La Asl Brindisi avvia gli ambulatori PNES dal 20 febbraio: servizi specialistici e prossimità per contrastare la povertà sanitaria
di Antonio Portolano
BRINDISI – Combattere la povertà sanitaria e garantire accesso equo alle cure: è questo l’obiettivo del Programma Nazionale Equità nella Salute (PNES) 2021-2027 che in provincia di Brindisi entra nella fase operativa con l’attivazione, dal 20 febbraio, di quattro ambulatori di prossimità dedicati alle fasce più vulnerabili.
Servizi sanitari di prossimità nei quattro distretti
Nella Asl Brindisi saranno attivi quattro ambulatori, uno per ciascun Distretto sociosanitario. L’iniziativa è stata presentata nella sala Appia della sede aziendale di via Napoli alla presenza della direzione strategica, dei rappresentanti dei Comuni, degli Ambiti territoriali sociali, di Arca Nord Salento e degli enti del terzo settore coinvolti.
L’azienda ha siglato Protocolli d’intesa e Convenzioni con Arca Nord Salento per attività formative e iniziative psicologiche e socio-assistenziali, con ETS Solerin, ETS Fratellanza Popolare e con gli Ambiti territoriali sociali della provincia.

Programmazione e accesso alle prestazioni
Potranno accedere ai servizi persone con basso reddito o in stato di indigenza segnalate dai Servizi sociali dei Comuni e dagli enti del terzo settore. L’obiettivo è facilitare l’accesso alle cure e avvicinare i servizi sanitari alle persone più fragili.
Il Programma ha come organismo intermedio l’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà e coinvolge, oltre alla Puglia, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.
La programmazione delle visite negli ambulatori avrà cadenza mensile. Nella Carta dei Servizi, pubblicata sul portale della Asl Brindisi nella sezione dedicata al PNES, saranno indicate le prestazioni organizzate per branca specialistica, distretto, giorno e orario, sulla base dell’agenda ufficiale.

Le prestazioni nei quattro distretti
Fino al 28 febbraio saranno erogati i seguenti servizi:
- nel Distretto sociosanitario 1 di Brindisi, in via Dalmazia, odontoiatria
- nel Distretto sociosanitario 2 di Fasano, nel Pta di via Nazionale dei Trulli, oculistica e psicologia
- nel Distretto sociosanitario 3 di Ceglie Messapica, nel Pta di largo Cappuccini, cardiologia, chirurgia generale, dermatologia e psicologia
- nel Distretto sociosanitario 4 di Mesagne, nel Pta di via Panareo, odontoiatria
Un modello integrato e territoriale
L’iniziativa punta a rafforzare i servizi sanitari territoriali e ridurre le disuguaglianze, in linea con la riorganizzazione della sanità di prossimità. L’intercettazione precoce delle fragilità consente di ridurre ricoveri evitabili e accessi impropri ai pronto soccorso, con effetti anche sulla sostenibilità economica del sistema.
La collaborazione tra sanità, servizi sociali, terzo settore e istituzioni locali rappresenta uno degli elementi strategici del progetto. L’approccio mira a costruire una rete stabile e replicabile anche in altri territori.

De Nuccio: rafforzare la rete territoriale
Maurizio De Nuccio, direttore generale della Asl Brindisi, ha sottolineato: «Nell’ambito delle azioni previste dal PNES la Asl Brindisi ha attivato questi ambulatori di prossimità con l’obiettivo di rafforzare la rete dei servizi sanitari territoriali. Gli ambulatori rappresentano un presidio fondamentale per intercettare precocemente situazioni di fragilità sanitaria e sociale e facilitare l’accesso alle cure. È un’iniziativa di alto valore sociale e sanitario perché è l’azienda sanitaria che si sposta verso i cittadini più fragili e non viceversa».

Rina: contrasto alla povertà sanitaria
Per Vittorio Rina, presidente di Arca Nord Salento: «La nostra collaborazione a questo progetto promosso dall’ASL nasce dalla condivisione degli obiettivi, che sono quelli di contrastare la povertà sanitaria e dare la possibilità a tante situazioni di poter accedere ai servizi. Avvieremo una forte attività di divulgazione verso amministratori comunali e cittadini per facilitare l’accesso alle prestazioni».

Bacca: prestazioni specialistiche e motorhome
Il responsabile dell’attuazione, Marcello Bacca: «Saranno prestazioni di cardiologia, otorinolaringoiatria, oculistica, medicina interna e ginecologia. Diverse branche saranno messe a disposizione del territorio. Non tutte sono ancora coperte, ma sono in corso azioni per reperire i professionisti. Il cuore del progetto è rappresentato dai motorhome, che consentiranno di raggiungere i territori più disagiati con un fabbisogno sanitario maggiore. Il progetto prevede una cabina di regia e il coinvolgimento dei Comuni, dei servizi sociali e del terzo settore».

Carulli: sinergia e tempistiche
La direttrice amministrativa Loredana Carulli: «Siamo arrivati a questo obiettivo grazie ai progetti di coesione e al PNES. Il lavoro ha coinvolto operatori dell’ASL, enti del terzo settore e ambiti territoriali sociali per intercettare le persone fragili e favorire la presa in carico. È stato necessario rispettare tempistiche stringenti e rendicontare attraverso la piattaforma Regis per non perdere i finanziamenti».

Gigantelli: equità e dignità della persona
Il direttore sanitario Vincenzo Gigantelli: «Garantire a tutti la risposta ai bisogni di salute è un principio fondamentale del Servizio sanitario nazionale e lo è ancora di più nell’ottica del Piano nazionale equità nella salute. Un impegno che riguarda la dignità della persona e della collettività, garantendo cure essenziali, farmaci, presìdi e ausili ai cittadini più fragili».
Impatto economico e sanitario
Il progetto rappresenta un passaggio strategico per la sanità territoriale, con potenziali ricadute positive in termini di sostenibilità e qualità delle cure. La sfida riguarda la capacità di ridurre in modo strutturale le disuguaglianze sanitarie, migliorare l’accesso ai servizi e rafforzare la governance locale.




