Basell Brindisi, Filctem Cgil: rilancio produzione

LyondellBasell ingresso dello stabilimento

Filctem Cgil chiede il rilancio produttivo di Basell Brindisi, nuove attività e garanzie occupazionali. Vertice in Regione Puglia il 3 marzo

di Antonio Portolano

Filctem Cgil: rilanciare subito Basell Brindisi

Rilanciare la produzione, riportare a Brindisi le attività industriali spostate all’estero e costruire nuove prospettive per garantire occupazione e sostenibilità economica del sito. È questa la richiesta avanzata dalla Filctem Cgil Brindisi sul futuro dello stabilimento Basell Brindisi, al centro di una fase delicata per l’intera chimica di base italiana.

Il confronto con l’azienda è atteso per il 3 marzo in Regione Puglia, dove sarà affrontato il monitoraggio della crisi e le prospettive di sviluppo del sito.

Una assemblea sindacale su Basell

Assemblea dei lavoratori e posizione del sindacato

L’assemblea dei lavoratori si è svolta alla presenza di Antonio Frattini, Segretario regionale Puglia della Filctem Cgil, e di Oronzo Passaro, RSU/RLS di stabilimento.

Il quadro delineato è chiaro: nel 2025 si sono confermate tutte le difficoltà del comparto industriale, compresa la chimica di base. Una crisi che, secondo il sindacato, sconta l’assenza di un chiaro orientamento europeo a tutela delle produzioni strategiche e, in Italia, la mancanza di una politica industriale strutturata.

In questo contesto, lo stabilimento di Brindisi resta esposto a dinamiche internazionali che rischiano di ridimensionarne il ruolo produttivo.

Revisione europea e nodo LyondellBasell

Il produttore di poliolefine LyondellBasell è in attesa della conclusione della revisione strategica delle attività europee. Il processo ha già portato alla vendita dei poli industriali di Berre in Francia, Münchsmünster in Germania, Carrington nel Regno Unito e Tarragona in Spagna.

Brindisi non rientra in questa operazione. Il sito non è più un impianto integrato in un petrolchimico pienamente funzionante e il compratore ha escluso lo stabilimento dall’acquisto.

Una condizione che apre uno scenario autonomo per il futuro del sito pugliese, ma che impone scelte industriali rapide e strutturate.

Produzioni da riportare a Brindisi

La richiesta della Filctem Cgil Brindisi è netta: una volta completata la vendita degli impianti europei, deve essere definita una strategia di rilancio per Brindisi.

Il “pacchetto” clienti di Basell non deve essere ceduto insieme agli impianti oggetto di vendita. Inoltre, tutte le produzioni inizialmente previste a Brindisi e successivamente spostate in Spagna devono rientrare sul sito pugliese.

Per rendere profittevole l’impianto è necessaria una programmazione attenta delle forniture di monomero di qualità dall’area del Mediterraneo. Servono contratti che garantiscano quantitativi mensili certi e un flusso regolare e costante di navi. Senza una pianificazione stabile delle materie prime, il sito non può raggiungere piena efficienza economica.

Basell assemblea sindacale con i lavoratori

Impianto PP2 e infrastruttura logistica

L’assemblea considera essenziale la conferma dell’impianto di produzione PP2.

Accanto alla produzione, emerge un altro nodo strategico: la logistica. Basell dovrebbe valutare l’opportunità di dotarsi di una propria infrastruttura logistica al servizio di Brindisi e di altri siti italiani. In una competizione globale che si gioca su qualità, innovazione e tempi di approvvigionamento, l’efficienza logistica diventa un fattore determinante.

Il rilancio del sito passa quindi da tre leve: continuità produttiva, sicurezza degli approvvigionamenti e integrazione logistica.

Le ricadute economiche su Brindisi

Il caso Basell Brindisi si inserisce nella più ampia crisi della chimica di base in Italia. L’assenza di una politica industriale nazionale incide su territori che hanno costruito la propria economia attorno al petrolchimico.

La partita riguarda non solo l’azienda, ma l’intero sistema produttivo locale: porto, indotto, imprese di servizio, occupazione diretta e indiretta. Il pieno utilizzo del sito, con una nuova efficienza economica e impiantistica e una gestione complessiva più solida delle attività, rappresenta una condizione imprescindibile per evitare un progressivo ridimensionamento industriale.

La riunione del 3 marzo in Regione Puglia sarà quindi un passaggio decisivo. Il sindacato attende determinazioni aziendali chiare per rilanciare la produzione e avviare la ricerca di nuove attività industriali da destinare a Brindisi, con l’obiettivo di garantire piena occupabilità e stabilità nel lungo periodo.