Il Rapporto Svimez segnala per la Puglia imprese poco innovative, lavoro povero e fuga di giovani laureati
«A proposito del Rapporto Svimez 2025, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Gigia Bucci, segretaria generale della Cgil Puglia».
di Gigia Bucci
Criticità del sistema produttivo pugliese
Il rapporto annuale dello Svimez presentato oggi rileva per la Puglia criticità note, con un sistema di imprese poco evoluto dal punto di vista tecnologico, dove prevalgono settori a bassa specializzazione produttiva che trascinano lavoro povero e spingono migliaia di giovani a emigrare in cerca di opportunità migliori. Il dato che ha visto dal 2019 al 2023 quasi 19mila pugliesi laureati under 34 lasciare la Puglia segnala un impoverimento drammatico di competenze, di talenti, di energie che reclama a ogni livello istituzionale, politico e sociale un impegno massimo nella direzione di investimenti miranti alla creazione di nuova occupazione dentro filiere strategiche e di valore. È uno dei punti, quest’ultimo, della nostra piattaforma regionale consegnata all’eletto presidente Decaro prima del voto.

Occupazione debole e salari erosi dall’inflazione
Sia l’occupazione che il Pil rallentano ma anche quando sono cresciuti, la spirale determinata da inflazione e salari bassi ha portato a un impoverimento ulteriore di chi vive di lavoro e anche di pensioni.
Welfare tagliato e nessuna politica industriale nazionale
Non aiuta la Puglia e il Mezzogiorno un governo che taglia il welfare, che non ha uno straccio di politica industriale, che investe solo nell’industria delle armi e che addirittura fa cassa sulle risorse stanziate per la transizione energetica del siderurgico di Taranto. Di fronte alle criticità che segnala Svimez, ma anche alle potenzialità che può esprimere il Mezzogiorno opportunamente sostenuto, al Governo pensano di riproporre l’autonomia differenziata già bocciata dalla Consulta.
Perché il 12 dicembre la CGIL sarà in piazza
Sono alcune delle ragioni che hanno spinto la Cgil a proclamare il prossimo 12 dicembre uno sciopero generale con manifestazioni regionali. Saremo in piazza a Bari, da tutta la Puglia, per reclamare una politica economia e sociale di segno opposto, che a partire dal Sud e dai giovani sia in grado di disegnare un futuro di crescita e benessere in un Paese che invece perde drammaticamente pezzi di manifatturiero ed è attraversato da tante crisi industriali.




