Barbablù live a Brindisi, il ritorno più atteso

Da sinistra verso destra, Giuseppe Romano, Federico Guadalupi, Leonardo Pedro Doniselli, Tore Nobile, Giulio De Pasquale

La band Barbablù torna con un live frizzante e scoppiettante: ska, r’n’b, rockabilly e ironia per una serata imperdibile al Nervegna

di Antonio Portolano

«Aspetterò la prossima vita per fare il ballerino»

«Per fare anche il ballerino aspetterò la prossima vita, specialmente perché sono negato». È così che Leonardo Pedro Doniselli, voce, chitarra e frontman dei Barbablù, accoglie il giornalista con la sua solita ironia da «vecchia volpe del palco scenico». Una battuta che racconta, più di mille descrizioni, l’anima scanzonata di una band che ha costruito la propria forza non solo sulla musica, ma sul rapporto diretto, spontaneo, quasi teatrale con il pubblico.

Da sinistra verso destra, Giulio De Pasquale, Federico Guadalupi, Tore Nobile, leonardo Pedro Doniselli, Giuseppe Romano

«Quindi niente passi di danza sul palco?».
«Li lascio volentieri a chi ne è capace», replica. Accanto a lui sorridono Giulio De Pasquale, voce e tromba, Tore Nobile, voce, batteria e percussioni, Federico Guadalupi, voce e sax, e Giuseppe Romano, voce e basso. Cinque musicisti che sul palco si muovono come un corpo unico, pronti a trasformare ogni concerto in una festa collettiva.

Giuseppe Romano, voce e basso

Dai Figli di Barbablues a Barbablù, una storia mai interrotta

I ricordi riaffiorano subito. I Figli di Barbablues, attivi tra la metà degli anni ’90 e i primi 2000, furono una delle band brindisine più amate. Il loro album “Alcool Puro”, prodotto da Videoradio, portò alla ribalta brani diventati piccoli cult: Come l’acqua, Tango d’amor e Alcool puro.

«Succede ancora che qualcuno arrivi ai concerti con il CD originale e ci chieda firma e foto».

Dal loro passato non si sono mai realmente staccati. Nel 2018 si ricostruiscono, integrano nuovi membri e scelgono il nome Barbablù per rendere evidente una continuità che è identitaria, affettiva, musicale.

Federico Guadalupi, voce e sax

Un live travolgente: ska, r’n’b, rockabilly e sorprese continue

«Sul palco non ci fermiamo mai» racconta De Pasquale. «Due ore senza un attimo di pausa».

Il live dei Barbablù è realmente così: frizzante, scoppiettante, ricco di transizioni improvvise e momenti teatrali. Cochi e Renato si mescolano a Footloose di Kenny Loggins, una spruzzata di Julio Iglesias si incastra con la colonna sonora di Rocky, e non è raro sentir recitare Manzoni prima di un Mambo Italiano che scatena la platea.

I loro completi a pois – ormai un simbolo – amplificano una presenza scenica che è al tempo stesso musicale e narrativa.

«Il pubblico pensa di averci inquadrati» scherza Nobile. «Poi arriviamo noi e cambiamo di nuovo tutto».

I Barbablù in concerto a Piazza Orsini, Mesagne

Una band che macina chilometri e consensi

La loro storia recente è una lunga traversata nella musica dal vivo pugliese.

Guadalupi ricorda: «Arrivati dalle parti di Santa Maria di Leuca per una data estiva, ci siamo fermati a chiedere indicazioni a una signora. Ci ha guardati e ha detto: “Ma siete i Barbablù!!!”. E ci ha regalato una busta di susine della sua campagna».

I Barbablù con Pino e gli Anticorpi

Dal Whisky a Go Go di Pulsano al Memphis di Bernalda, dalla Sagra della Municeddha di Cannole alle piazze di Castro Marina, Manduria, Monopoli e Taranto, i Barbablù hanno condiviso palchi anche con Pino e gli Anticorpi e hanno portato ovunque il loro stile inconfondibile.

Oggi lavorano su nuovi brani, nuovi contenuti, nuovi video. «Siamo una famiglia più che una band» dicono. «Siamo fratelli».

Barbablù, la locandina del concerto

Il concerto al Nervegna Caffè Letterario

Sabato 13 dicembre, alle 21:30, i Barbablù tornano finalmente nella loro Brindisi, al Nervegna Caffè Letterario, con uno spettacolo che promette energia pura e divertimento garantito.

«Venite come volete – conclude Doniselli – ma se vi vestite a pois ci fate sentire meno strani».