Al Castello Imperiali la mostra curata da Pierluigi Carofano: da Rubens a Igor Mitoraj, con l’opera “Ikaro cielo bianco”
di Antonio Portolano
Un dialogo tra secoli che accende il Castello Imperiali
Ci sono mostre che raccontano l’arte e mostre che la mettono in tensione tra epoche diverse. “Barocco e Neobarocco”, in arrivo al Castello Imperiali di Francavilla Fontana, appartiene alla seconda categoria. L’esposizione costruisce un ponte tra la teatralità e la potenza visiva del Barocco europeo e la sua sorprendente eredità nella sensibilità artistica contemporanea. Dal dinamismo pittorico di Peter Paul Rubens alla drammaticità simbolica di Igor Mitoraj, il percorso espositivo promette di diventare uno degli eventi culturali più rilevanti della stagione artistica in Puglia.
Il pubblico potrà visitare la mostra da sabato 21 marzo, attraversando un racconto artistico che unisce quattro secoli di immaginario, simboli e linguaggi.
Il progetto della mostra
La mostra “Barocco e Neobarocco” è ospitata negli spazi monumentali del Castello Imperiali di Francavilla Fontana, nella provincia di Brindisi, e propone un percorso che mette in relazione il linguaggio barocco con alcune delle sue interpretazioni contemporanee.
Il progetto è curato scientificamente dallo storico dell’arte Pierluigi Carofano ed è organizzato da Micexperience Puglia Rete d’Imprese, in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Nazionali Puglia del Ministero della Cultura e con la Città di Francavilla Fontana.
L’esposizione costruisce un arco ideale che va dal Seicento europeo fino alla produzione artistica contemporanea, dimostrando come alcuni elementi fondamentali del Barocco – dramma, movimento, monumentalità, tensione emotiva – continuino a influenzare la ricerca artistica dei nostri giorni.

L’arrivo dell’opera “Ikaro cielo bianco”
Tra le opere più attese della mostra spicca “Ikaro cielo bianco”, dipinto realizzato nel 2014 da Igor Mitoraj, uno degli artisti più riconoscibili della scultura europea del secondo Novecento.
L’opera proviene dall’Atelier Mitoraj di Pietrasanta, in Toscana, e rappresenta uno degli ultimi lavori realizzati dall’artista prima della sua scomparsa.
Il dipinto è realizzato con encausto e acrilico, una tecnica pittorica antica che utilizza la cera per fissare i pigmenti. Proprio questa tecnica caratterizza gran parte della produzione pittorica degli ultimi anni di vita di Mitoraj.
Dall’Atelier spiegano che il quadro restituisce una dimensione fortemente drammatica del mito: «Mitoraj dipinge l’opera pochi mesi prima della sua morte, utilizzando una tecnica antica, l’encausto, con cui l’autore ha realizzato tutti i dipinti degli ultimi anni della sua vita. Il tema mitologico di Ikaro, tanto presente nella sua sontuosa produzione scultorea, assume, se possibile, una dimensione ancora più drammatica e, forse, il presagio della fine imminente dell’artista».
La scena raffigura il momento della caduta dell’eroe mitologico. «Ikaro precipita in un cielo bianco che sembra infrangersi: le nuvole diventano schegge e il rosso intenso degli angeli dipinti da Mitoraj diventa opaco, quasi evanescente».
Sul retro della tela sono presenti due disegni datati che ampliano la dimensione simbolica dell’opera. «Sul retro della tela, due disegni: due angeli capovolti e datati che in qualche modo partecipano della caduta di Ikaro – o svelano un progetto pittorico inizialmente diverso».
L’interpretazione simbolica del dipinto è particolarmente intensa: «Il rosso del corpo e della voglia di osare, il bianco del cielo e della cera che lo condanna, laggiù l’azzurro del mare che sta per inghiottirlo: sembra di essere davanti al capitolo finale della rappresentazione del simbolo dell’ambizione, dell’audacia giovanile e del superamento dei propri limiti».
Il mito di Icaro nella poetica di Igor Mitoraj
Il mito di Icaro è uno dei temi più ricorrenti nell’opera di Igor Mitoraj, sia nella produzione scultorea sia nella pittura.
Come spiega Luca Pizzi, direttore dell’Atelier Mitoraj, l’artista ha sempre interpretato questa figura mitologica con uno sguardo diverso rispetto alla tradizione. «Mitoraj è sempre stato attratto dalla figura di Icaro, cui ha dedicato molte sculture, tutte andate oltre la narrazione classica che ne condanna la presunzione».
Nella visione dell’artista prevale infatti un sentimento diverso: «Prevale, nella sua rappresentazione del giovane che ignora gli avvertimenti paterni e vola alto, l’ammirazione per il coraggio di osare: la caduta diventa parte integrante della ricerca della libertà».

Il dipinto “Ikaro cielo bianco” assume così anche una dimensione quasi autobiografica.
«In questo quadro, uno degli ultimi prima della sua prematura scomparsa – osserva ancora Pizzi – mi sembra quasi che, scegliendo la tecnica dell’encausto per stemperare e stendere i pigmenti, abbia voluto imprigionare la caduta di Icaro in quella stessa cera che si è fusa e lo ha fatto precipitare in mare quando si è avvicinato troppo al sole».
Una scelta tecnica che diventa simbolo.
«Quasi a dire che Icaro alla fine è rimasto vittima della sua stessa voglia di libertà».
Le istituzioni e la rete culturale
La mostra nasce da una collaborazione tra istituzioni culturali e realtà imprenditoriali del territorio.
Il progetto è promosso da Micexperience Puglia Rete d’Imprese e realizzato con il coinvolgimento della Direzione Regionale Musei Nazionali Puglia del Ministero della Cultura e della Città di Francavilla Fontana.
L’iniziativa gode inoltre del patrocinio della Regione Puglia, della Camera di Commercio di Taranto-Brindisi e di Federalberghi Brindisi, con il supporto di numerosi partner locali.
Tra questi figurano Gea – Materiali per vivere, Generali Assicurazioni Agenzia di Francavilla Fontana, Confartigianato Imprese Oria-Francavilla Fontana e Casa Resta, mentre i mobility partner sono Aeroporti di Puglia e Ferrotramviaria Spa.
Il presidente di Micexperience Puglia, Pierangelo Argentieri, sottolinea l’importanza della collaborazione con l’Atelier Mitoraj.
«La collaborazione con l’Atelier Mitoraj amplia ulteriormente il novero delle sinergie con istituzioni culturali pubbliche e private, avviate per la Grande Mostra di Francavilla Fontana e contribuisce a tenere molto alto il livello delle eccellenze che vengono proposte».
Argentieri evidenzia anche la dimensione culturale dell’evento.
«Sarà, l’evento di Castello Imperiali, un autentico crocevia di esperienze artistiche capace di riscuotere il favore dei visitatori».

L’impatto culturale per Francavilla Fontana
Per Francavilla Fontana, nel cuore della provincia di Brindisi, la mostra rappresenta un passaggio importante nel processo di valorizzazione culturale della città.
Il Castello Imperiali diventa il luogo in cui arte storica e contemporanea dialogano, trasformando un monumento identitario del territorio in uno spazio di interpretazione artistica.
Eventi di questo livello contribuiscono a rafforzare il ruolo della città nel panorama del turismo culturale della Puglia, attirando visitatori, studiosi e appassionati d’arte.
Le prospettive della mostra
Con l’apertura del 21 marzo, la mostra Barocco e Neobarocco si candida a diventare uno degli appuntamenti culturali più importanti della stagione artistica pugliese.
Il dialogo tra il Barocco europeo di Peter Paul Rubens e la reinterpretazione contemporanea di Igor Mitoraj dimostra come la storia dell’arte non sia una successione chiusa di epoche, ma un processo continuo di reinterpretazione.
In questo dialogo tra secoli, la figura di Icaro torna a parlare al presente: simbolo eterno dell’ambizione umana, della libertà e dei limiti che ogni generazione continua a sfidare.




