Brindeasy alla Festa dei Santi Patroni con una linea di prodotti che trasforma simboli e immaginario cittadino in promozione territoriale
di Antonio Portolano
Brindisi da indossare, regalare, portare altrove. E, soprattutto, da raccontare. È questa l’idea da cui nasce Brindeasy, giovane realtà imprenditoriale creata da un gruppo di ragazzi brindisini che prova a trasformare l’identità della città in un prodotto capace di viaggiare ben oltre i suoi confini.
La vetrina scelta è una delle più popolari e simboliche dell’anno: la Festa dei Santi Patroni di Brindisi, dedicata a San Teodoro d’Amasea e San Lorenzo da Brindisi. Tra le bancarelle comparirà anche lo stand di Brindeasy, con una collezione costruita intorno ai segni riconoscibili della città, al suo rapporto con il mare e a un linguaggio grafico contemporaneo.
Ma la notizia va oltre la presenza alla festa. Il progetto prova a sperimentare, su scala locale, una formula ormai centrale nelle strategie di promozione delle destinazioni: trasformare l’identità di un luogo in un patrimonio visivo riconoscibile e trasferibile su prodotti capaci di diventare essi stessi strumenti di comunicazione.
Dal souvenir al racconto della città
La differenza sta proprio qui. Brindeasy non vuole limitarsi a produrre souvenir destinati ai visitatori, ma costruire oggetti che possano entrare nella quotidianità, essere utilizzati, regalati e portati lontano.
Un prodotto acquistato da un turista, in questa logica, smette di essere soltanto il ricordo di un viaggio. Diventa un piccolo mezzo di comunicazione: mostra un’immagine di Brindisi, la porta in un’altra città, entra in una casa, viene regalato o indossato e moltiplica così le occasioni nelle quali il territorio può essere riconosciuto.
È una forma di promozione dal basso che parte da un presupposto semplice: una città non viene raccontata soltanto attraverso campagne istituzionali, grandi manifestazioni o investimenti pubblicitari. Può essere raccontata anche attraverso il design, gli oggetti e la capacità di trasformare i propri simboli in un linguaggio immediatamente identificabile.

Le grafiche di Luca Lazzari e una Brindisi contemporanea
A dare forma visiva al progetto è il designer brindisino Luca Lazzari, autore delle grafiche della collezione.
Il lavoro parte dall’immaginario cittadino e marittimo, ma evita la semplice riproduzione dei simboli tradizionali. L’obiettivo è reinterpretarli attraverso un codice contemporaneo, costruendo prodotti riconoscibili anche da chi vive Brindisi ogni giorno e non soltanto da chi arriva in città per turismo.
È uno dei passaggi più interessanti dell’iniziativa: trasformare l’appartenenza territoriale in un elemento di design e, contemporaneamente, in una leva economica.
Il risultato cercato da Brindeasy è un prodotto che possa vivere indipendentemente dalla visita turistica e mantenere nel tempo il rapporto tra chi lo possiede e la città alla quale rimanda.
Mitrotta: «Basta con Brindisi città dimenticata»
Dietro il progetto c’è anche la volontà di modificare la narrazione della città. Alessio Mitrotta, responsabile di Brindeasy, parte proprio dal rifiuto di una rappresentazione di Brindisi costruita prevalentemente intorno alle sue difficoltà.
«Siamo stanchi della solita retorica su Brindisi città dimenticata. Vogliamo farla vivere, farla brillare. Farla conoscere e amare, prima di tutto da chi ci è nato, e poi da chi la scopre anche solo durante una breve sosta».
È probabilmente questo il tratto che distingue maggiormente l’iniziativa dalla semplice produzione commerciale. Il progetto nasce da giovani brindisini e prova a costruire valore proprio partendo da ciò che normalmente viene considerato immateriale: appartenenza, riconoscibilità, orgoglio locale, memoria e capacità di rappresentare un territorio.
La scelta imprenditoriale diventa così anche una scelta narrativa.
Una risposta all’offerta commerciale standardizzata
L’idea nasce inoltre da un’osservazione maturata durante le manifestazioni cittadine: la presenza ancora limitata di prodotti fortemente collegati a Brindisi rispetto a un’offerta commerciale che, spesso, potrebbe essere proposta quasi indistintamente in qualsiasi altra città.
È questo spazio che Brindeasy vuole provare a occupare.
Non competere sulla genericità, ma sulla riconoscibilità. Non vendere soltanto un oggetto, ma attribuirgli un luogo, una storia e un’identità precisa.
«Creiamo prodotti unici – continua – fatti con orgoglio, da brindisini che credono nella loro terra. Per trasformare turisti, viaggiatori, curiosi e sognatori in ambasciatori del suo fascino nel mondo».
La parola chiave diventa quindi ambasciatori. Perché il modello immaginato dalla giovane realtà brindisina punta proprio alla moltiplicazione del racconto: chi acquista un prodotto porta con sé anche un frammento della città.

La Festa dei Patroni come grande vetrina urbana
La scelta della Festa dei Santi Patroni come momento di presentazione acquista un significato particolare nell’edizione 2026, che celebra i 250 anni dalla prima Processione a Mare del 1776 e accompagna Brindisi dal 27 agosto al 7 settembre con celebrazioni religiose, iniziative civili e appuntamenti legati alla storia e alle tradizioni cittadine.
È proprio quando la città torna a riempire il centro, il lungomare e i suoi luoghi simbolici che un progetto fondato sull’identità può trovare il suo pubblico naturale: brindisini, persone rientrate per la festa, visitatori e turisti.
La presenza di Brindeasy diventa così anche un piccolo esperimento di marketing territoriale: verificare se simboli e appartenenza possono trasformarsi in prodotti desiderabili e se quei prodotti possono, a loro volta, contribuire alla reputazione della città.
Le canotte dei Vogatori Remuri e il legame con il mare
Tra i prodotti proposti allo stand ci sarà anche una novità destinata agli appassionati di sport e tradizioni marinare: le canotte ufficiali dei Vogatori Remuri di Brindisi.
Un collegamento particolarmente coerente con il progetto, perché la voga rappresenta uno dei legami più immediati tra Brindisi e il suo porto. Nel giugno scorso i Vogatori Remuri hanno conquistato il primo posto nella loro categoria nella tappa brindisina del Trofeo dell’Adriatico e del Mar Ionio, manifestazione dedicata alle lance a dieci remi e alle tradizioni marinare pugliesi.
Sport, mare, design e appartenenza finiscono quindi dentro lo stesso racconto.
Ed è probabilmente questa la scommessa più interessante di Brindeasy: dimostrare che anche un oggetto può contribuire alla promozione di una città. Non sostituendosi alle grandi strategie turistiche e istituzionali, ma aggiungendo un tassello più quotidiano e diffuso.
Un piccolo prodotto che parte da Brindisi e, nelle intenzioni dei suoi ideatori, continua a raccontarla anche quando Brindisi non è più all’orizzonte.




