Barocco Festival Leonardo Leo, musica tra carcere e grotte

Ensemble La Bona Hora

Il 5 settembre il Barocco Festival Leonardo Leo porta il Seicento nella Casa Circondariale di Brindisi e nelle grotte rupestri di San Biagio

di Antonio Portolano

BRINDISI – La forza del dialogo tra colto e popolare. Ci sono musiche che nascono nei palazzi e finiscono nei cortili, e canti popolari che dalle piazze arrivano fino alle stanze nobiliari. Proprio questo intreccio, che nel Seicento ha generato un patrimonio musicale straordinario, è al centro del concerto «La bona nocte, suoni tra corti e cortili del ’600», proposto dall’ensemble La Bona Hora. Il gruppo è guidato da Simone Colavecchi (tiorba e chitarra barocca) e vede la partecipazione delle voci di Giorgia Bruno e Giovanna Gallelli, del violoncello barocco di Adriano Ancarani e delle percussioni di Andrea Panzera.

Una prima volta in carcere

Il Barocco Festival Leonardo Leo vive una tappa storica: venerdì 5 settembre, alle ore 11, la musica barocca entrerà per la prima volta nella Casa Circondariale di Brindisi, in un concerto riservato agli ospiti dell’istituto. La direttrice Valentina Meo Evoli accoglie e sostiene l’iniziativa, che diventa occasione di ascolto reciproco e di apertura tra mondi apparentemente lontani.

Nelle grotte rupestri di San Biagio

La giornata proseguirà alle ore 21 nelle suggestive grotte rupestri di San Biagio, in contrada Iannuzzo a San Vito dei Normanni. In questo scenario unico, la musica antica troverà una cassa di risonanza naturale, capace di amplificare l’emozione dell’ascolto. I biglietti, al costo simbolico di 3 euro, sono disponibili su Vivaticket e presso le grotte la sera stessa (info: 347 060 4118).

Un intreccio di tradizioni e maestri del Seicento

Il concerto segna il sesto e settimo appuntamento della XXVIII edizione del Barocco Festival Leonardo Leo, promossa dalla Città di San Vito dei Normanni con il Comune di Brindisi, il Ministero della Cultura e la Regione Puglia, con il sostegno della Prefettura di Brindisi.

Il programma musicale mette in scena il dialogo tra cultura popolare e repertorio colto. «La stringa», canto ancora vivo a Roma e nel Centro Italia, nasce da un testo del Cinquecento e viene ripreso nella frottola Vidi hor cogliendo rose di Alessandro Demofonte. La ciaccona, arrivata dalle Americhe, diventa base di madrigali e arie di Claudio Monteverdi come Zefiro torna e Quel sguardo sdegnosetto. La bergamasca, danza popolare, si intreccia perfino alle laudi spirituali di Coferati del 1657, nella tradizione dell’Oratorio di san Filippo Neri. A completare il mosaico, brani di Sigismondo d’India, Antonio Cifra, Stefano Landi, Giovanni Girolamo Kapsberger e Girolamo Frescobaldi, insieme a canti popolari che conservano intatta la loro forza evocativa.

La cultura come ponte tra comunità

«Bona Nocte» non è solo un concerto, ma un’esperienza che mostra come la musica barocca riesca a superare confini sociali, culturali e geografici. Nel carcere offre un varco di libertà interiore; nelle grotte dialoga con la pietra e con la memoria. Così, la rassegna ribadisce la sua missione: dimostrare che il linguaggio antico della musica continua a parlare al presente, unendo persone e tradizioni.