Bagnino 19enne salva turista polacco

Brindisi litoranea nord, mare di sabato particolarmente agitato

Luca Romanelli, studente e lavoratore, ha raggiunto con un salvagente un 34enne in difficoltà davanti al Lido 128, area dell’ex Arca di Noè

di Antonio Portolano

BRINDISI – Due salvataggi, a pochi chilometri di distanza, hanno evitato che la giornata di mare di sabato si trasformasse in una tragedia per alcuni turisti polacchi in vacanza nel Brindisino. Mentre a Cala Materdomini i vigili del fuoco intervenivano per mettere in salvo una famiglia bloccata dalle onde, sul litorale nord della città un giovane bagnino individuava un uomo che non riusciva più a rientrare a riva.

Era circa l’una e mezza del pomeriggio. Davanti al Lido Mare 128, nell’area dell’ex spiaggia Arca di Noè, un cittadino polacco di 34 anni si trovava a una quarantina di metri dalla battigia. La corrente lo spingeva verso il largo, il fondale permetteva di toccare soltanto a tratti e le energie dell’uomo stavano venendo meno.

A intuire che non si trattava di una semplice difficoltà nel nuoto è stato Luca Romanelli, 19 anni, bagnino brindisino in servizio fino alle 14. Mancavano pochi minuti alla fine del turno, ma quel dettaglio non ha contato: Romanelli ha preso un salvagente anulare ed è entrato in acqua.

Il mare era in condizioni proibitive e la bandiera rossa issata.

Le acque antistanti l’ex Lido Arca di Noé dove si è consumato il salvataggio

L’intervento: la corrente, la fatica, il rientro

Il punto più difficile non era raggiungere il bagnante, ma riportarlo indietro. Una volta in acqua, Romanelli ha capito che il turista aveva perso le forze. Il mare non presentava onde alte in modo uniforme, ma la corrente rendeva ogni metro verso riva più faticoso, trascinando i due verso l’esterno.

Con il salvagente come sostegno, il giovane bagnino ha accompagnato il 34enne nel rientro, fino a riportarlo sulla spiaggia. Solo dopo il salvataggio è emerso che l’uomo era in stato di ebbrezza. Era molto provato e gli è stato consigliato di sedersi e riposarsi.

Il salvataggio non è stato soltanto un gesto istintivo. È stato il risultato di un avvistamento corretto e di una decisione presa al momento giusto: Romanelli ha letto prima degli altri il segnale di una persona che non riusciva più a controllare la situazione. In mare, soprattutto quando la corrente cambia e le forze vengono meno, pochi minuti possono cambiare tutto.

Il volto di una generazione che studia e lavora

Dietro quel salvataggio c’è anche la storia di Luca Romanelli. Ha 19 anni, è diplomato all’Istituto Industriale Giorgi nell’indirizzo automazione e robotica e frequenta oggi un corso ITS per manutentore aeronautico.

Studente e lavoratore, alterna la formazione tecnica al servizio in spiaggia. Un percorso concreto, costruito senza scorciatoie, che sabato ha mostrato il suo lato più importante: la capacità di assumersi una responsabilità quando ce n’è bisogno.

Non c’è retorica nel racconto di quel pomeriggio. C’è un ragazzo che stava per terminare il turno, ha visto una persona in difficoltà e non ha esitato. Ha preso il salvagente, è entrato in mare e ha fatto ciò per cui era lì: proteggere una vita.

Il bagnino, Luca Romanelli

A Cala Materdomini la famiglia bloccata sulle rocce

Nella stessa giornata, a Cala Materdomini, una famiglia polacca composta da madre, padre e figlia non riusciva a rientrare a riva a causa delle onde e si è aggrappata a uno scoglio. Due ragazzi di origine tunisina, intervenuti per aiutarla, sono rimasti a loro volta in difficoltà.

I vigili del fuoco del distaccamento portuale hanno raggiunto le cinque persone con un gommone e le hanno condotte in sicurezza.

Due episodi diversi, due punti della costa brindisina, lo stesso mare reso insidioso da vento, onde e correnti. E soprattutto lo stesso elemento decisivo: la preparazione di chi è intervenuto. Da una parte i vigili del fuoco; dall’altra un giovane bagnino che, a pochi minuti dalla fine del turno, ha riconosciuto il pericolo e ha trasformato una possibile tragedia in un salvataggio riuscito.