Il concorso di Arpa Puglia coinvolge i giovani artisti per promuovere sostenibilità, cultura ambientale e tutela del mare pugliese
di Antonio Portolano
BARI – Il mare come patrimonio culturale, ambientale e identitario è il cuore di Arpamare 2026, il concorso di arti visive promosso da Arpa Puglia (Agenzia regionale per la prevenzione e protezione dell’ambiente della Puglia). L’iniziativa, presentata nei giorni scorsi al Teatro Margherita di Bari, coinvolge giovani artisti formatisi nelle Accademie pugliesi e culminerà con la premiazione dell’8 giugno, in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza sulla tutela degli ecosistemi marini.
Il significato del concorso: arte e consapevolezza ambientale
Più che un semplice concorso artistico, Arpamare 2026 si configura come un progetto culturale e educativo che mette in dialogo arte e scienza. Il mare della Puglia diventa oggetto di interpretazione creativa e strumento per riflettere su temi cruciali come biodiversità, cambiamenti climatici e inquinamento.
L’iniziativa nasce con una mission chiara: rendere accessibili i temi ambientali attraverso il linguaggio universale dell’arte, coinvolgendo le nuove generazioni e rafforzando il senso di responsabilità collettiva verso l’ambiente.

Il contesto: la centralità del mare in Puglia
Con circa 900 chilometri di costa, la Puglia è una delle regioni italiane più profondamente legate al mare, sia dal punto di vista economico che culturale. Tuttavia, questo patrimonio è oggi esposto a pressioni crescenti: inquinamento da plastica, cambiamenti climatici e sfruttamento delle risorse marine.
In questo scenario, iniziative come Arpamare 2026 si inseriscono nelle politiche di sostenibilità e sensibilizzazione ambientale, contribuendo a costruire una cultura diffusa della tutela del mare.
I protagonisti istituzionali e culturali
Alla presentazione ufficiale hanno preso parte numerosi rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della cultura:
- Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia
- Debora Ciliento, assessora all’Ambiente e al Clima della Regione Puglia
- Paola Romano, assessora alla Cultura del Comune di Bari
- Elda Perlino, assessora al Clima, Transizione ecologica e Ambiente del Comune di Bari
- Maurizio Giani, direttore marketing di Herambiente e ideatore del progetto “Scart”
- Rosanna Quagliariello, responsabile delle Relazioni esterne del Ciheam Bari
- Rocky Malatesta, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Bari
- Alfonso Pisicchio, vicedirettore dell’Accademia di Belle Arti di Bari
La partecipazione di questi attori evidenzia la dimensione interdisciplinare del progetto, che coinvolge ambiente, cultura, formazione e istituzioni.
Le dichiarazioni: visioni e impegni
Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia, ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa: «Arpamare è per l’Agenzia un importante momento di sensibilizzazione e divulgazione ambientale. In sei anni il concorso è cresciuto, segno dell’attenzione delle nuove generazioni verso l’ambiente. Arpa Puglia è un presidio di conoscenza, ma anche culturale: rendere accessibili i temi ambientali è parte della nostra missione, perché la tutela passa dalla consapevolezza di tutta una comunità. Attraverso l’arte coinvolgiamo i giovani, avvicinandoli al mare come risorsa e identità regionale. Le opere affrontano temi come inquinamento, biodiversità e cambiamento climatico. Dal 2023, il coinvolgimento delle Accademie di Belle Arti ha rafforzato il dialogo e valorizzato i talenti. È un’iniziativa che coniuga bellezza e responsabilità, creatività e sostenibilità, e che interpreta pienamente la nostra visione: fare della cultura uno dei pilastri della sostenibilità, creando uno spazio in cui conoscenza scientifica ed espressione artistica possano incontrarsi e generare valore per il territorio e per le future generazioni».

Rosanna Quagliariello, responsabile delle Relazioni esterne del Ciheam Bari, ha evidenziato il legame identitario con il mare: «Siamo orgogliosi di partecipare, per la sesta volta, all’organizzazione del Premio Arpamare, un riconoscimento che celebra la cultura e il suo legame con il mare La Puglia, con i suoi 900 chilometri di costa, ha un’identità profondamente connessa all’ambiente marino, e questa rappresenta un’occasione preziosa per rafforzare il dialogo tra le arti visive e il mare. Oggi, tuttavia, il mare è sempre più minacciato dai cambiamenti climatici, dall’inquinamento da plastica e dal sovrasfruttamento delle risorse ittiche: per questo è fondamentale promuovere una cultura della tutela e della sostenibilità. Non a caso, la Puglia è la seconda regione italiana per numero di Bandiere Blu. La nostra Organizzazione, in particolare attraverso la sede di Tricase, è fortemente impegnata in iniziative di ricerca e cooperazione per la salvaguardia della biodiversità marina e per la promozione di uno sviluppo sostenibile delle comunità costiere, a livello locale, nazionale, nel Mediterraneo e oltre».
Debora Ciliento, assessora all’Ambiente e al Clima della Regione Puglia, ha collegato arte e politiche ambientali: «Il concorso Arpamare offre la possibilità di valorizzare il talento di giovani artisti formatisi nelle Accademie d’arte pugliesi chiamati a valorizzare con la loro arte il nostro paesaggio marino. Creatività e sostenibilità, arte e ambiente, si sposano in questa iniziativa che ci ricorda che il mare è parte integrante della cultura e dell’immaginario pugliese. Dobbiamo per questo tutelare e preservare la biodiversità marina, a vantaggio anche della nostra economia che dal mare non può prescindere. La Regione sta promuovendo la sperimentazione della raccolta differenziata direttamente sulle spiagge per arginare il fenomeno dei rifiuti spiaggiati. E sarebbe interessante, in ottica di riutilizzo, se alcune di queste opere d’arte venissero realizzate proprio con materiale riciclato».
Paola Romano, assessora alla Cultura del Comune di Bari, ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa: «Quella di Arpamare è una chiamata alle arti: chiediamo agli studenti di aiutarci con la loro sensibilità e il loro punto di vista a narrare l’importanza del rapporto tra l’uomo e il mare. Un mare che deve essere protetto e preservato come grande bene comune, luogo di incontro tra popoli e culture e non più spazio di morte. Ringrazio Arpa Puglia, Ciheam Bari e Herambiente che anche quest’anno hanno voluto coinvolgere la nostra comunità in questa bellissima iniziativa».
Elda Perlino, assessora al Clima, Transizione ecologica e Ambiente del Comune di Bari, ha evidenziato l’approccio inclusivo: «Il concorso Arpamare, che Arpa Puglia con il Ciheam promuove anche quest’anno per celebrare il nostro mare in vista della Giornata mondiale degli oceani, sceglie un approccio inclusivo e innovativo per guardare alla sostenibilità ambientale attraverso il linguaggio universale delle arti. L’8 giugno, a esito del concorso, saranno premiati i partecipanti che avranno contribuito a interpretare in maniera creativa la bellezza della natura, di cui il mare è una delle matrici più importanti, oltre che la più abbondante. Lo star bene in natura è una prerogativa che investe tutti i nostri sensi e non c’è strumento migliore dell’arte per comunicare il valore inestimabile della qualità dell’ambiente».
Maurizio Giani, direttore marketing di Herambiente, ha posto l’accento sull’economia circolare:
«Il riuso dei materiali è prima di tutto un atto culturale: significa cambiare sguardo su ciò che consideriamo scarto e riconoscerne il potenziale creativo e simbolico. Con Scart trasformiamo rifiuti industriali in opere d’arte per dimostrare concretamente che l’economia circolare non è un concetto astratto, ma una pratica capace di generare bellezza, senso e consapevolezza. In un contesto come Arpamare, dedicato al mare e alla sua tutela, il messaggio del riuso diventa ancora più forte: ridurre gli scarti, ripensarne il valore e reinserirli in nuovi cicli significa contribuire alla protezione degli ecosistemi e costruire una cultura della sostenibilità che parte dai materiali e arriva alle persone, soprattutto alle nuove generazioni».

Il concorso: modalità, finalisti e premi
Arpamare 2026 è rivolto agli artisti visivi formatisi presso le Accademie di Belle Arti di Bari, Foggia e Lecce a partire dal 2021.
Sono ammesse opere di pittura, scultura, decorazione e grafica d’arte, purché strettamente connesse agli ambienti e alle specie dei mari pugliesi.
Una giuria qualificata selezionerà fino a dieci finalisti e successivamente i tre vincitori, ai quali saranno assegnati:
- 1.000 euro al primo classificato
- 700 euro al secondo classificato
- 500 euro al terzo classificato
- eventuali menzioni speciali
Le opere selezionate entreranno a far parte del patrimonio di Arpa Puglia e saranno esposte presso le sedi istituzionali dell’Agenzia.
Impatto: cultura, ambiente e nuove generazioni
Il concorso genera un impatto concreto su più livelli: promuove la cultura ambientale, valorizza i giovani talenti, rafforza il legame tra cittadini e territorio e diffonde una visione sostenibile dello sviluppo.
L’iniziativa contribuisce inoltre a consolidare il ruolo della Puglia come laboratorio di buone pratiche ambientali e culturali.

Prospettive future
Arpamare 2026 si conferma come un modello innovativo di integrazione tra arte e scienza, destinato a crescere e a rafforzare le collaborazioni tra istituzioni, mondo accademico e realtà produttive.
In un contesto globale segnato dalla crescente attenzione alla tutela degli oceani, il concorso rappresenta un’esperienza replicabile, capace di coniugare creatività, sostenibilità e partecipazione.
Un progetto che unisce bellezza e responsabilità, creatività e consapevolezza, contribuendo a costruire una nuova cultura del mare per le future generazioni.




