Oggi a Brindisi incontro sulla storia angioina con studiosi e presentazione di saggi sul periodo 1266-1343 tra memoria e identità locale
di Antonio Portolano
BRINDISI – Comprendere il passato per leggere il presente e rafforzare l’identità del territorio. È questo il senso dell’appuntamento dedicato alla storia medievale di Brindisi, che mette al centro il periodo angioino come chiave di interpretazione delle trasformazioni urbane, sociali e culturali della città.
Il valore culturale dell’iniziativa
L’incontro nasce con l’obiettivo di rendere accessibile la ricerca storica e di avvicinare la comunità a una fase cruciale della propria storia. Il periodo compreso tra il 1266 e il 1343, sotto il dominio angioino, viene proposto come momento di svolta, segnato da dinamiche complesse tra rilancio e difficoltà.
In quegli anni si ridefinirono gli equilibri tra centro e autonomie locali, tra aristocrazie e comunità, lasciando tracce profonde nel tessuto urbano, nelle architetture e nella memoria storica della città.

Il convegno e la rassegna “Pagine Erranti”
L’appuntamento si inserisce nella rassegna letteraria “Pagine Erranti – Brindisi città che legge”, promossa dall’A.p.s. Brindisi e le Antiche Strade nell’ambito delle attività della Casa di Quartiere Accademia degli Erranti.
L’evento è organizzato in collaborazione con la Società di Storia Patria per la Puglia – sezione di Brindisi e con il patrocinio dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF).
L’incontro, dal titolo «Brindisi sotto il regno degli angioini», si tiene oggi alle 17:30 presso la Sala Conferenze della Casa di Quartiere Accademia degli Erranti, nell’Ex Convento delle Scuole Pie, in Via Giovanni Tarantini 35 (1° piano).
Il volume e i saggi presentati
Durante il convegno sarà presentato un volume che raccoglie numerosi contributi scientifici dedicati al periodo angioino in Puglia e a Brindisi.
I saggi affrontano una pluralità di temi, offrendo una lettura articolata del contesto storico: dagli Angioini in Puglia alla figura di Corradino ai Piani Palentini, dalle fiere e mercati tra età sveva e primo periodo angioino fino a Brindisi sotto Carlo I e Carlo II d’Angiò.
Ampio spazio è dedicato anche agli aspetti architettonici e artistici, come l’ex chiesa di Sant’Angelo a Mesagne, i modelli e influssi nell’architettura minorita a Taranto, il castello di terra di Brindisi nella transizione tra Svevi e Angioini, l’iconografia del Lignum Vitae e l’ipotesi sull’affresco angioino di Santa Maria del Casale.
Tra i temi trattati anche la fondazione della chiesa di San Paolo Eremita e i primi tempi dei francescani a Brindisi, a testimonianza della rilevanza religiosa e culturale del periodo.
I protagonisti del confronto scientifico
A coordinare i lavori e a dialogare con alcuni degli autori saranno gli studiosi Giacomo Carito e Giuseppe Marella, della Società di Storia Patria per la Puglia e soci B.A.S., insieme alla professoressa di Storia Medievale Luciana Petracca dell’Università del Salento.
Il confronto diretto tra studiosi e pubblico rappresenta uno degli elementi centrali dell’iniziativa, pensata per favorire una divulgazione rigorosa ma accessibile.

Ricadute culturali e territoriali
Approfondire il periodo angioino significa anche valorizzare il patrimonio storico e culturale della città in chiave contemporanea. Le tracce lasciate da quella fase storica sono ancora visibili e rappresentano un elemento strategico per la promozione culturale e turistica del territorio.
L’iniziativa contribuisce a rafforzare il legame tra comunità e memoria storica, inserendosi in un percorso più ampio di valorizzazione delle identità locali e delle reti culturali, anche grazie al coinvolgimento dell’Associazione Europea delle Vie Francigene.
Un invito alla partecipazione
Gli organizzatori rivolgono un invito alla cittadinanza e agli appassionati di storia a partecipare all’incontro, con l’auspicio che l’iniziativa possa essere «pubblicata e diffusa» e nella certezza di una partecipazione attiva.
Un’occasione per riscoprire Brindisi attraverso le sue radici medievali e per vivere un nuovo momento di approfondimento «sulle orme della nostra storia».




