Dal 28 agosto al 5 settembre la Casa del Turista ospita laboratori, spettacoli e riprese per un documentario storico destinato alle scuole
di Antonio Portolano
BRINDISI – Sette secoli dopo, Brindisi riapre il processo ai Templari. Non per emettere una nuova sentenza, ma per riportare davanti al pubblico le parole di due uomini rimasti quasi soli dentro una delle vicende più controverse del Medioevo.
Dal 28 agosto al 5 settembre 2026, l’area archeologica della Casa del Turista, sede della History Digital Library, diventa teatro, laboratorio e set cinematografico per «Il Libro dei Cavalieri. Il processo ai Templari di Brindisi», progetto realizzato nell’ambito della XIV edizione del Medieval Fest.
Al centro ci sono un grande libro, un Cantastorie, la musica medievale eseguita dal vivo e due nomi che arrivano direttamente dai verbali del 1310: Giovanni da Nardò e Ugo de Samaya. Il pubblico non assisterà semplicemente alla storia. Dovrà contribuire a farla cominciare.
Il 4 giugno 1310, due Templari davanti ai giudici
La vicenda prende le mosse da un episodio realmente documentato.
Il 4 giugno 1310, nella sala grande del castello regio di Brindisi, Giovanni da Nardò e Ugo de Samaya, fratelli dell’Ordine del Tempio, comparvero davanti a una commissione inviata dal papa.
Furono gli unici a presentarsi. Nessun altro, nella città, si fece avanti per difendere l’Ordine.
Di quei due uomini sono rimaste poche pagine di verbale. Non sappiamo che cosa accadde loro in seguito né dove terminarono le loro vite. La documentazione ha conservato le loro parole, ma non il loro destino.
È proprio da questo vuoto che nasce il progetto del Medieval Fest 2026: utilizzare il teatro non per colmare arbitrariamente ciò che la storia non dice, ma per trasformare documenti, luoghi e domande in un’esperienza narrativa.

Un grande Libro che si apre soltanto con il pubblico
«Il Libro dei Cavalieri» non è concepito come una tradizionale rievocazione in costume.
La struttura è quella di un monologo narrativo costruito dentro il luogo che conserva le tracce di quella storia, accompagnato da apparizioni mute e musica medievale eseguita dal vivo.
Al centro della scena c’è il Cantastorie, davanti a un grande Libro.
Ogni pagina apre un quadro: il porto di Brindisi di sette secoli fa, i pellegrini in attesa dell’imbarco, i cavalieri incaricati di proteggerli, l’ascesa dell’Ordine del Tempio, la sua caduta e infine l’inchiesta pontificia celebrata a Brindisi nel 1310.
Le figure compaiono ma non parlano. È il Cantastorie a prestare loro la voce, modificando posizione, direzione dello sguardo e tono senza trasformare il racconto in imitazione.
Ne nasce una sorta di favola storica documentata, affidata a una sola voce mentre corpi, musica e spazio archeologico rendono visibile ciò che quella voce racconta.
«Volta pagina»: gli spettatori entrano nella storia
Anche il pubblico ha un ruolo preciso.
Gli spettatori prendono posto su una passerella lignea a forma di staffa che circonda gli scavi archeologici senza calpestarli e rimangono all’interno del quadro scenico per tutta la rappresentazione.
Sono proprio loro a far procedere il racconto.
Per aprire il Libro devono pronunciare insieme due parole: «Volta pagina». Senza la voce collettiva degli spettatori e senza il primo accordo degli strumenti, la pagina resta chiusa.
Un giovane spettatore riceve inoltre il fagotto di un pellegrino, che custodisce durante la rappresentazione, e nel finale gli viene affidata una lanterna.
C’è poi un momento nel quale l’interazione lascia spazio al silenzio.
Quando viene ricordato il bando attraverso il quale, nel 1310, si invitava chiunque volesse difendere l’Ordine a farsi avanti, la scena si arresta per sei secondi. Nessuno viene invitato ad alzarsi. Quel vuoto restituisce così, attraverso il teatro, il silenzio che accolse realmente l’appello.
Agli spettatori non è richiesta alcuna capacità attoriale: soltanto presenza e ascolto.

La Casa del Turista non è soltanto una scenografia
Il rapporto tra spettacolo e luogo costituisce uno degli elementi centrali del progetto.
L’edificio medievale affacciato sull’area archeologica della Casa del Turista è tradizionalmente collegato alla domus e alla darsena dei Templari. Sulla chiave dell’arco è inoltre scolpita una croce potenziata, differente dalla croce a otto punte associata ai Cavalieri di San Giovanni, ai quali il complesso passò dopo la soppressione dell’Ordine templare.
La rappresentazione, tuttavia, non trasforma questa attribuzione in una certezza che le fonti non consentono di dichiarare.
È uno dei punti metodologicamente più interessanti dell’intero progetto: distinguere ciò che è documentato da ciò che appartiene alla ricostruzione storica.
Una scelta che assume particolare valore anche in vista del successivo utilizzo scolastico del documentario. Imparare a leggere una traccia, confrontarla con le fonti e riconoscere il confine tra dato, interpretazione e narrazione diventa così parte dello stesso racconto.
Il Medieval Fest apre il cantiere dello spettacolo alla città
Il programma si sviluppa in due fasi.
Venerdì 28 e sabato 29 agosto, dalle ore 19, l’area archeologica ospita due giornate di laboratorio aperto.
Non saranno spettacoli già conclusi, ma occasioni per entrare nel processo di costruzione della rappresentazione: prove, movimenti, illuminazione, suono e costruzione delle apparizioni saranno visibili al pubblico.
È il cantiere dello spettacolo che si apre alla città.
Durante le due giornate non sono previste rappresentazioni e non saranno effettuate riprese.
Il 4 e 5 settembre arriverà invece la messa in scena vera e propria, articolata ogni sera in due differenti versioni.
Alle 20 sarà proposta quella rivolta a famiglie e scuole, costruita come esperienza maggiormente partecipata. Alle 21.30 andrà in scena la versione destinata al pubblico adulto, che conserva l’impianto drammaturgico originario e approfondisce testimonianze, contraddizioni e zone d’ombra legate alla fine dell’Ordine templare.
La differenza, precisano i promotori, riguarda la forma del racconto, non il suo grado di difficoltà.
Dal testo di Cristian Guzzo nasce «Il Libro dei Cavalieri»
Alla base del progetto c’è un testo dello storico Cristian Guzzo, concepito come opera teatrale.
La forma autoriale viene proposta nelle rappresentazioni delle 21.30, mentre lo stesso materiale è stato reinterpretato e adattato per la versione delle 20, nella quale confluiscono teatro, musica, videotelling, rievocazione storica e forme di intrattenimento ludico-didattico.
Le due giornate del 28 e 29 agosto servono proprio a rendere visibile il processo attraverso il quale questa seconda versione viene costruita.
Enzo Toma, una sola voce per attraversare sette secoli
Il perno scenico delle due versioni è Enzo Toma, responsabile della regia teatrale, presentatore e attore dello spettacolo.
Regista, attore ed ex danzatore, nato a San Severo e residente a Conversano, Toma ha costruito il proprio percorso professionale attraversando danza, recitazione, regia e formazione ed è considerato tra i principali esperti italiani del teatro del disagio, esperienza che utilizza la scena anche come spazio di relazione nei contesti di fragilità sociale.
Nel progetto del Medieval Fest questa competenza incontra una forma teatrale nella quale il confine tradizionale tra platea e scena viene deliberatamente ridotto.
Toma accoglie inizialmente gli spettatori in abiti contemporanei, illustra le regole della rappresentazione, il luogo e gli scavi. Poi indossa davanti al pubblico il mantello rosso e diventa il Cantastorie.
È l’unico a parlare durante tutta la rappresentazione.
Presta la propria voce ai commissari, a Giovanni da Nardò e a Ugo de Samaya, modificando posizione, asse dello sguardo e tono. Da lui dipendono ritmo e intensità di un racconto pensato per poter coinvolgere, nella stessa serata, bambini, ragazzi e adulti.

Maurizio Ciccolella e gli allievi della Scuola Talìa
Alla rappresentazione partecipano anche Maurizio Ciccolella e gli allievi della Scuola Talìa.
Attore e regista, Ciccolella si è formato a Brindisi con Patrizia Rizzo, allieva di Vittorio Gassman, e ha debuttato nel 1994 in «Riccardo III».
Si è quindi diplomato alla Scuola di Recitazione del Piccolo Teatro di Milano, dove è stato allievo di Luca Ronconi, lavorando successivamente con lui in «Sogno», «Il Candelaio», «Amor nello specchio» e «Infinities».
Il suo percorso comprende seminari con Marcel Marceau, Lev Dodin, Jurij Alschitz, Lluís Pasqual e Serena Sinigaglia, esperienze cinematografiche con Marco Tullio Giordana in «Lea» e Riccardo Grandi in «Passeggeri notturni», oltre alla regia di lavori come «Insert Coin», inserito nel Centenario della CGIL e ripreso dalla RAI, e «Mio fratello» di Anna Piscopo.
Ciccolella è inoltre direttore del Teatro Eden.
Scuola Talìa, formazione teatrale partita da Brindisi
Fondata dallo stesso Ciccolella nel 2010 e gestita dall’Associazione Scuola per i Mestieri del Teatro del Mediterraneo, la Scuola Talìa è nata a Brindisi e ha successivamente esteso la propria attività a Taranto, Bari e Lecce.
Nel 2012 ha attivato un corso di qualifica professionale per attori e attrici riconosciuto dalla Provincia di Brindisi e dalla Regione Puglia: due anni, 600 ore di formazione e 27 allievi, con spettacoli finali tratti dal «Decameron» di Boccaccio e da «La vedova allegra».
Tra i docenti che hanno insegnato nella scuola figurano Eugenio Barba, Giulia Lazzarini, Sandro Lombardi, Alessandro Piva, Raffaella Giordano, Vittorio Matteucci, Edoardo Winspeare, Roberto Latini, Marigia Maggipinto e Lucio Argano. Gli allievi hanno inoltre seguito seminari di approfondimento con Dario Fo e Franca Rame.
La scuola è patrocinata dal Teatro Pubblico Pugliese e ha collaborato con l’Università di Bari.
Odor Rosae Musices, gli strumenti medievali aprono il Libro
La musica non funziona come semplice accompagnamento.
A eseguirla sono gli Odor Rosae Musices, ensemble specializzato nello studio e nell’esecuzione della musica medievale, in abiti d’epoca e attraverso riproduzioni di strumenti storici ricostruiti sulla base delle testimonianze iconografiche e documentarie.
Il repertorio nasce da ricerche storico-filologiche e da trascrizioni provenienti da fonti quali il Llibre Vermell de Montserrat, il Laudario di Cortona, il Codice di Londra, le Cantigas de Santa Maria e le estampies royales.
Nello spettacolo diventano i custodi sonori del Libro.
Sono musica e strumenti a concorrere all’apertura delle pagine e all’apparizione delle figure. E, quando il racconto termina, sono gli stessi musicisti a chiudere il Libro e a portarlo via.
Una soluzione che traduce scenicamente uno dei temi del progetto: la memoria non appartiene soltanto a chi racconta, ma anche ai luoghi e alle comunità che continuano a conservarla.
Davide Giarletti e Giacomo Carito tra cinema e ricerca
Alla dimensione teatrale si affianca quella cinematografica.
La regia cinematografica è affidata a Davide Giarletti, mentre la direzione scientifica è curata da Giacomo Carito, presidente della sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia.
Il suo compito è garantire il rigore della ricostruzione e, soprattutto, mantenere riconoscibile la distinzione fra dato documentato, interpretazione e licenza narrativa.

Brvndisivm Historica ricostruisce materiali e gesti
La rievocazione storica, elemento caratterizzante del Medieval Fest, è affidata a Brvndisivm Historica, gruppo di riferimento della città nel settore.
Costumi, giochi, oggetti e antichi saperi vengono ricostruiti attraverso studio delle fonti, ricerca filologica e attenzione ai particolari.
È un aspetto tutt’altro che ornamentale.
In una rappresentazione che pone al centro proprio il rapporto tra documento e ricostruzione, la coerenza di materiali, tessuti, oggetti e gesti contribuisce alla credibilità complessiva del racconto.
Il Medioevo, in questo modo, non viene utilizzato semplicemente come atmosfera visiva, ma restituito come un sistema di mestieri, materiali e regole.
Alla realizzazione del progetto collaborano inoltre Ida de Giorgio, Giuseppe Marella e le associazioni aderenti all’ATS EPICA.
Dallo spettacolo nascerà un documentario per le scuole
Il progetto non terminerà con le rappresentazioni.
Le serate del 4 e 5 settembre saranno infatti trasformate in un vero set cinematografico. Dalle riprese nascerà un documentario articolato su due differenti livelli cognitivi.
Il primo avrà un’impostazione maggiormente narrativa e partecipativa e sarà destinato alla scuola primaria e alla secondaria di primo grado.
Il secondo proporrà una lettura più analitica dei verbali e sarà rivolto alla scuola secondaria di secondo grado e al pubblico adulto.
Non si tratterà quindi dello stesso prodotto semplicemente accorciato o semplificato, ma di due letture differenti della stessa vicenda storica.
Il documentario sarà successivamente presentato alle scuole di ogni ordine e grado, trasformando le giornate del Medieval Fest in un contenuto destinato a proseguire oltre l’evento.
Dai Templari una domanda che riguarda anche il presente
«Il Libro dei Cavalieri» non prova a stabilire, sette secoli dopo, se i Templari fossero colpevoli o innocenti.
Utilizza invece le testimonianze di Giovanni da Nardò e Ugo de Samaya per interrogarsi sulla natura stessa della testimonianza.
Quanto vale ciò che una persona dichiara quando parla sotto la pressione della paura, dell’obbedienza o della minaccia? Come si distingue la paura dall’errore e l’errore dalla colpa?
È qui che una vicenda del 1310 smette di essere soltanto medievale.
«Non presentiamo la croce dell’arco come una prova assoluta», spiegano i promotori. «La usiamo per fare ciò che la storia richiede: guardare una traccia, confrontarla con le fonti e lasciare aperta una domanda. Vogliamo lasciare alla città più di una serata: un’opera audiovisiva, un metodo di lavoro e un percorso da riusare nelle scuole e nei luoghi».
Medieval Fest 2026, date, orari e ingresso
- Evento: XIV edizione del Medieval Fest – «Il Libro dei Cavalieri. Il processo ai Templari di Brindisi»
- Luogo: area archeologica della Casa del Turista, Brindisi
- Laboratorio aperto: 28 e 29 agosto 2026
- Orario laboratorio: dalle ore 19
- Riprese durante il laboratorio: no
- Rappresentazioni: 4 e 5 settembre 2026
- Ore 20: versione per famiglie e scuole
- Ore 21.30: versione per il pubblico adulto
- Durata: circa 25 minuti per rappresentazione
- Ingresso: gratuito
- Videoriprese: previste durante le rappresentazioni del 4 e 5 settembre
- Pubblico: gli spettatori presenti saranno ripresi e riconoscibili
- Minori: necessario il consenso dell’accompagnatore
- Informativa e liberatoria: disponibili all’ingresso
- Email: info@hdlibrary.it
- WhatsApp: 348 6035144




