Brindisi porto di pace e di speranza

Brindisi porto di pace, un momento della conferenza stampa

Brindisi, 27 e 28 settembre: due giornate di memoria, cultura e spiritualità per rafforzare il messaggio di fratellanza, accoglienza e pace

di Antonio Portolano

«Abbiamo la volontà di tessere una rete di speranza, pace e fratellanza. Vogliamo sostenere tutti coloro che creano e portano avanti iniziative di pace». Con queste parole l’arcivescovo di Brindisi-Ostuni, mons. Giovanni Intini, ha riassunto il cuore dell’iniziativa Brindisi porto di pace e di speranza. Un percorso che in questi giorni ha già acceso la città e che domani e dopodomani vivrà i suoi momenti più intensi.

Il contesto internazionale

Il progetto nasce in un tempo segnato da tensioni globali. La guerra tra Russia e Ucraina continua a insanguinare l’Europa orientale. Il conflitto israelo-palestinese si è aggravato ulteriormente. In Italia, proprio oggi, migliaia di studenti sono scesi in piazza in occasione dello sciopero generale per chiedere pace e futuro. È in questo scenario che Brindisi si propone come porto di dialogo e di speranza.

Sabato 27 settembre: la memoria dello sbarco del 1991

La giornata sarà dedicata al ricordo dell’arrivo di migliaia di albanesi nel 1991 e all’incontro con la cittadinanza brindisina.

Alle 10, al Mediaporto, si terrà il momento di riflessione dal titolo La convivialità delle differenze. Lo sbarco del ’91. Interverranno il dott. Luigj Mila, segretario generale di Giustizia e Pace Albania, la dott.ssa Irene D’Aiuto, dell’équipe giovani di Giustizia e Pace Italia, la dott.ssa Koseta Guxholli, mediatrice culturale, e la prof.ssa Katiuscia Vammacigna, docente e autrice del libro Legend Brindisi. Testimonianze e ricordi si intrecceranno a narrazioni storiche, restituendo la forza di un’esperienza che ha segnato la città.

Alle 17, presso la Sala Matteo Farina della Cattedrale, il fotoreporter brindisino Pierpaolo Cito presenterà la proiezione fotografica Immagini di migrazioni e conflitti, tra dolore e speranza. Una galleria che attraversa anni di reportage, raccontando ferite e possibilità di rinascita.

La giornata si chiuderà alle 20, nel cortile della Cattedrale, con lo spettacolo teatrale Non abbiate paura. Grand Hotel Albania, scritto da Francesco Niccolini e interpretato dall’attore brindisino Luigi D’Elia.

Domenica 28 settembre: celebrazione e famiglie

L’ultima giornata inizierà alle 10 con la celebrazione eucaristica presso la chiesa del Sacro Cuore, presieduta da don Mimmo Roma. Seguirà alle 11.30, al Teatro dei Salesiani, lo spettacolo per famiglie Ombre Migranti a cura del maestro d’ombre Silvio Gioia.

Le parole che guidano l’iniziativa

L’arcivescovo Intini ha richiamato l’importanza di piccoli segni concreti: «Ogni volta che passo dal dormitorio è un colpo al cuore. Per questo abbiamo voluto aprire una casa dell’accoglienza, replicando l’esperienza della Casa degli Aquiloni. Un piccolo seme che, chissà, domani potrà diventare qualcosa di più grande, a servizio della città».

Don Mimmo Roma, nel presentare le iniziative, ha ricordato l’insegnamento di Giorgio La Pira: «Partire dalle città per unire le nazioni». Un richiamo che dà senso agli eventi e che trasforma Brindisi in laboratorio di pace.

Un porto che resta segno

Brindisi porto di pace e di speranza, promosso dall’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni con il patrocinio del Comune di Brindisi, è gratuito e aperto a tutta la cittadinanza. In una città che nel 1991 seppe accogliere migliaia di profughi albanesi, la memoria diventa oggi spinta per affrontare nuove sfide. Brindisi torna a essere porto vivo, luogo di incontro, fratellanza e futuro.