“In principio erano i pomodori”, il 28 aprile a San Vito dei Normanni confronto su sfruttamento, filiere agricole e diritti
di Antonio Portolano
SAN VITO DEI NORMANNI (BRINDISI) – Il contrasto al caporalato e la promozione di un lavoro agricolo regolare e dignitoso tornano al centro del dibattito con il convegno “In principio erano i pomodori. Storia di diritti, doveri e nuova cittadinanza”, in programma il 28 aprile alle 17:30 presso “La Saletta” in via Cavour. L’iniziativa, organizzata in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, riunisce istituzioni, sindacati e terzo settore per analizzare le dinamiche dello sfruttamento nei campi e le prospettive di sviluppo di filiere agricole sostenibili e inclusive.
Un settore strategico tra valore economico e criticità strutturali
L’agricoltura rappresenta uno dei pilastri dell’economia italiana, con un valore aggiunto superiore ai 40 miliardi di euro e una filiera agroalimentare centrale nelle esportazioni. Tuttavia, accanto alle eccellenze produttive, persistono fenomeni di lavoro irregolare che incidono sulla competitività del comparto.
In particolare, il caporalato continua a generare distorsioni nei costi del lavoro e nella concorrenza tra imprese, con effetti negativi sia sul piano economico sia su quello sociale. Il ricorso a manodopera vulnerabile, spesso migrante, alimenta un sistema parallelo che sottrae risorse alla legalità e penalizza le aziende che rispettano le regole.

Una rete territoriale ampia tra istituzioni e terzo settore
Il convegno è promosso da una rete articolata che coinvolge il Comune di San Vito dei Normanni, la Flai Cgil, il Consorzio Hera, l’Osservatorio Placido Rizzotto, la Cooperativa Oasi, Arci Brindisi, il Sistema Accoglienza e Integrazione e realtà associative e culturali come XFarm e QuantaBravaGente, insieme ad altri partner del territorio.
Interverranno, tra gli altri, Silvana Errico, sindaca di San Vito dei Normanni, Salvatore Mangiaracina, presidente del Consorzio Hera, Gianluca Pezzolla, presidente della Cooperativa Oasi, Jean René Bilongo per l’Osservatorio Placido Rizzotto, Gabrio Toraldo, segretario generale della Flai Cgil Brindisi, e Vincenzo Catamo, presidente Arci Brindisi. Previsto anche il contributo di XFarm con racconti di agricoltura prossima.
L’incontro sarà introdotto e moderato da Gianluca Cangemi, responsabile comunicazione del Consorzio Hera. In apertura sono previsti i saluti istituzionali della Prefettura di Brindisi e delle forze dell’ordine, tra cui Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza.
Il ruolo del sindacato nella promozione del lavoro regolare
Al centro del confronto il tema della qualità del lavoro agricolo e della necessità di rafforzare strumenti di contrasto allo sfruttamento. «Il convegno affronterà i temi del caporalato e dello sfruttamento lavorativo soprattutto in agricoltura con esperti del fenomeno», sottolinea Gabrio Toraldo, segretario generale della Flai Cgil Brindisi. «Con questo appuntamento rinnoviamo il nostro impegno in difesa del lavoro buono con un importante momento di approfondimento e sensibilizzazione».
L’azione sindacale si inserisce in un contesto in cui la legalità del lavoro rappresenta un elemento determinante per la sostenibilità economica del comparto, anche alla luce delle crescenti richieste di trasparenza lungo le filiere agroalimentari.

Impatti economici e sociali sul territorio brindisino
Il territorio della provincia di Brindisi è caratterizzato da una forte presenza di lavoro stagionale in agricoltura, con una domanda di manodopera che, in assenza di adeguati strumenti di regolazione, può favorire fenomeni di intermediazione illecita.
Il caporalato non solo compromette i diritti dei lavoratori, ma altera le dinamiche di mercato, creando un vantaggio competitivo scorretto e riducendo l’attrattività degli investimenti. In questo quadro, iniziative di confronto pubblico e costruzione di reti territoriali rappresentano un passaggio strategico per rafforzare modelli produttivi basati sulla legalità.
Cultura, territorio e filiera corta: gli eventi collaterali
Accanto al convegno, il programma della giornata prevede momenti di valorizzazione culturale e territoriale. Alle 21, in piazza Leonardo Leo, è in programma lo spettacolo musicale “Li Stunati”, mentre sarà attivo uno spazio dedicato alla degustazione di prodotti del territorio a cura di XFarm e del progetto Sai 1249 PR 2.
Questi appuntamenti contribuiscono a rafforzare il legame tra agricoltura, comunità locale e promozione delle produzioni di qualità, evidenziando il ruolo della filiera corta come leva di sviluppo sostenibile.

Strategie di filiera e contrasto alle agromafie
Il contrasto al caporalato si inserisce in una più ampia strategia di lotta alle agromafie e di promozione di filiere trasparenti. Il coinvolgimento dell’Osservatorio Placido Rizzotto e di soggetti del terzo settore evidenzia la necessità di un approccio integrato, capace di coniugare controllo, prevenzione e inclusione sociale.
La costruzione di protocolli di intesa tra istituzioni, imprese e sindacati rappresenta una delle direttrici operative più rilevanti, con l’obiettivo di garantire condizioni di lavoro regolari e favorire la competitività del settore.
Prospettive economiche e sviluppo sostenibile
Nel medio periodo, il rafforzamento della legalità nel lavoro agricolo è destinato a incidere direttamente sulla qualità delle produzioni e sulla reputazione delle filiere italiane sui mercati internazionali. L’adozione di modelli sostenibili, sia sul piano sociale sia ambientale, rappresenta un fattore sempre più rilevante per attrarre investimenti e consolidare la presenza nei mercati globali.
Il convegno di San Vito dei Normanni si inserisce in questo scenario come momento di analisi e proposta, contribuendo a delineare un percorso condiviso verso un’agricoltura più equa, competitiva e integrata nel tessuto economico territoriale.




