terza tavola rotonda, dedicata al sovraindebitamento delle imprese sottosoglia, sarà coordinata ancora da Antonino Trommino e vedrà la partecipazione di Stefania Ricciarelli, presidente della Commissione Nazionale Sovraindebitamento, di Monica Peta, dottore commercialista in Roma, e dello stesso Daniele Cassano.
Nella sessione conclusiva dedicata alla governance sostenibile interverranno Paolo De Angelis, dottore commercialista, e Brando Casonato, presidente di Inox e Inox Spa.
Basta leggere l’elenco dei partecipanti per comprendere il peso specifico dell’appuntamento romano. E basta osservare quel programma per capire il significato della presenza di un professionista brindisino all’interno di un contesto tecnico di questa caratura.

Chi è Daniele Cassano
Ridurre Daniele Cassano a una sola definizione professionale sarebbe probabilmente impossibile.
Commercialista, revisore legale, esperto di governance, consulente tecnico, professionista della crisi d’impresa, docente e componente di organismi di valutazione, Cassano ha costruito negli anni un percorso raro per profondità e multidisciplinarietà.
La sua formazione parte dalla Università Bocconi di Milano, dove consegue la laurea in Economia e Legislazione per l’Impresa, a cui seguiranno il prestigioso Master internazionale CEMS e una seconda laurea in Giurisprudenza.
È un percorso che unisce economia, diritto, organizzazione aziendale e controllo dei rischi.
Nel tempo, quella preparazione lo porterà a lavorare in contesti internazionali ad altissima specializzazione.
Dall’internal audit alle grandi multinazionali
Una parte importante della carriera di Daniele Cassano si sviluppa nel mondo dell’internal audit, settore altamente tecnico dove competenze economiche, giuridiche e organizzative devono convivere in equilibrio costante.
Ha lavorato nel gruppo Allianz come Senior Internal Auditor occupandosi di auditing, compliance, risk management e modelli organizzativi 231.
Successivamente ha ricoperto ruoli di responsabilità nel gruppo internazionale d’Amico Shipping, operando tra Roma, Lussemburgo, Dublino, Monaco e Singapore.
Nel suo curriculum compaiono inoltre attività di consulenza e formazione per Confagricoltura e per importanti realtà nazionali nel campo del controllo interno e della compliance.
Dal 2019 è CTU in contenzioso civile, curatore fallimentare, custode giudiziario, professionista delegato alla vendita, revisore degli enti locali e gestore della crisi d’impresa.
Nel 2024 è stato nominato componente del Comitato Scientifico della Fondazione nazionale ADR dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.
Un percorso costruito lontano dai riflettori ma dentro i luoghi dove si affrontano crisi complesse, si governano sistemi di controllo e si prendono decisioni delicate.

Il merito creditizio falsato spiegato in modo semplice
Il tema che Daniele Cassano porterà al convegno romano riguarda una questione oggi centrale nel diritto economico contemporaneo: il rapporto tra responsabilità delle banche e responsabilità dei debitori nelle procedure di sovraindebitamento.
Nel brogliaccio preparatorio della relazione, Cassano parte da una definizione molto semplice: il sovraindebitamento è «quel perdurante squilibrio tra entrate ed uscite» che rende impossibile adempiere regolarmente ai propri debiti.
Da qui si sviluppa il concetto di “merito creditizio falsato”, cioè la situazione in cui il sistema di concessione del credito non riesce più a valutare correttamente la reale sostenibilità economica di chi riceve finanziamenti.
Il cuore della relazione ruota attorno a una recente ordinanza della Corte di Cassazione del 2025 destinata a incidere profondamente sulle future procedure di sovraindebitamento.
Con linguaggio diretto e accessibile, Cassano sintetizza così il principio stabilito dalla Suprema Corte: «La responsabilità della banca e quella del debitore corrono su binari paralleli: l’errore dell’uno non giustifica automaticamente l’azzardo dell’altro».
Tradotto: una banca può aver concesso credito con leggerezza, ma questo non elimina automaticamente eventuali comportamenti imprudenti del debitore.
Secondo Cassano, il sistema deve distinguere tra chi si trova in difficoltà per eventi imprevisti e chi invece ha aggravato la propria posizione debitoria con condotte irresponsabili.
Nel testo preparatorio della relazione lo spiega con una formula molto chiara: «Il sistema non può diventare una zona franca dove le colpe si compensano matematicamente. Ogni soggetto deve rispondere delle proprie scelte».

La capacità di rendere comprensibili temi complessi
C’è un elemento che attraversa tutta la carriera di Daniele Cassano: la capacità di tradurre argomenti altamente tecnici in concetti comprensibili anche a chi non appartiene al settore.
Nel mondo della crisi d’impresa e della governance finanziaria non è una qualità secondaria.
Spesso il linguaggio giuridico ed economico rischia di diventare distante, quasi impermeabile. Cassano prova invece a renderlo accessibile senza perdere rigore tecnico.
Nel suo intervento distingue, ad esempio, tra «debitore sfortunato» e «debitore spregiudicato», una formula semplice che riesce a spiegare anche ai non addetti ai lavori un principio giuridico molto complesso.
Ed è probabilmente anche questa capacità divulgativa, insieme alla solidità professionale, ad aver contribuito alla sua presenza nel panel nazionale del 20 maggio.

Brindisi dentro un contesto nazionale di eccellenza
C’è poi un valore simbolico che attraversa questa storia.
Dentro uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati alla crisi d’impresa, alla governance e alla sostenibilità finanziaria delle PMI italiane, tra magistrati, professori universitari e specialisti provenienti da tutta Italia, ci sarà anche un professionista brindisino.
Non per rappresentanza formale. Ma per portare un contributo tecnico su uno dei temi più complessi e attuali del diritto economico contemporaneo.
Ed è forse qui che il percorso di Daniele Cassano assume un significato più ampio.
Perché racconta la possibilità, anche partendo da territori lontani dai grandi centri finanziari italiani, di costruire una credibilità professionale capace di arrivare ai tavoli nazionali più qualificati.
Con studio. Disciplina. Competenza.
Senza scorciatoie.
E forse è proprio questo il tratto più forte della sua storia professionale: l’idea che il lavoro non debba essere esibizione, ma responsabilità.



